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Marco Ambrosini Ensemble Supersonus

Resonances

Marco Ambrosini, cinquantacinquenne musicista forlivese trapiantato in Germania, da prima dei vent’anni suona la nyckelharpa, viola d'amore a chiavi di epoca barocca equiparabile, per sonorità, al violoncello benché alquanto diversa nella foggia. Con essa (e con i musicisti di cui si attornia) si muove su un singolare crinale che abbraccia sì istanze contemporanee, ma con palpabilissime radici ben più antiche, quasi ancestrali, imbevute di musica colta di svariati secoli fa abbinata a un retrogusto folk-popolare largamente avvertibile.


E’ quanto ci offre questo suo ultimo lavoro, inciso a Lugano ormai quasi quattro anni fa (novembre 2015) ma appena uscito, in cui lo affianca il suo Ensemble Supersonus, forte di altre quattro unità di diversa provenienza (Estonia, Austria e Germania, due). Spesso i vari brani, equamente divisi fra originali e non, s’indirizzano peraltro verso sottogruppi del quintetto-base, talora anche con una sola unità per volta. Le composizioni originali sono in un unico caso - l’iniziale, breve Fuga Xylocopae – opera di Ambrosini, laddove per ben tre volte la firma è quella di Wolf Janscha, specialista dello scacciapensieri e a conti fatti autentico alter-ego del leader (se non proprio co-leader in pectore), e una a testa a Eva-Maria Rusche e Anna-Maria Hefele, a sua volta cultrice del canto armonico, multifonico grazie allo sfruttamento degli armonici naturali che si formano nella cavità orale. E allora, tanto per completare il quadro, diciamo anche che il kannel, suonato da Anna-Liisa Eller, è un cordofono originario dell’area baltica (la Eller è in effetti il membro estone dell’ensemble), che col tempo è arrivato a prevedere addirittura una versione elettrica.

La convivenza fra una sensibilità di segno contemporaneo (peraltro non così spiccata, se non in senso lato, al di là del fatto che metà dei brani siano figli dei nostri giorni) e retaggio antico si coglie compiutamente nelle sei pagine che completano la scaletta del cd, collocabili fra il dodicesimo e il diciottesimo secolo e spazianti tra Austria, Germania, Svezia, Turchia e Italia (Frescobaldi). Il tutto a comporre un pot pourri in realtà molto lucido, consequenziale, che potrà magari suonare strano all’orecchio non avvezzo ma che non mancherà comunque di affascinarlo. E, forse, catturarlo.

       

Foto di Thomas Radlwimmer (Ensemble).

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Manfred Eicher
  • Anno: 2019
  • Durata: 48:30
  • Etichetta: ECM / Ducale

Elenco delle tracce

01.  Fuga Xylocopae
02.  Rosary Sonata No.1
03.  O Antiqui Sancti
04.  Erimal Nopu
05.  Polska
06.  Ananda Rasa
07.  Hicaz Hümâyun Saz Semâisi
08.  Toccata in E minor
09.  Fjordene
10.  Praeludium – Toccata per l'elevazione
11.  2 Four 8
12.  Ritus
 

Brani migliori

  1. Rosary Sonata No.1
  2. Erimal Nopu
  3. Ritus

Musicisti

Marco Ambrosini: nyckelharpa - Anna-Liisa Eller: kannel - Anna-Maria Hefele: canto armonico, arpa - Wolf Janscha: scacciapensieri - Eva-Maria Rusche: clavicembalo, pianoforte quadrato