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Charlie Cinelli

Nüd e crüd

Nüd e crüd è il titolo del nuovo album di Charlie Cinelli, al quale partecipa in maniera decisiva un altro musicista bresciano di lungo corso come Dan Martinazzi. Charlie e Dan condividono in questo album la comune passione per il blues rurale, quello che, all’inizio del secolo scorso, ha cominciato a fluire, partendo dalla sorgente americana, in tutto il mondo occidentale, costituendo la base della canzone popolare che si è poi sviluppata secondo varie declinazioni. Dan Martinazzi è stato in un certo senso l’artefice di questo ritorno di Charlie Cinelli al suono delle origini della popular song, se non altro secondo l’aspetto musicale. Cinelli ci ha poi messo quasi tutto del suo per quanto riguarda i testi, che costituiscono a nostro avviso la vera sorpresa dell’album.

Che Charlie Cinelli fosse un musicista eccezionale già lo si sapeva e la sua fama si era riversata fuori provincia, nel milanese e nel veronese ad esempio, già a partire dagli anni Novanta, ai tempi dei mitici e furoreggianti Charlie & the Cats. Che fosse anche un fine scrittore non era però mai stato molto considerato. In questo album possiamo dire che Charlie raggiunge la sua piena maturità anche nelle liriche, facendosi aiutare in un brano addirittura da Giosuè Carducci (del quale traduce in dialetto bresciano, musicandola, la poesia “San Martino”, che diventa San Martì) e in un altro dal poeta Scalvini, per la canzone Robinson. I testi raccontano, evidentemente e visto l’ambito, di storie di popolo, di gente comune, recuperate dal passato e proiettate nel futuro. Charlie conferma di essere come una freccia inserita in un arco, saldamente ancorato alle sue radici bresciane ma perennemente proiettato nella dimensione globale. Per questo ascoltando l’album cresce sempre di più la convinzione che il blues, pur avendo assolutamente radici americane, possa parallelamente incarnarsi anche in alcuni tessuti popolari delle nostre terre. Il dialetto duro, tipico della Valtrompia, nudo e crudo appunto, sembra una lingua straniera (e infatti nel booklet del disco è tradotto in italiano) e le storie locali sono pari a quelle raccontate nel blues dei padri.

Suono essenziale ma entusiasmante, strumenti antichi ma suonati con l’anima di oggi. E al centro sempre l’uomo, magari debole o confuso ma sempre intensamente vivo, capace di guardare qui ed oltre, al di là dell’orizzonte. Con Charlie Cinelli anche i morti sono vivi (Èl me nono) e queste parole fanno parte profondamente del mistero cinelliano. Nelle canzoni del menestrello di Sarezzo ci sono i fatidici beautiful losers della letteratura, della canzone e del cinema americano, che sono – in fondo - gli stessi delle valli bresciane. E quando, in alcuni brani, sembra aprirsi il momento della nostalgia, Cinelli con un colpo di chitarra o meglio ancora di basso la caccia via, aprendo di nuovo il versante della vita da vivere, senza fine. Tra le canzoni, bellissima e paradigmatica dell’intero lavoro, segnaliamo in particolare quella che apre il disco, Bortol con èn öcc, potente, metallica, con un sound da brividi, una voce dalla grana spessa e una storia popolare a far da trama, con protagonista Maria (Maria Ùta) e il suo selvaggio e spietato innamorato Bortol, cattivo e bastardo ma capace di sciogliersi davanti alla sua Maria. Lasciamo a voi scoprire il finale della storia. Particolarmente intensa Èl mort èn guèra, bellissima e toccante. Nei brani Bèla cità e Robinson aleggia invece il fantasma del Rev. Gary Davis, maestro del fingerpicking e ispiratore di decine di artisti tra cui Bob Dylan, Ry Cooder, Jerry Garcia.

Chiudiamo spendendo due parole sulla voce di Charlie, che nel corso degli anni è cresciuta, maturata, si è come impastata con la sostanza del popolo che è descritto in queste canzoni, raggiungendo nel disco vette che mai in precedenza ci era parso di percepire. Complimenti naturalmente a Dan Martinazzi, che rivela grande abilità nell’uso delle “corde” e una sensibilità straordinaria per questo genere musicale, diventando nel disco perfetta spalla per il maestro Charlie Cinelli.

 

 

 

 

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In dettaglio

  • Anno: 2019
  • Durata: 58:31
  • Etichetta: Appaloosa Records

Elenco delle tracce

01. Bortol con èn öcc
02. Bèla cità
03. Piero Custù
04. Infermiéra
05. San Martì
06. Capitano
07. Strambaladù
08. Èl Büs
09. Èl mort èn guèra
10. Robinson
11. Èl me nono
12. Zo’ dè corda (trad.)
13. Skimatsi

Brani migliori

  1. Bortol con èn öcc
  2. Bèla cità
  3. Èl mort èn guèra