ultime notizie

Nada alla Milano Music Week

di Maria Macchia La paura via da sé e i pensieri brillano: un titolo incoraggiante, di buon auspicio, quasi “motivazionale”, quello dell’ultimo album di Nada. La cantautrice livornese è stata ...

Diaframma

Ora

Ora, il ventunesimo album dei Diaframma, nasce, come ha spiegato lo stesso frontman Federico Fiumani, dall’esigenza di rielaborare il lutto per la scomparsa della madre. Quattro degli otto brani che compongono il lavoro sono pertanto legati a questa tematica, in maniera esplicita o metaforica. In diverse interviste il cantautore ha dichiarato che questo evento, avvenuto a dicembre 2021, non lo ha colto di sorpresa, data l’età avanzata della genitrice (98 anni), tuttavia ha suscitato in lui una serie di considerazioni sui propri rapporti familiari, che sono stati talvolta disfunzionali, e sulle dinamiche relazionali e le loro conseguenze sull’equilibrio degli individui.

Così il brano di apertura, Coperte tumorali, si gioca intorno all’immagine della coperta che da una parte rappresenta il calore dei legami affettivi, dall’altra i limiti che l’individuo si autoimpone e il degenerare delle relazioni verso dinamiche distruttive. L’io lirico si rivolge ad un’interlocutrice, che riconosciamo più tardi come la madre stessa, e in questo dialogo senza risposte le necessità di cura nei suoi confronti si esprimono senza filtri, in maniera immediata, con le fatiche che ne derivano. Più avanti, la title track ripropone una condizione di impazienza e di frustrazione (“non sei tu ad aver sbagliato, è la vita che proprio a volte non va, una vita di umiliazioni aspettando una ricompensa, la mia unica ricompensa è la canzone che sto cantando…”). Anche qui Fiumani si appella direttamente alla cara estinta, con sentimenti di amore e nostalgia che si trasformano nel proprio opposto, in un dissidio interiore che non si ricompone. Più esplicita, diretta, quasi cruda, è poi La tua morte, in cui il lutto, “pesante come un macigno”, incatena il protagonista che si sente oppresso anche nei momenti in cui vorrebbe allontanare il pensiero dal drammatico evento. Anche il cantato esprime questa urgenza, soprattutto nei ritornelli, in cui essa emerge a volte quasi gridata; compare dunque, come cifra stilistica, una certa dissonanza tra le idee musicali che trasmettono quiete, serenità ed energia a seconda dei brani, e le liriche che esprimono un forte bisogno emotivo.

 

Altri due brani, I giorni belli e Mite, erano rimasti nel cassetto di Fiumani per diversi anni, per comparire in questo disco sotto una nuova luce. Viene manifestata la necessità di condividere un percorso con qualcuno in un rapporto che, nel qui ed ora, possa costituire un punto di riferimento. In particolare, Mite è un’autentica dichiarazione di intenti: “Governa la tua pazzia quando il mondo non ti riconosce più o fa solo finta. Nascondi la tua allegria perché in fondo dà fastidio ai più, oggi ce n’è bisogno spesso”. La relazione con la partner si configura ancora una volta come baluardo per difendersi dai mali del mondo e l’iniziale, limpido e disarmante “Io voglio fottere con te” si evolve, alla fine, in un più maturo “Io voglio crescere con te”.

Meno emotivi e più cerebrali sono invece i restanti due brani, basati sulla tematica del sesso, entrambi però all’insegna di una parola chiave: “testa”. Ne Il sesso è nella testa il sessantenne Fiumani ripensa alla sua vita sessuale e ne traccia un bilancio, ridimensionando questa fondamentale componente della propria esistenza e definendola come “cosa piccola, stupida e inutile”. L’artista sembra rimpiangere momenti più spensierati, legati al passato; i rapporti attuali sono un po’ nevrotici, ma ad essi ci si aggrappa nonostante il disincanto. Il cantautore esce infine dalla dimensione personale che caratterizza tutto il disco per provare a calarsi Nella testa di un attore porno e il brano che ne deriva è senz’altro uno degli episodi migliori dell’album, tornando verso stilemi new wave, che rimandano agli esordi della band, con la chitarra come assoluta protagonista. È una sorta di ‘confessione’ di un pornoattore che rappresenta la difficoltà del proprio lavoro, la necessità di doversi concentrare rievocando situazioni diverse, magari immaginando persone differenti da quelle con le quali si ritrova ad interagire per ottenere performances all’altezza delle richieste.  Un autentico stream of consciouness che permette all’ascoltatore di entrare nei complessi meccanismi mentali del personaggio, che così si descrive: “Chi stai amando non lo sai... Solo solitudini che si incontrano nel volgere di un video... Vivi in un tempo sospeso... Ti sfugge quindi il senso di ciò che stai facendo… Per tirare avanti devi farti dei film mentali... devi pensare che lei sia un’altra... devi concentrarti… devi pensare a una cosa sola e isolarla dal resto...” per poi giungere ad una lucida, amara conclusione:  “I film che sono il mio vero lavoro/ nessuno li vedrà mai”.

Abbiamo aspettato quattro anni per ascoltare un nuovo album di inediti dei Diaframma, ma l’attesa è stata ripagata. Ora è una sincera fotografia del Fiumani odierno, una conferma rispetto agli standard qualitativi del gruppo, un lavoro in cui rock, emozione e poesia creano quegli equilibri che da quattro decenni la band fiorentina, pur nella sua naturale evoluzione, ci ha sempre regalato.

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Anno: 2022
  • Etichetta: Self Distribuzione

Elenco delle tracce

01. Coperte tumorali (04:05)
02. I giorni belli (05:53)
03. Mite sarò (03:39)
04. Il sesso è nella testa (03:49)
05. Ora (03:38)
06. Volenteroso (03:34)
07. La tua morte (03:46)
08. Nella testa di un attore porno (04:43)

Brani migliori

  1. Coperte tumorali,
  2. I giorni belli
  3. Nella testa di un attore porno