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Vorianova

Pàrtiri

In questi giorni di ascolti casalinghi (forzati per le note cause), siamo andati a recuperare un album del 2019 che era rimasto tra i tanti nella pila sul tavolo. E, anche se con ritardo, abbiamo fatto bene ad ascoltarlo, per le molte peculiarità che contiene. Parliamo di Pàrtiri, album dei siciliani Vorianova che con questo lavoro entrano nella scuderia di Isola Tobia, piccola ma tenace realtà discografica (ma non solo, visto il servizio a 360° che spesso offre ai suoi artisti) che ha come mission quella di lavorare con artisti determinati che vogliono portare avanti la propria arte, le proprie idee, senza troppe costruzioni artificiose in studio. Una filosofia che parte da una sana voglia di suonare e sentirsi protagonisti di un progetto che nasce e - work in progress - diventa sempre più personale.

Concetto e spirito che ben si sposa con i Vorianova, che rappresentano le proprie radici e le radici di tutti quelli che, metaforicamente o meno, partono per ritornare; non importa se a mille chilometri di distanza o se parliamo del viaggio personale che ognuno di noi può vivere anche restando stanziale. E lo fanno attraverso la lingua siciliana, una lingua figlia di terre di confine, una lingua che dialoga con batteria, pianoforte, violini, chitarre e fisarmonica, in una danza – a volte dolce altre volte più incalzante - in cui esplodono colori e profumi. Centro nevralgico e motore culturale dei Vorianova è Isnello - comune da cui proviene lo zoccolo duro del gruppo - piccola realtà arroccata sui monti delle Madonie in provincia di Palermo. Un paese di origini arabe che ha saputo poi ritagliarsi una sua autonomia, facendo nascere e poi difendendo tradizioni autoctone. Tra queste sicuramente c’è la musica, che ha Isnello ha sempre avuto un ruolo importantissimo, fin dal 1800, specie in campo bandistico (oggi la Banda Musicale Bajardi è conosciuta a livello nazionale, oltre ad aver ricevuto numerosi riconoscimenti…). Ma venendo a tempi più recenti, negli ultimi vent’anni i Vorianova hanno saputo rappresentare al meglio questo territorio e non solo.

Quattro gli album all’attivo, di cui l’ultimo Pàrtiri, è uscito come dicevamo nel 2019 e prosegue un percorso musicale intrapreso ormai da molti anni. Un’identità precisa quella data da Biagio di Gesaro e Luca Di Martino, dove ad un accurato lavoro sui testi hanno contrapposto una ricerca musicale capace di staccarsi dallo stereotipo folkloristico, rischio che spesso si annida nei lavori dialettali. Qui i brani sono avvolti in un mood dove fanno capolino echi di word music e anche spruzzi di elettronica, usata con gusto e solo quando serve, controbilanciata da un gran lavoro fatto sugli archi, clarinetto e fisarmonica. Un plauso quindi agli arrangiamenti, frutto di un lavoro corale di tutto il gruppo ad eccezione di Affaccia cori miu, sul quale ha lavorato Alberto Maniaci. Le undici tracce che compongono “Pàrtiri” riescono così ad evocare un mondo in cui l’ascoltatore diventa, in prima persona, il soggetto che parte metaforicamente per nuove terre e a cui i Vorianova trasmettono il coraggio di essere autore del proprio destino. Sia esso quello di restare o quello di tornare. E allora buon ascolto, con il consiglio di lasciarsi andare alla “vorìa”, al vento nuovo, che questo gruppo riesce ad infondere già al primo ascolto.

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In dettaglio

  • Anno: 2019
  • Durata: 36:08
  • Etichetta: Isola Tobia Label

Elenco delle tracce

01. Pàrtiri

02. Ragiuni d’amuri

03. La me terra

04. La vita è iocu

05. A lu paisi

06. Affaccia cori miu

07. L’amuri aspetta

08. Sghicci di luci

09. Appressu u tempu

10. Vuci di mari

11. U tempu di na vita

Brani migliori

  1. Pàrtiri
  2. L’amuri aspetta
  3. Vuci di mari

Musicisti

Biagio Di Gesaro (Voce)  -  Luca Di Martino (Chitarre)  -  Alessandra Macellaro La Franca (Pianoforte e synth)  -  Romina Denaro (Basso elettrico e contrabbasso)  -  Fabrizio Pezzino (Batteria)
Hanno suonato inoltre:
Ruggiero Mascellino (Fisarmonica)  -  Marta Arcodia (Clarinetto)  -  Mariangela Lampasona (Violino)  -  Girolamo Lampasona (Violino)  -  Riccardo Botta (Viola)  -  Giorgio Garofalo (Violoncello).