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Malatja

Ruminogioia

Agli albori del 1993 cominciava ad affacciarsi il grunge che destabilizzò il rock tradizionale, contagiando schiere di bands in attività ed altre che ne fomentavano la nascita. I Malatja dei campani Paolo Sessa e Camillo Mascolo, si formarono grazie ad un incrocio artistico e, dopo un quarto di secolo, sono ancora qui a regalarci dell'ottima musica.

 Ruminogioia è la quinta tappa di una cronoscalata musicale che si è evoluta inerpicandosi tra vari tornanti stilistici: dal punk vernacolare dei primi anni al grunge-pop di oggi, senza disdegnare carezze tematiche. Già, perché vuoi o non vuoi, Ruminogioia è un album maledettamente romantico, il cui senso è incarnato nel profondo e non prontamente visibile come succedeva in passato. L'opener Ruminomantra ti fa pensare che, forse, hai sbagliato disco e che non t'aspettavi strali orientaleggianti, con echi di sitar e velato tribalismo, poi però pensi che sono due minuti spesi bene per inquadrare il disarmante eclettismo della band. E già con Muoio d'amore per Sara si cambia registro: tessuto rock appassionato e tagliente con un incipit tanto incalzante quanto declamatorio in turbinio energico. Si nota più distensione in Non mi pensi mai, motivetto facile da canticchiare e semplice nella sua concettualità. S'affaccia invece la fisarmonica all'ingresso di Conquisteremo l'Ikea, per fare gli onori ad un ironico atto tipicamente cantautorale, espresso in duetto vocale che ne amplifica la godibilità. Invece, le placide lande di Bruci per me portano ad un'espressività indie-pop e ciò dimostra quanto non sia necessario ricorrere all'opulenza d'impasto per colpire nel segno.  Ruggiti di chitarra grunge sono, invece, di  base della coppia Odio settembre e Semplice, nonostante tendono a mantenere un carattere garbato: il settembre della prima è una chiara analogia al Leopardiano "Sabato del villaggio", in cui la speranza di felicità è l'antidoto alla decadenza. La seconda aggiunge il dolce supporto vocale di tal Denise, la quale si insinua nella scia finale per declamare dove s'annida il segreto della quotidianità: nelle cose semplici. All'epilogo, i toni di Karma cuore di nuvola assumono dettagli più morbidi, senza obliare porzioni di grinta strumentistica, con lodevoli tratte chitarristiche spalmate in itinere.

Ruminogioia non è l'arte di rosicare per la gioia altrui ma, bensì, riguarda la nostra modalità per viverla, respirarla, provando a masticarne l'essenza ma vanificando, spesso, l'occasione per nutrirsene con sapienza, se non si passa sotto la lente dell'amore, poiché tutto transita da lì. E non è questione di raggiungere la perfezione armonica di Eros e Thànatos, ci si può arrivare anche con molto meno: "...vita mi avvolgerai come un vortice e ti attaccherai al petto come un mastice..."
Malatja docet !

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In dettaglio

  • Anno: 2018
  • Durata: 28:06
  • Etichetta: Rhino records /Hungry promotions

Elenco delle tracce

01. Ruminomantra
02. Muoio d'amore per Sara
03. Non pensi mai
04. Conquisteremo l'Ikea
05. Bruci per me
06. Odio settembre
07. Semplice
08. Karma cuore di nuvola

Brani migliori

  1. Semplice
  2. Conquisteremo l'Ikea
  3. Odio settembre

Musicisti

Paolo Sessa: voce, chitarra elettrica - Camillo Mascolo: batteria - Daniela De Martino : basso