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Paolo Conte

Psiche

Aprendo la confezione si scorgono subito due disegni di Paolo Conte (l’interno del booklet ne svelerà altri cinque, per lo più noti, ma è sempre un gran bel vedere). Parte quindi lo strumentale di Psiche, evaporata ouverture appena rotta da tre versi (sette parole sette). In un clima gonfio di pathos, si colgono le prime pennellate elettroniche, alquanto sbandierato ma fin qui assai discreto marchio del disco. Il quadrato e il cerchio parte invece su un ritmo subito palpabile, incalzante, così come, per mole, il testo. Di nuovo rilassata, ma ritmica, cadenzata, quasi dolente (quel sax baritono…), ecco Intimità, cui segue Big Bill, che inizia a farci avvertire il peso dei suoni sintetici. Che non sviliscono l’insieme, per carità, ma un po’ lo incapsulano, è indubbio, imbastardendo quella fragranza acustica di cui Conte è da sempre sommo officiante. L'amore che, però (però? e perché mai? il disco è maiuscolo), è un gran pezzo: gran bel clima, grande testo, grande violino. Silvery Fox è in inglese: soffice avvio per piano e voce, sconfessato però da un seguito decisamente vivace (e anche un po’ banalotto, col recupero di certi coretti che non stanno proprio ai vertici della produzione contiana). Nuovamente ragguardevole Bella di giorno, evocativa, a tratti quasi impalpabile nel posarsi della parola sul suono (ancora elettroacustico, ma ormai ci abbiamo fatto l’orecchio). Velocità silenziosa è la sigla del Giro d’Italia 2007, quindi già nota, già apprezzata, in quel riecheggiare episodi epico-eroici che hanno ben foraggiato il songbook contiano. Davvero notevole, con qualcosa di Aguaplano e qualcosa di Diavolo Rosso. Indolente e cadenzata, Omicron precede Ludmilla, che si riallaccia a certo Conte “gergale”, nel suo affondare – globalmente, non solo nel testo – in un passato imbevuto di odori e idiomi non ancora globalizzati. Una canzone che non si farebbe fatica a immaginare uscita dalla penna (e dalla vocalità, perché no?) di un Capossela. Di Leggenda e popolo captiamo la seduzione, non ancora il peso specifico. Per quello urgono altri ascolti. Subito colorata, estroversa, Danza della vanità: clarinetti e violini sugli scudi, ma anche tuba e un sax soprano molto à la Bechet (le Dieu, parbleu). Quasi fisiologico, a questo punto, un brano in francese, Coup de théâtre, con generoso tappeto elettronico. Fa capolino la voce-bambina di Emma Shapplin, ad attorcigliarsi col brunito cartavetroso contiano. Effetto curioso: una specie di casto Je t’aime, moi non plus quarant’anni dopo. Così o non così? Sì: il troppo esplicito non si addice al Conte. Qui la sua proverbiale allusività sta solo in una piega del testo. Per finire, dopo tutte le Stradelle e le Genove, le Milano, Parigi e San Francisco, ecco che da Asti si sbarca a Berlino (e piove pure lì…): un testo lieve, quasi fugace (quattordici versi, in pratica un sonetto, dove però quartine e terzine si saldano due a due), dopo un ampio prologo. Forse il marchio, la zampata finale, poteva essere più perentorio, ma insomma: abbiamo già avuto pane – e caviale – per i nostri denti. E sabbia per i nostri sandali…

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Renzo Fantini
  • Anno: 2008
  • Durata: 50:30
  • Etichetta: Platinum/Universal

Elenco delle tracce

01. Psiche
02. Il quadrato e il cerchio
03. Intimità
04. Big Bill
05. L'amore che
06. Silvery Fox
07. Bella di giorno
08. Velocità silenziosa
09. Omicron
10. Ludmilla
11. Leggenda e popolo
12. Danza della vanità
13. Coup de théâtre
14. Così o non così
15. Berlino

Brani migliori

  1. Il quadrato e il cerchio
  2. Intimità
  3. Velocità silenziosa

Musicisti

Paolo Conte: voce, kazoo, pianoforte
Massimo Pitziandi
: clarinetto, sax soprano e baritono, piano, synth, fisarmonica, bandoneon, coro
Luca Velotti
: clarinetto, sax tenore
Claudio Chiara
: sax alto e tenore, contrabbasso, coro
Natalino Ricciardo
: corno francese
Maurizio Mallen
: basso tuba
Piergiorgio Rosso
: violino
Daniele Dall’Omo
: chitarre, coro
Daniele Di Gregorio
: piano, synth, batteria, filetta, coro
Jino Touche
: contrabbasso, basso elettrico, chitarre, coro
Lucio Caliendo
: batteria, coro

Emma Shapplin: voce