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Lowlands

Play Townes Van Zandt’s last set

“Townes Van Zandt è il miglior cantautore del mondo; lo direi davanti a Dylan con i miei stivali sul suo tavolino” - Steve Earle

Non si può di certo negare che i pavesi Lowlands ci sappiano proprio fare con i tributi: già nel 2012, in occasione del Record Store Day, ce ne avevano dato prova commemorando il 100° anniversario della nascita di Woody Guthrie con l’album Better World Coming sempre a firma Lowlands and Friends. Ora, a distanza di cinque anni ecco il nuovo tributo: Play Townes Van Zandt’s Last Set che come è ben descritto nel titolo questa volta omaggia il mito di Townes Van Zandt. Townes Van Zandt, per quanti non lo conoscessero, è stato (07/03/1944 – 1/1/97) un poeta visionario e sensibile che ha rappresentato (e rappresenta tutt’ora) nella musica americana un artista unico grazie al suo saper fondere il blues di Lightnin' Hopkins con il country di Hank Williams e al songwriting assolutamente originale e intenso.

Un disco che, scrive Edward Abbiati (leader della band) all’interno del libretto, è stato registrato in modalità no budget in salotto, in cucina e qualche volta in studio di registrazione da un gruppo (parecchio nutrito a dire il vero) di amici: Cheap Wine, Gnola Blues Band, Michele Gazich, Antonio Gramentieri, Antonio "Rigo" Righetti, Stiv Cantarelli, Lucky Strikes, Sid Griffin, Will T. Massey, Richard Lindgren, Chris Cacavas, Kevin Russell, Tim Rogers e Plastic Pals.

Entriamo nel vivo del tributo che a dire il vero è molto di più: è un vero atto d’amore verso questo artista. Decisamente interessante è la scelta della forma data al disco: infatti è stata riproposta l’intera scaletta dell’ultimo concerto tenuto da Van Zandt, un mese prima della sua “scomparsa”, al Borderline di Londra il 3 dicembre 1996. La scaletta è talmente fedele all’originale che è anche presente la voce di Barry Marshall-Everitt, tour manager di Van Zandt nonché amico dei Lowlands.

«Vent’anni fa Townes Van Zandt teneva a Londra il suo ultimo concerto, al quale io andai per ascoltare “Tecumseh Valley” incisa anche da Steve Earle - racconta Edward Abbiati - E’ un ricordo di quell’ultimo set di Van Zandt, così importante per me, che ho deciso fare questo progetto con i Lowlands, rivisitando in sequenza i brani dell’esatta scaletta di quel concerto»

14 brani, 14 perle una più preziosa dell’altra che vanno dal blues elettrico di My Starter Won’t Start (omaggio del texano a Lightning Hopkins) in apertura, con in evidenza la chitarra di Maurizio “Gnola” Glielmo, l’armonica di Richard Hunter e la coppia Abbiti-Russell alla voce, fino alla chiusura rock (in originale è un pezzo country) di Colorado Girl tutta chitarra, organo (Chris Cacavas) e violino (Jonathan Segel). In mezzo ci sono davvero un sacco di altri gran bei pezzi come ad esempio il country-blues di Loretta tutta slide, battiti di mani, la stupenda a parere di chi scrive Pancho And Lefty (uno dei brani più famosi) con il magico violino di Gazich, Tecumseh Valley (altro capolavoro di Van Zandt) registrata in cucina che piano piano sfuma in Dead Flowers dei Rolling Stones con lap steel (Mike “Slo Mo” Brenner) e fisarmonica (Francesco Bonfiglio) ben a fuoco.

Che altro aggiungere se non che è un disco, tra l’altro molto curato anche da un punto di vista grafico, consigliatissimo a tutti coloro che amano Townes Van Zandt e la musica suonata con tanta passione e umiltà. Si consiglia anche l’ascolto del cofanetto  Townes Van Zandt - Texas Troubadour: 4 cd che raccolgono i primi 7 album in studio più il live del ’73 corredato da 36 pagine di libretto.                         

Foto di Giuseppe Verrini

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Edward Abbiati
  • Anno: 2016
  • Durata: 57:39
  • Etichetta: Route 61 Music

Elenco delle tracce

01. My Starter Won't Start
02. Loretta
03. Pancho and Lefty
04. Dollar Bill Blues
05. Buckskin Stallion
06. Katie Belle Blue
07. Marie
08. Waiting Around To Die
09. A Song For
10. Short Hair Woman Blues
11. Song Of The Shrimps
12. Sanitarium Blues
13. Tecumseh Valley/Dead Flowers
14. Colorado Girl

Brani migliori

  1. My Starter Won’t Start
  2. Pancho And Lefty
  3. Tecumseh Valley

Musicisti

Edward Abbiati: voce, chitarra acustica, foot stomp - Francesco Bonfiglio: piano, fisarmonica, organo, synth, marimba, percussioni - Roberto Diana: chitarra elettrica, chitarra acustica, banjo, weissenborn - Antonio “Rigo” Righetti: basso
Ospiti: Richard Hunter: armonica - Kevin Russell: voce - Maurizio “Gnola” Glielmo: chitarra elettrica, chitarra acustica, basso, foot stomp - Paolo Legramandi: basso - Cesare Nolli: batteria - Stiv Cantarelli: voce, chitarra slide, foot stomp - Chris Peet: foot stomp - Matthew Boulter: voce, chitarra elettrica, lap steel - Paul Ambrose: basso - William Bray: batteria - David Giles: piano - Michele Gazic: violino - Sid Griffin: mandolino, chitarra acustica, armonica voce – Manuel Pili: basso – Marco Diamantini: voce – Michele Diamantini: chitarra elettrica – Andrea Perovanni Paradiso: batteria – Joe Barreca: basso – Antonio Gramentieri: chitarra elettrica – Winston Watson: batteria – Richard Lindgren: voce, piano – Stefano Speroni: chitarra acustica – Will T. Massey: voce – Mike “Slo Mo” Brenner: lap steel, basso – Andres Villani: horns – Max Paganin: horns – Chris Cacavas: chitarra elettrica, organo, voce – Simone Fratti: contabbasso – Tim Rogers: voce, chitarra acustica – Ragsy: voce – No Good Sister: cori – Rod Picott: voce, chitarra acustica – Hakan “Hawk” Soold: chitarra elettrica, voce – Bengt Alm: basso – Olov Oqvist: batteria – Anders Sahlin: chitarra elettrica – Jonathan Segel: violino