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Rebi Rivale

Rebi Rivale

L’esordio discografico di Rebi Rivale è un album che porta il suo nome (edito da M.A.P.), ed è il titolo più giusto possibile. Perché? Perché la cantautrice, al secolo Roberta Bosa, è esclusiva, unica, ha uno stile inimitabile e una voce che nemmeno ci possono provare. 

Andiamo con ordine: ciò che convince di più di Rebi Rivale è la capacità di padroneggiare la forma-canzone e di avere perfetta consapevolezza dei propri mezzi. Si prenda un brano come Chez Simone: si affronta una tematica non proprio originale, cioè quello di un transessuale sbeffeggiato dalla gente al bar, la stessa gente che poi la notte bussa alla sua porta «con un fiore» e che però Simone, allo stesso bar, preserva dallo sputtanamento. La tematica non è nuova, il testo non brilla per trovate geniali e si basa sull’anafora iniziale «Ridono di me», eppure l’incedere musicale delle strofe e il registro grave del ritornello preparano l’atmosfera chiaroscura, ibrida, ‘transideale’, per arrivare a parlare dell’amore universale che caratterizza il finale della canzone, quando Simone, con un atto di assoluta carità laica, perdona chi l’ha massacrata e fatta a brandelli socialmente, attraverso lo stesso atto amoroso.

È poi interessante chiedersi chi sia quell’uomo al quale porta il fiore Simone – il solo –, presumibilmente una figura paterna psicanaliticamente perdonata a propria volta per la familiare mancanza d’affetto.   

Probabilmente il brano più riuscito del disco è Mr. Hyde, in cui l’autrice dimostra di padroneggiare alla perfezione le armi significanti del trittico voce-melodia-armonia. Ancora, è la biunivocità, tema fondamentale della poetica dell’autrice, a farla da padrona, col male che sembra essere elemento ineliminabile dell’uomo.

Il punto forte è che la resa prevede diverse melodie – quindi diversi ritmi – derivanti l’una dall’altra come succede con le inflorescenze di un fiore: l’una nasce dall’altra o comunque da uno stesso gambo, come se ci fosse un parallelismo tra melodia e personalità, con il male e il bene che convivono nello stesso corpo/canzone, contenendo elementi reciproci.

La melodia parte con un ritmo discendente dattilico-trocaico e indugia rapida tra la prima e la quinta nota della scala, sigillando questa prima parte col nome proprio di Edward Hyde a fine verso, che rende soddisfazione percettiva.

Nella seconda parte si eliminano le battute di pausa tra un verso e l’altro e la melodia accelera, pur riproponendosi identica, rendendo l’ansietà della trasformazione dell’identico, chiamandola «meraviglioso incesto».

Nella terza parte addirittura si cambia completamente ritmo melodico e si passa a un andamento anapestico, ma mantenendo le caratteristiche di suono di una melodia che spazia tra la prima e la quinta, con ripetizione ossessiva di un gioco tra prima, terza e quarta nota: si crea così piacevolezza d’ascolto, mentre il messaggio è macabro perché si sta parlando dello struggimento del Dr. Jekyll descritto da Hyde: è la capacità suadente del male, che esplode nel passo «Ma che gusto sentirlo pregare e implorare/ il Signore per poi bestemmiare e gridare/ il mio nome ingoiato a sorsate».

La voce dell’autrice è preziosa per via del doppio registro che è capace di proporre, sfruttato per esempio nella canzone La scelta, brano in cui la doppiezza della voce conferma l’atmosfera semantica (una scelta prevede comunque più possibilità) del titolo.

Proprio questa canzone ci fa venire la principale esclusività di Rebi Rivale: una marcia in più nella voce, strumento che le permette forme artistiche esecutive precluse ad altri; il bello è che lei è perfettamente cosciente di questo e sfrutta l’arma a dovere, la sfrutta per ”dire”.

Torniamo alla melodia: quello che succede per Mr. Hyde – cioè i cambiamenti di melodia a strutture d’inflorescenza, che derivano l’una dall’altra – è presente anche nel brano La ballerina. C’è un dosaggio mirato e consapevole dei passi riflessivi e di quelli espliciti, di quelli intermittenti e di quelli gradevoli.Tutto significa qualcosa.

Insomma: è un disco tremendamente al di sopra rispetto alla media che c’è in giro.

Consigliatissimo, soprattutto per la Targa Tenco Opera Prima

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In dettaglio

  • Anno: 2011
  • Durata: 44:30
  • Etichetta: M.A.P. Milano

Elenco delle tracce

01. Ali

02. Chez Simone

03. Mr Hyde

04. Decido io

05. La scelta

06. Caso Campana

07. Lola

08. La ballerina

09. Clandestine

10. Prigione di piume

11. Fine corsa

12. Une blague de coscience

13. L’ultimo canto

Brani migliori

  1. Mr. Hide