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Pattoni

Oceano, ora

Un viaggio alla volta di aspirazioni e paure, tra i meandri delle relazioni umane, un focus sulla giovinezza nel racconto della vita. Questo è Oceano, ora, album d’esordio dell’artista piemontese (Mattia) Pattoni. Un album molto curato dal punto di vista musicale e lirico, mentre una maggiore attenzione alla resa vocale andrebbe posta per riuscire a coinvolgere ancora di più il pubblico. Ciò nonostante, “Oceano, ora” è un ottimo disco: fa riflettere, divertire e sa emozionare. Un lavoro che racconta de Il fu Mattia Pattoni, non dell’inganno sull’identità, ma di ciò che Pattoni è stato negli anni antecedenti e contemporanei alla lavorazione del disco.

I suoi testi sono colmi di sensazioni, emozioni e passioni che appartengono al genere umano, ma sono state vissute singolarmente, come solo ognuno di noi può fare, e, di conseguenza, raccontate con reale autenticità. La ‘personalità’ di “Oceano, ora” trasuda di giovinezza, anche musicalmente.
Le melodie dell’intero disco sono armoniose e, nonostante la voce di Pattoni risenta di una eco malinconica, il risultato è sorprendente, soprattutto nel brano Astronave, in cui si racconta dei voli pindarici a cui l’amore sottopone due amanti. La loro intimità è resa attraverso la semplicità di cui si veste l’intero brano, costruito con chitarra e voce. Nessun suono elettronico, nessuna contaminazione, naturalezza pura.
Tutto il lavoro poggia sul sentimentalismo, specie quello post adolescenziale, gli anni in cui si guarda alla vita con occhi ingenui e pieni di fuoco, gli anni in cui è assente la consapevolezza della menzogna del tempo. Avendo questo concetto come punto di riferimento, Così vicini, così liberi ne diventa la traduzione in parole e musica. Un’ode alla vita, osservata con giovani occhi che ad essa si affidano e, dopo essersene innamorati, ne tralasciano gli spigoli perché è offerta la possibilità di imparare dagli sbagli.
Gli stessi orizzonti tematici sono presenti in Ho bisogno di parlare con qualcuno. La drammaticità è il grido di aiuto contro l’inadeguatezza provata nei confronti della propria persona, il rumore della speranza nella ricerca della persona giusta, del porto sicuro, dell’affetto sincero, di un equilibrio stabile. La musicalità del brano è costruita a partire dalla chitarra, conduttrice del racconto, a cui si aggiunge il piano elettrico a colorare la melodia assieme a qualche riff di chitarra che offre volume ai suoni. Ho bisogno di parlare con qualcuno trasmette positività, come se Pattoni volesse condividere un messaggio con chi sta ascoltando in quel momento, rassicurandolo sull’arrivo dell’aiuto sulla carrozza della speranza.
Come un esteta, Pattoni, in “Oceano, ora” canta la bellezza della giovinezza, a partire dalla sua esperienza personale, e ne caratterizza i tratti armoniosi tanto quanto quelli dissonanti, confrontandoli, esaltandoli, facendoli duellare, senza mai scegliere tra essi un vincitore, perché gli uni senza gli altri non esisterebbero. E viceversa.

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: 27:49
  • Etichetta: Vina Records / Believe

Elenco delle tracce

01. Oceano
02. Ho bisogno di parlare con qualcuno
03. Voglio vederti stare bene
04. Strumentale Uno
05. Cinzia
06. Così vicini, così libero
07. Strumentale Due
08. Tu che sei uguale a me
09. Astronave

Brani migliori

  1. Ho bisogno di parlare con qualcuno
  2. Così vicini, così liberi
  3. Astronave

Musicisti

Andrea Bertoli (piano elettrico, basso, farfisa)  -  Filippo Rieder (elettronica, arie ed altre magie)  -  Pattoni (voci e chitarre)