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Samuele Bersani

Nuvola Numero Nove

Muoia questo regno oggi non ho più bisogno di un sovrano su di me”
(Il Re muore)

Il Re muore, brano di chiusura del nuovo album di Samuele Bersani, può essere ragionevolmente considerato l'epilogo di un racconto in musica che l'autore fa di un tempo, periodo della sua vita che “muore”, “tramonta”. Definirlo un disco autobiografico, tuttavia, appare riduttivo e non del tutto corretto anche se, per ammissione dello stesso autore, erano diversi anni che non scriveva brani così contestuali alla sua quotidianità. Bersani conserva dei lavori precedenti lo sguardo attento, acuto, critico nei confronti della realtà, vista ora con occhiali, i suoi, che non solo filtrano la luce ma accomodano il suo sguardo ad essa.

A distanza di quattro anni dalla pubblicazione di Manifesto abusivo, contro ogni previsione su un possibile ritardo nei tempi di lavorazione, l’artista romagnolo ci consegna una manciata di canzoni registrate in cinque mesi a Bologna nello studiolo che fu di Lucio Dalla, novello cupido, che con la sua Cara è scintilla della costruzione di un Amore e forza motrice della scrittura dei dieci brani inediti.

Parole di riconoscenza verso il suo maestro chiudono il lavoro realizzato, per la prima volta, senza la vicinanza attenta ma sempre rispettosa dell’espressività di Bersani: “Dedicato a Lucio. Che ha creduto in un ragazzino con una canzone nello zainetto”.

L'ordine delle tracce è centrato sul giustapporsi per comprendersi come complementari; descrivono lati di una vita, del suo essere carne e sangue, intrisa di riflessioni, sentimenti, idee, emozioni subitanee e fatta di contraddizioni, quale 'forma' della vita stessa.

Gli occhiali hanno le lenti di En e Xanax, “la mia prima vera canzone d'amore dove solo il titolo presenta un riferimento autobiografico”, secondo quanto afferma lo stesso autore.
Un brano che conquista sin dal primo ascolto sotto il profilo musicale e del testo per linearità e quindi immediatezza, privo com'è di elementi eterogenei che a volte rendevano “criptiche” alcune sue canzoni precedenti, anche per il cantautore stesso...
Sorprendentemente cinematografica nel ritrarre i momenti di una storia giocata sulla meraviglia di un incontro inaspettato.

Durante la presentazione del disco allo spazio della Feltrinelli di Milano, Bersani ha affermato che la grande paura del secolo è, paradossalmente, la felicità; spaventa il senso di insicurezza e precarietà che il vivere una relazione sentimentale genera. Quel mettere “a nudo la superfluità di trame passate e la vacuità di trame future” (Z. Bauman) genera ansia, ma la tendenza ad allontanare la sofferenza può portare a far convivere  due solitudini, chiuse “in una bolla di cemento” (Settimo cielo), ma “se non ti spaventerai con le mie paure/ un giorno che mi dirai le tue, troveremo il modo di rimuoverle/ in due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore/ e su di me puoi contare per una rivoluzione”.

Tutto, della nostra vita, può essere visto secondo un punto di osservazione che comprende l'altro come confronto anche sofferto (Complimenti!) o come orizzonte (Desirée). Risolversi in una realtà che tende a procrastinare il momento del porci innanzi allo specchio del tempo che passa (Chiamami Napoleone), in incomprensioni tra amici che non sono stati sinceri prima di tutto con se stessi e quindi leali verso l'altro (Ultima chance), in una religiosità ipocrita, in simulacri dell'amore (Spia polacca), in illusioni originate dalla mistificazione di presupposti che sfociano in un vero e proprio disorientamento e disincanto nei confronti del presente (D.A.M.S.).

L'ironia e il sarcasmo, inchiostro rosso usato per descrivere la realtà, sfumano in un sereno rosa, alleggeriti dal riconoscimento di una presenza nella propria vita, di un tramite, una figura che ci sta innanzi, con la quale corrispondere rispecchiandosi e trovare una risposta alle proprie domande.
Continuerà quel dialogo interiore (Chiamami Napoleone), ma sarà sospeso, perché “non è da me tenere sulle spalle un paracadute/ quando sto al settimo cielo con ali nuove” (Settimo cielo), alla “nuvola numero nove” di una ri-trovata consapevolezza; “Nobody sees you when you're on cloud nine”, cantava John Lennon. La musica e gli arrangiamenti hanno la cura di chi li ha innaffiati giorno per giorno, scegliendo gli strumenti uno ad uno, secondo un timbro che fosse materia e colore, producesse autentiche vibrazioni del sentire e, soprattutto, immaginato per essere ascoltato dal vivo.

La resa su disco non doveva essere dissimile da quella durante i concerti del tour che inizierà in primavera. Inseguire il suono concreto di un disco in vinile, in cui ogni traccia è visibile nel solco che resta, nella puntina che lo percorre, nel silenzio che apre e chiude l'ascolto nel passaggio da una canzone all'altra, come scrive Alessandro Bergonzoni in un suo libro “Disabituatevi alle orecchie (mettetele sugli occhi)”.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Samuele Bersani  
  • Anno: 2013
  • Durata: 37:07
  • Etichetta: Fuori Classifica Edizioni Musicali / Sony Music

Elenco delle tracce

1. Complimenti!

2. En e Xanax

3. Chiamami Napoleone

4. Desirée

5. Ultima chance

6. Settimo cielo

7. D.A.M.S.

8. Reazione umana

9. Spia polacca

10. Il Re muore

 

Brani migliori

  1. Desirée
  2. Reazione umana
  3. Il Re muore

Musicisti

Samuele Bersani: tastiere, pianoforte, flauto dolce, kazoo  -  Tony Pujia: chitarre, ukulele, basso  -  Silvio Masanotti: chitarre  -  Davide Beatino: basso, chitarra, chitarra acustica  -  Gionata Colaprisca: percussioni  -  Dario Casillo: programmazione ritmica  -  Marco Rovinelli: batteria  -  Alessandro Gwis: cori intro in Chiamami Napoleone  -  Gregorio Salce: chitarra in Desirée  -  Matteo Fortuni: chitarra in Desirée  -  Roberta Giallo: cori in Desirée, D.A.M.S., Il Re muore  -  Eddie Cat: chitarre in Ultima chance  -  Valentino Corvino: violino pizzicato in Ultima chance, violino in Spia polacca  -  Bruno Mariani: chitarre elettriche e chitarra solo in D.A.M.S., Reazione umana  -  Sandro Di Paolo: viola in D.A.M.S., Spia polacca  -  Pietro Cantarelli: tastiere e basso in Spia polacca  -  Egokid: tastiere e loop in Il Re muore