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Claudio Baglioni

Q.P.G.A.

E’ noto che Claudio Baglioni, tra i molteplici doni di cui dispone, è avaro di quello della sintesi.

Il progetto generale di Q.P.G.A infatti include un libro, un film, un tour e, ultimo tassello in ordine temporale, un disco. Che non è un disco qualunque però. E’ una vera e propria opera popolare moderna, come ama chiamarla lo stesso autore.

Cominciamo dall’inizio. Nel 1972 esce “Questo piccolo grande amore” concept-album composto da 15 brani. A distanza di anni Baglioni sente l’esigenza di tornare sulla storia di quei due ragazzi: Giulia e Andrea, emblema di un amore che “non dura tutta la vita, ma la cambia per sempre”. Cercando una ideale quadratura del cerchio, amplia i pezzi che da 15 diventano 52 che si susseguono senza soluzione di continuità, costruisce una vera e propria opera in cui alle canzoni classiche si aggiungono overture, preludi, interludi, temi e melodie che si intrecciano e si rincorrono. Fino a creare un corpus forse troppo pesante da affrontare da solo. Allora chiama a raccolta un esercito di 70 colleghi cantanti, autori, musicisti, attori: la quintessenza dello spettacolo italiano e ad ognuno assegna un sospiro, un grido, un sussurro, un graffito da aggiungere a quell’affresco immaginario a cui sta lavorando. Non è un disco di duetti, come non è un remake: è un arricchimento rispetto al disco originale. La parte inedita è più ampia rispetto a quella conosciuta, le canzoni si mescolano ad altri generi: ci sono spunti dal musical e dalle colonne sonore, dal progressive, dal jazz.

Nessuno degli “ospiti” ha scelto nulla; ha deciso tutto lui, deus ex machina perfetto e certosino nell’affidare a ognuno il proprio graffio. Tanto per fare alcuni nomi, ci sono: Mina, Battiato, Fossati, Cocciante, Berté, Bacalov, Morricone, Daniele, Finardi, Pfm, Venditti, Mannoia, Morandi, tutto il gotha del jazz: Rea, Bosso, Marcotulli, Di Battista e Fresu che, per la prima volta, si trovano a far parte di uno stesso progetto insieme ad Elio e le storie tese, Laura Pausini, Barbarossa, Cristicchi e via dicendo.

Baglioni stesso spiega: “Sono stato tiranno, non sono sceso a patti con i pensieri degli altri perché ho immaginato molto prima quello che volevo. Tutte le collaborazioni sono state pensate e arrangiate avendo in mente la vocalità di ogni partecipante. Poi, ho formato curiosi ganci nell’opera. Per esempio: finisce Alice e attacca Battiato che è l’autore tra i più cantati da lei, come anche ho fatto capitare vicino Fossati e la Mannoia. Ci sono storie interne, ognuna delle quali non è casuale.”

Non ci sono precedenti nella storia della musica leggera italiana di una collaborazione del genere.  Sono presenze convincenti, chi più e chi meno, ma è già di per sé straordinario il fatto di essere riusciti a mettere insieme tutti questi nomi, anche solo per dei contributi di pochi secondi.

La molla che ha fatto scattare l’idea è stata l’esperienza che Baglioni porta avanti ormai da sette anni a Lampedusa, con il festival O scià, che gli ha permesso nel tempo di incontrare e conoscere personalmente la maggior parte dei colleghi che ha chiamato a partecipare. Lui stesso ammette che forse, se avesse fatto questo disco anni fa, ci avrebbe pensato la casa discografica a mettere insieme il cast e alcuni dei partecipanti avrebbero addirittura preteso un compenso, invece è stato tutto spontaneo e dettato dalla stima e dall’affetto personale.

Q.P.G.A. è sicuramente un disco dall’ascolto impegnativo, del resto è stato impegnativo anche realizzarlo, e Baglioni non nasconde di avere avuto un paio di grosse crisi durante la lavorazione che gli hanno fatto pensare addirittura alla rinuncia. Durante il passaggio dall’idea del rifacimento a quella dell’ampliamento si è reso conto che avrebbe dovuto fare i conti col passato e la riscrittura dei testi è stata la cosa più difficile, perché significava mischiare un linguaggio di un ragazzo del 1972 con quello di un uomo che, per forza di cose, scrive e pensa in maniera diversa. Ammette che è stato molto difficile trovare una cifra che non fosse la parodia della maniera di scrivere precedente e la soluzione è arrivata tramite la ricerca delle logiche interne alla scrittura dell’lp: cercando suoni, cadenze, accenti, consonanze. Questo gli ha dato sicurezza e fiducia e finalmente ha trovato un linguaggio quasi integrabile con quello originale.

