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Daloosma

Qualche giorno in più

Raccontare di questo nuovo e secondo disco dei Daloosma non è per niente facile. Primo perché sono passati alcuni anni dall’album d’esordio, Le strade di Benz, che aveva favorevolmente impressionato pubblico e critica; e secondo perché nei Daloosma è successo qualcosa di molto importante, un cambiamento radicale per un gruppo rock: la voce nonché frontman del gruppo se ne è andato e ha scelto altre strade musicali. Una separazione non traumatica ma che ha lasciato inevitabilmente un segno importante.

Con Noste, la voce storica dei Daloosma, il gruppo era chiaramente un’altra cosa. Senza scomodare paragoni indebiti, è come quando Francesco Renga lasciò i Timoria: quello fu un cambio epocale sia per la band che per Francesco. Qui accade qualcosa di simile, i Daloosma di oggi appaiono sicuramente più band rispetto a prima, quando la sensazione era quella di ascoltare un cantante accompagnato dal suo gruppo. Questo cambio ha probabilmente fatto maturare la consapevolezza che per continuare a fare musica, rock in particolare, fosse importante se non necessario aumentare la coesione interna. E crediamo che il risultato di questo disco dimostri che i Daloosma sotto questo aspetto siano sicuramente e decisamente cresciuti e che di pari passo ci siano stati evidenti progressi musicali. Altro elemento, che va ad aggiungere credito alla maturazione dei Daloosma è quello legato all’evoluzione del suono, che ora è più coeso e curato, con un’anima diremmo più inglese, adeguato anche ai tempi sonori decisamente cambiati rispetto al 2009, anno del disco d’esordio del gruppo.

Non solo Qualche giorno in più quindi,  come titola il disco; in realtà sono trascorsi degli anni, ma è come non sentirli. La band abbandona il tono talvolta epico di La stanza di Benz per svoltare verso un rock più diretto, che porta con sé frammenti di sound anglosassone e un rimando abbastanza chiaro ai loro conterranei Timoria. Le chitarre suonano subito aperte, mentre la batteria è classica: così inizia il disco, con Impossibile, infarcito di cori anni ’70 adattati ad un suono del nuovo millennio, mentre il testo chiarisce subito che siamo entrati definitivamente nell’età adulta. Volo è un bel pezzo e la voce di Francesco Mura non ha la pasta di Noste ma si addice ottimamente a questi nuovi Daloosma: intensa, ben modulata e decisamente duttile. I coretti riempiono bene il suono e la canzone entra in testa senza troppe remore. Belli nel contesto sonoro gli inserti delle tastiere e delle programmazioni, merito dell’ospite Alessandro Petrol Pedretti, che rimandano ai favolosi anni ’80, spesso bistrattati ma in realtà fondamentali per capire il suono di oggi. Nei due brani lenti che seguono, Qualche giorno in più e Ridere, i Daloosma perdono un po’ il filo, soprattutto rinunciano alla pienezza del suono che è forse la caratteristica migliore di questo disco. Tra telefono e caos inizia invece con una chitarra presa direttamente dagli U2 di “I will follow” e per questo cattura fin dal primo impatto, con sferzate chitarristiche che mantengono il ritmo sempre alto. Bella è Fragile, che decolla grazie anche alla voce di Silvia Sique Dallera, che dialoga con Francesco Mura. Stanco di che? ha un bel gioco chitarristico che aderisce perfettamente ad un testo poetico, “non dubitare e dammi luce, illumina il buio che mi assale, e poi… “. A chiudere il disco Libero arbitrio, che conferma quanto di buono sa regalare il suono dei nuovi Daloosma: ottime chitarre, compattezza sonora, bella voce, che si incastona in testi maturi e mai banali. Il nostro auspicio è che questo album sia il segno di un nuovo inizio, c’è ancora tanto bisogno di rock in questi nostri tempi tristi. 

 

 

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In dettaglio

  • Anno: 2015
  • Durata: 42:58
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Impossibile
02. Volo
03. Dove sei?
04. Qualche giorno in più
05. Ridere
06. Tra telefono e caos
07. Fragile
08. Stanco di che?
09. Libero arbitrio

Brani migliori

  1. Impossibile
  2. Volo
  3. Tra telefono e caos

Musicisti

Francesco Mura: voce  -  Alessandro Turra: chitarra  -  Enrico Satta: basso  -  Gigi Belleri: Batteria  -  Silvia Sique Dallera: cori