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Peppe Voltarelli

Planetario

In una veste di un intenso blu che si confonde tra cielo e mare, arriva il quinto disco di Peppe Voltarelli il cui titolo è la sintesi perfetta di tutto ciò che è stato pensato, fatto e cantato in questo disco. Si chiama Planetario e non disattende per nulla l'idea di grandezza che questo titolo ci evoca. In un momento storico in cui tutto sembra, forse, meglio dell’Oggi, “Planetario” offre un viaggio salvifico indietro nel tempo. Voltarelli veste i panni dell'interprete per un progetto ambizioso che ha avuto lunga gestazione.

L'idea fondante è stata quella di ricordare e rinnovare la lezione di Amilcare Rambaldi - fondatore e responsabile fino al 1995 del Premio Tenco - sull'importanza dell'incontro tra artisti di culture e nazionalità diverse. Il cantautore calabrese, che da moltissimi anni gira il mondo grazie al suo slancio nomade e al suo bisogno di condividere il suo bagaglio con artisti mossi dalla stessa esigenza, è diventato un riferimento all'estero per ciò che rappresenta il cantautorato italiano. Questo nuovo disco è lo sviluppo di uno spettacolo dedicato alle canzoni ispirate ai porti del Nord Europa che Voltarelli aveva costruito con Sergio Secondiano Sacchi. La scelta dei brani più rappresentativi, le traduzioni e la meticolosa cura nella selezione delle canzoni d'autore da riproporre, ha portato alla genesi di un lavoro di grande intensità. Prodotto da Sergio Secondiano Sacchi e da Daniele Caldarini per Cose di Amilcare (costola "barceloneta" del Club Tenco), “Planetario” è senza alcun dubbio un enorme lavoro corale dal respiro ampio e internazionale. Voltarelli presta la sua voce e la sua sensibilità per raccontarci, in fondo, i suoi viaggi, le sue tournée e suoi preziosi incontri (qui sotto Peppe in un concerto tenuto in Quebec nel 2018 al Festival International des Rythmes du Monde ).

 

Un album come un diario di bordo, nella forma canzone di quelle che difficilmente tornerà ma che custodiremo per molto ancora nella nostra memoria. Immaginate un cantastorie errante a bordo di un antico galeone; questo è Voltarelli che ripercorre un itinerario artistico-sentimentale toccando porti e città, planando sulle cose con delicatezza estrema. Abituati a performance più asciutte con sola voce e chitarra, questa volta veniamo invece inondati dai suoni del mondo grazie alla partecipazione di eccellenti musicisti che hanno valorizzato gli impeccabili arrangiamenti di Daniele Caldarini. Dall'Europa e dall'America Voltarelli riporta un baule ricco di storia, di politica, di quotidianità e di sentimenti umani raccolti per le strade e fatti rivivere attraverso la musica e la letteratura. Cosa è in fondo la canzone d'autore se non questo?

Jacques Brel e Vysotskij, Leo Ferré e Bob Dylan... tutti cantati con amore e profondo rispetto con il plus di emozionanti duetti con nomi del calibro di Joan Manuel Serrat e Adriana Varela, Silvio Rodríguez e Amancio Prada. Non mancano gli omaggi a Modugno ed Endrigo da sempre di grande ispirazione per Voltarelli e sempre nel cuore del pubblico d'Oltreoceano. A metà strada tra un Marco Polo e un Virgilio dalle origini sibarite, Voltarelli (nella foto in fondo ritratto da Martina Ridondelli) ha reso pelle e voce permeabili all'incontro. Ogni duetto è un intreccio di stima amicizia e arte, concetto impreziosito e amplificato dalle opere di Anna Corcione che possiamo ammirare all'interno del libretto. Non è facile dire se ci sia un brano che vince su tutti o stilare una classifica, ma poco importa perché il disco è davvero bellissimo nella sua interezza. La voce di Voltarelli graffia su testi a volte molto aspri ma con l'impatto che potrebbe avere un cuore se potesse cantare. C'è un equilibrio assoluto, nonostante le registrazioni abbiano coinvolto più di una decina di studi di registrazione differenti.

"Planetario" è un'opera importante e che ha meritato tutti i plausi e i riconoscimenti conferitigli (tra gli altri, ricordiamo la Targa Tenco 2021 come 'Miglior album d’Interprete'). Ad ogni nuovo ascolto, scoprirete un porto nuovo o una nuova giostra mentre scorreranno lievi le note retrò di un organetto o di un violino.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Sergio Secondiano Sacchi e Daniele Caldarini
  • Anno: 2021
  • Durata: 53:55
  • Etichetta: Squilibri Editore

Elenco delle tracce

01. 26 aprile 1945: piccola serenata diurna con Silvio Rodríguez

02. Rotterdam

03. Margalida con Joan Isaac

04. Musetto

05. All'alba con Luis Eduardo Aute

06. Winterlude, Inverludio

07. Els mariners

08. Millenovecentoquarantasette

09. Nel porto di Amsterdam

10. Saeta con Joan Manuel Serrat

11. Cavalli bradi

12. Voce d'asfalto con Adriana Varela

13. La prima compagnia

14. Per un sentiero con Amancio Prada

15. Ostenda

16. A la manic

17. Bonus track: 'sta città (strumentale)

Brani migliori

  1. Voce d'asfalto
  2. All'alba
  3. Rotterdam

Musicisti

Daniele Caldarini: pianoforte, chitarra, tastiere, organo vox, shaker, piano giocattolo;
Michele Staino: Contrabbasso;
Alessandro D'Alessandro: organetto;
Maurizio del Monaco: sax;
Pier Zuin: bagpipe, tarota catalana;
Francesco Gaffuri: contrabbasso, basso;
Lorenzo Colace: cuarto venezuelano, chitarra;
Piero Goria: Body percussion;
Angapiemage Persico: violino;
Paola Colombo: violoncello;
Rebecca Marasco: percussioni giocattolo;
Andrea del Vecchio: flauto;
Laura Pupo de Almeida: oboe, duduk;
Marco Tazzi: organo Hammond;
Enrico Sala: chitarra acustica;
Francesco Grigolo: tromba;
Alex Aliprandi: mandolino;
Luciana Elizondo: viola da gamba;
Laura Rossi: ricerca ambientazioni sonore;
Ilaria Cirello, Rebecca Marasco: cori