Q.P.G.A rappresenta un grandissimo sforzo compositivo, letterario, musicale che ha la caratteristica di racchiudere tutto il mondo espressivo tipico di Baglioni: è ipertrofico, perfetto, a tratti emozionante, malinconico, enfatico, narcisista. Rappresenta ai massimi livelli l’essenza della personalità di Claudio Baglioni, uno che si mette ogni volta in discussione fissandosi traguardi apparentemente irraggiungibili, uno che potrebbe vivere per sempre e già da molto tempo di rendita, ma che tenta di superarsi al limite delle possibilità per accontentare, forse, il suo più feroce critico: sé stesso. Per gli appassionati imperdibile, di sicuro segna un precedente nella storia della musica italiana.

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In dettaglio

  • Produzione artistica:
  • Anno: 2009
  • Durata: 100:00
  • Etichetta: Sony Music

Elenco delle tracce

CD 1

01. Ouverture (con Andrea Bocelli)
02. Lungo il viaggio (con Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Francesco Renga)
03. Piazza del popolo (con Alex Britti chitarra)
04. Una faccia pulita (con Irene Grandi)
05. L’incontro (con Riccardo Cocciante)
06. Nuvole e sogni (con Simone Cristicchi, Michele Zarrillo)
07. Due universi (con Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo)
08. Se guardi su (con Baraonna, Pino Daniele chitarra)
09. Centocelle (con Danilo Rea piano)
10. Svelto o lento (con Elio e le Storie Tese)
11. Buon compleanno (con Renzo Arbore, Morgan)
12. L’appuntamento (con Giorgia)
13. Battibecco (con Paola Cortellesi)
14. Con tutto l’amore che posso (con Laura Pausini, Stefano Di Battista sax)
15. Lungotevere (con Rita Marcotulli piano)
16. Juke-box (con Mario Biondi)
17. Che begli amici (con Pooh)
18. Tortadinonna o gonnacorta (con Neri per caso, Fabrizio Frizzi, Loredana Bertè, Ivana Spagna)
19. L’ultimo sogno (con Pfm)
20. Mia libertà (con Lucio Fabbri violino, Ron, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi)
21. Cosa non si fa (con Roy Paci tromba, Nek chitarra)
22. Fiumicino (con Giovanni Allevi piano)
23. Il riparo (con Antonello Venditti)
24. La paura e la voglia (con Giovanni Baglioni chitarra)
25. La prima volta (con Claudia Gerini)
26. Un solo mondo (con Alessandra Amoroso)

 

CD 2

01. Preludio
02. Quel giorno (con Joseph Calleja)
03. Io ti prendo come mia sposa (con Angelo Branduardi violino, Mango, Laura Valente)
04. L’arcobaleno (con Mina)
05. Noi sulla città (con Giusy Ferreri)
06. Stazione termini (con Edoardo Bennato armonica)
07. Ancora no (con Giuliano Sangiorgi)
08. Buon viaggio della vita (con Annalisa Minetti)
09. Sissignore (con Gegè Telesforo, Enzo Jannacci)
10. Mia nostalgia (con Fiorella Mannoia, Walter Savelli piano)
11. Il rimpianto (con Ivano Fossati)
12. Come sei tu (con Dolcenera)
13. Pensione Stella (con Paolo Fresu tromba)
14. Questo piccolo grande amore (con Ennio Morricone piano)
15. Al mercato (con Neri Marcorè)
16. Porta portese (con Fiorello)
17. Fiore de sale (con Ornella Vanoni, Luis Bacalov piano)
18. Quanto ti voglio (con Noemi, Gianluca Grignani)
19. Con tutto il mio cuore (con Jovanotti, Fabrizio Bosso tromba)
20. Il ricordo (con Gianni Morandi)
21. Un po’ d’aiuto
22. Via di ripetta (con Stefano Bollani piano)
23. Una storia finita (con Alice)
24. Sembra il primo giorno (con Franco Battiato)
25. Suite
26. Niente più

Brani migliori

  1. Con tutto l’amore che posso
  2. Come sei tu
  3. Tortadinonna o Gonnacorta

Musicisti

Paolo Gianolio: chitarre elettriche e acustiche, basso, pianoforti, programmazione batterie e computer, tastiere Gavin Harrison: batteria Stefano Pisetta : batteria Roma Sinfonietta : Archi  Eric Daniel: sax Sergio Vitale: tromba Enzo De Rosa: trombone