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Profugy

Razionaleillogico

Obiettivo primario dei Profugy, giovane duo napoletano, è quello di ridare all’arte un contenuto di spessore, di rivestirlo da quelle nudità ispirative che ultimamente l’hanno svuotata ed impoverita, opere che troppo spesso sfruttano il momento ma senza che ne rimanga traccia nel tempo. Mica una cosa semplice, certo, se poi aggiungiamo che l’intento è quello di provare a farlo capire riaccendendo il senso critico. Una regola che dovrebbe valere un po’ in tutti i campi, questo per non far ingozzare notizie e fatti passivamente, lasciando atrofizzare il pensiero ed alimentando, così, quell’appiattimento culturale che fa solo la fortuna di alcuni politici candidati a guidare le sorti del mondo. Ma tornando all’oggetto della nostra recensione, va detto che non è passato molto tempo dal precedente EP “Casalingo” (concepito in era lockdown), poiché anche il nuovo album Razionaleillogico è targato 2020. Un lavoro più articolato, nel quale l’idea del concept viene ri-adottata spalmando su dieci tracce un interrogativo che trama in itinere e che fa pensare parecchio: cos’è che conta davvero oggi? Un ‘like’ in più o un contatto diretto? Un pollice in su o un’emozione reale? Un collezionare cuoricini d’approvazione o una stima reale e sincera? Intanto che ci riflettete, sappiate che il percorso è di quelli eleganti e schietti, pane al pane e vino al vino, senza raggiri ideologici, servito con coerenza ideativa spontanea.

Un viaggio nel pop-folk più verace ed empatico con dettagli filo-Bandabardò, mosso da subito dai buoni propositi di A chi ancora ci crede, guarnito di pennate vibranti oppure dalla dinamica A.A.A. che saltella a piè pari con grinta briosa. Invece La mia stupidità intraprende gustosi sentieri country, ostentando una sicurezza come se il genere l’avessero da sempre trattato per poi passare all’ironia allarmante del singolo Oggi va di moda, rullata in un semi-ska che graffia col ghigno sotto i baffi. Si avverte come nei pensieri del combo, alligna l’anelito del vivere senza vincoli, preconcetti o stereotipi e quello di voler evidenziare una realtà scomoda che ci secca accettare ma, volenti o nolenti, ci ritroviamo ad assorbirla e ci mettono tutta l’energia possibile per sbendare l’umanità, obnubilata da vacue illusioni di benessere e falsi miti. Il tutto, effigiato in una narrazione convinta, con illustrazioni testuali assai didascaliche e tangibili, nelle quali rispecchia la nostra inerzia esistenziale, bloccata da apatia e rassegnazione. Il desiderio del duo è, appunto, quello di ridestare e far ritrovare emozioni e cose che contano, accompagnandoci nella loro raffinata griffe acustica, come suggeriscono le splendide Quando viene sera e Tra le voglie del mondo. Due brani che sigillano un album romanzato in libera euforia agro-dolce e che s’immola a non limitare i propri orizzonti con vedute evanescenti ma con l’invito a puntare la quintessenza del vivere, filtrando e schivando (per quanto possibile) i tranelli di tutto ciò che…“oggi va di moda”.

 

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: 36:01
  • Etichetta: Hive records

Elenco delle tracce

01. A chi ancora ci crede
02. A.A.A.
03. L’era dei coglioni
04. La mia stupidità
05. La missione di un eroe
06. La televisione
07. Oggi va di moda
08. Passaparola
09. Quando viene sera
10. Tra le voglie del mondo

Brani migliori

  1. Quando viene sera
  2. Tra le voglie del mondo
  3. Oggi va di moda

Musicisti

Massimiliano Lauritano - Francesco Petrone