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Prima Luz

Prima Luz

Il 30 giugno è uscito il disco Prima Luz, primo lavoro dell’omonimo duo musicale, formato da Antonio Vivenzio al pianoforte e Alberto Pederneschi alla batteria. L’album è composto da 8 tracce inedite, di cui i due artisti sono anche autori, ed è prodotto dall’etichetta Felmay Records.

Non è strano ascoltando l’album ritrovarsi immersi nell’atmosfera soft di un jazz club americano degli anni 30, tra abat-jour di perle e tavolini nella penombra, così come tra l’erba fresca di una vallata subito dopo il temporale, o sulla banchina affollata di una stazione a mezzogiorno. La musica dei Prima Luz è questo: un viaggio sensoriale, percettivo e quasi mistico fatto di cambiamenti d’ambiente rapidi ma non bruschi, di colori delicati ma non pallidi, mentre l’ascoltatore viene guidato dolcemente alla scoperta di questi paesaggi figurativi ed emotivi dentro di sé. I brani, a prescindere dal conoscerne il titolo a priori, hanno un grandissimo potere evocativo, capace di dipingere scenari che ogni ascoltatore riesce a fare propri e ad integrare attraverso pennellate personali date dalla propria soggettività.

Secondo chi scrive, il pregio di questo album sta nella grande malleabilità di ogni traccia, nella capacità generale di mettere l’ascoltatore al centro dell’esperienza musicale, rendendolo protagonista e non più spettatore, mettendo a suo servizio la composizione piuttosto che fargliela subire. Complice di ciò è la solida impronta di improvvisazione su cui sono costruiti tutti i brani, rifiutando l’idea di una musica neoclassica imprigionata nelle gabbie dello spartito, senza la paura di lasciare spazio nell’album all’emozione e all’impeto del momento, che tuttavia i due artisti gestiscono con grande maturità ed efficacia, senza perdere di vista la linea compositiva e senza smarrire l’idea di fondo che anima il brano.

E’ interessante notare il tratto caratteristico di un duo che distribuisce equamente gli spazi all’interno di tutto l’album, senza lasciare che sia il pianoforte l’assoluto protagonista delle tracce (come si potrebbe pensare); vi è invece una continua alternanza tra questo e la batteria/percussioni, in un susseguirsi che non lascia possibilità di definire una prevalenza di uno dei due strumenti sull’altro. Questa alternanza è però sempre delicata e sfumata, in linea con il tono soft, rilassante ed evocativo dell’intero album, senza lasciare spazio a virtuosismi o ad assoli che, seppur tipici di quell’atmosfera jazz anni 30 che ogni tanto viene alla mente, sarebbero in generale inadeguati. Abbiamo apprezzato in particolare i brani Stazione e In viaggio parte I e In viaggio parte II, che abbiamo selezionato a manifesto dell’idea di fondo di questo lavoro.

L’ascolto del lavoro dei Prima Luz è ideale la sera dopo una giornata di lavoro, utile a medicare la mente dai pensieri della giornata, a curare l’anima dal dolore, a far rimarginare le ferite e liberare al vento i pensieri. L’album è espressione di sensibilità emozionale, maturità artistica e bellezza.

 Foto da www.primaluzduo.com

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Prima Luz, Renzo Pognant
  • Anno: 2017
  • Durata: 54:59
  • Etichetta: Felmay Records

Elenco delle tracce

01. Stazione
02. Turbine
03. In viaggio part I
04. L’ultimo ballo
05. Ombre sospese
06. Fides Musicae
07. In viaggio part II
08. Pastor O.

Brani migliori

  1. Stazione
  2. In viaggio parte I
  3. In viaggio parte II

Musicisti

Antonio Vivenzio: pianoforte  -  Alberto Paderneschi: batteria, percussioni