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Giorgio Canali

Perle per porci

Anomalia. Chè se decidi di fare un disco di cover di solito lo fai perché o non hai molto da dire, o speri che buttandoti su canzoni già conosciute vendere qualche copia in più sarà facile, oppure…per tutti e due i motivi. Di solito funziona così, per gli artisti (o per quelli che ci si fanno chiamare), di solito. Fortunatamente così non funziona se sei Giorgio Canali.

Biografia. La saltiamo, si conosce.

Scelta (libera). Lo fa da sempre Canali, di scegliere di mettere in musica e cantare quello che gli pare, di dar vita solo a progetti in cui crede (dal tour di “Ciò che non deve accadere accade” al duo con Angela Baraldi con i brani dei Joy Division), con perfetta sovrapposizione tra l’uomo e l’artista, tra quello che canta e quello che vive. Un’onestà senza compromessi che oggi, dove chi vuole fare questo mestiere pensa prima ad imparare a gestire una pagina social piuttosto che a scrivere un bel testo, è una perla preziosa.

Rossofuoco. Dal 2002 sono la band di Canali. Cinque album per un lirismo cinico e spesso incazzato, corrosivo e sarcastico, che nega qualunque indulgenza e giustificazione, uno di quelli che hanno sotto a vibrare chitarre e batteria dai volumi alti. Incendiario e potente. Totalmente disincantato ma dannatamente poetico nelle ballate, che dell’amore e delle battaglie della vita è capace di raccoglierne e raccontarne il fango delle paludi e l’angelica passione (Giorgio Canali & Rossofuoco o Tutti contro tutti, dovrebbero essere ascoltati e riascoltati da chi prova a fare rock in questo Paese, possibilmente prendendo appunti. Nostra signora della dinamite e Rojo da chi vorrebbe farlo mescolandoci pure sprazzi di cantautorato lucido, intenso, di quello che smuove parecchio le budella).

Perle (per porci).  E’ il suo ultimo album. Ci ha messo dentro tredici brani incrociati in tanti anni di musica e palchi, perle con poca fortuna di pubblico a firma di autori perlopiù della nicchia dell’underground italiano. Canzoni che avrebbe voluto scrivere lui, e tanto gli somigliano che sembra quasi sia così. Doloranti, in fiamme, con rabbia e amore, sporche, sanguigne, cantate (come è il canto di Canali) di stomaco e voce. C’è F-104 di Finardi, Storie di ieri di De Gregori, Lacrimogeni de Le luci della centrale elettrica, Richiamo dei Frigidaire Tango e Mi vuoi bene o no? di Angela Baraldi, e ci sono brani di band e artisti meno conosciuti come i Corman&Tuscadu, L’upo, Macromeo, Mary in June, Plasticost, Luc Orient, Santo niente, Faust’O.

Un disco di cover sì, ma molto lontano dall’esserlo nella maniera canonica. Fortunatamente dei canoni da seguire Canali se n’è sempre fregato, questo album è solo un altro esempio in musica della sua coerenza. Ci regala delle perle, vere, e ci dà una seconda occasione per ascoltare. Eravamo tutti troppo distratti la prima volta. Oggi abbiamo (noi, porci) una nuova possibilità per redimerci, non sprecatela.

 

 

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In dettaglio

  • Anno: 2016
  • Durata: 54:04
  • Etichetta: Woodworm

Elenco delle tracce

01.  Pesci e sedie
02.  A.F.C.
03.  Tutto è così semplice
04.  Un giorno come tanti
05.  Canzone Dada
06.  Mi vuoi bene o no?
07.  Buon anno
08.  Storie di ieri
09.  Richiamo
10.  F-104
11.  Gambe di Abebe
12.  Luna viola

Brani migliori

  1. Tutto è così semplice
  2. Luna viola
  3. Mi vuoi bene o no?

Musicisti

Giorgio Canali: voce e chitarre  -  Luca Martelli: batteria e voce  -  Marco Greco: basso, chitarre e voce  -  Steve Dalcol: chitarre  -  Francesco Felcini: suono