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10-11-12 settembre: Musica da Bere 2020

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Paolo Fiorucci

Sei personaggi in cerca di cuore

Il riferimento del titolo del disco al celebre dramma di Luigi Pirandello Sei personaggi in cerca d’autore è piuttosto palese, e a conferma di ciò, nel libretto, troviamo anche una citazione dal noto drammaturgo siciliano: «Nessuno può sapere meglio di lei, che noi siamo esseri vivi, più vivi di quelli che respirano e vestono panni; forse meno reali, ma più veri». E potrebbe calzare alla perfezione, ad esempio, per la povera macchina fototessera protagonista della canzone Facce da documento, oggetto ahimè capace solo di rapporti fugaci con le persone con cui viene a contatto. Una macchina fototessera? Sì, avete capito bene: proprio una di quelle ormai onnipresenti nei centri commerciali o nelle stazioni ferroviarie. Perché, dovete sapere, che protagonisti di questo bel quadro d’insieme sono “personaggi” in realtà inanimati, che solo grazie alla sensibilità e alla fantasia di Paolo Fiorucci prendono vita, con un’aura decisamente poetica.

L’idea che dà vita a questo progetto è davvero originale, e direi sviluppata molto bene: la penna di Paolo sembra quasi mossa da un infinito amore per questi suoi personaggi in cerca di un cuore che sia in grado di amare, o, forse meglio, di soffrir le pene d’amore, proprio come noi esseri umani. Tra gli episodi più riusciti Al di là della vetrina, un brano intriso di dolcissima malinconia che vede protagonista il manichino di un negozio, innamorato di chi lo osserva proprio al di là della vetrina, fino a fargli pensare «Scrivimi gli auguri di buon anno / su un biglietto in cartoncino / da infilare nei miei jeans/ che mi lasceranno addosso / fino ai saldi non di più, / sono solo un manichino / che a febbraio buttan via». Oppure C2-36, la cui sigla ricorda tanto il “quasi umano” robot della serie Star Wars, una canzone che ci afferra per mano e ci porta dentro il mondo surreale di un robot, ormai conosciuto da tutti come l’Uomo Bullone, e che trova motivo d’esistere solo all’interno di uno spettacolo circense, tanto che la canzone si chiude tristemente così «Poi me ne andai, tornavo C2-36, ma per tutti ero l’Uomo Bullone, e ogni numero è inutile senza un tendone. Mi dileguai lasciando in ricordo di me manifesti di un circo dai nomi sbiaditi nel sogno di chi mi inventò».

Questi, ovviamente, sono solo due dei personaggi inanimati che, paradossalmente, “animano” il disco, cercando di emergere dall’indifferenza, mostrando il proprio esistere; ma sembra non esserci proprio speranza in un mondo che corre via e ignora tutto ciò che in fondo è diverso, non omologato: in Penso forse sono che, descrivendoci quel “feticcio” quasi scomparso dai nostri campi che è lo spaventapasseri, si chiude con questi versi:«Nell’illusione di un cervello sento il vuoto di Vincent / non voglio dire che ragiono, a volte penso forse sono / un’eccezione senza norma / per sentirmi più diverso: / l’unico alieno senza universo». Non è forse il male più diffuso del nostro vivere quotidiano?

Le uniche critiche in fondo che posso fare a questo bel progetto, è semmai sulla disposizione ed il numero dei brani presenti: io personalmente avrei aperto il disco con C2-36, perché più intimo e surreale di Caro capitano, forse l’unico pezzo pop dell’intero lavoro. Trovo poco utile inoltre la presenza del brano strumentale La creazione e la cover d’autore Il nostro caro Frankie (testo e musica di Marco Ongaro): l’avrei utilizzata come bonus track, giusto per essere coerenti fino in fondo con i “sei” personaggi in cerca di cuore. Ma capite che son qui a disquisire d’inezie, quasi a voler trovare un ago in un pagliaio…

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Vitale Di Virgilio
  • Anno: 2011
  • Durata: 32:57
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Caro capitano

02. Al di là della vetrina

03. Facce da documento

04. Chi perde paga

05. Penso forse sono

06. La creazione

07. C2-36

08. Il nostro caro Frankie

Brani migliori

  1. Al di là della vetrina
  2. Penso forse sono
  3. C2-36

Musicisti

Paolo Fiorucci:voce, armonica a bocca (1), cori (1, 2, 3, 4, 5, 7, 8), toy glockenspiel (2,5), springdrum (2), armonica (5), ukulele (5), didjeridoo (5) Vitale Di Virgilio: chitarre acustiche (1, 3, 5, 6), chitarre acustiche 12 corde (1, 5), chitarre elettriche (1, 3, 5, 6), chitarra classica (2, 7), chitarra slide (3), chitarra semiacustica (3, 8), schiocco dita (3), programmazione (4, 6, 7) Carlo Porfilio: batteria (1, 3, 5), piatti (2), bell stick (2), sonagliere (2), chimes (2) Nicola Di Camillo: basso elettrico (1, 3, 4), programmazione (4), contrabbasso (5) Simone Merciano: organo hammond (1, 3) Tony Turco: mandolino (1) Silvio Di Paolo: tromba (1) Simone Di Domizio: cembalo (1), shaker (1) Giulia D’Orazio: vocalizzi (1) Diego Regina: accordi vocali (1) Elsa Martin: cori (2) Virginia Malandro: violino (2) Luigi Friotto: pianoforte (2) Fabio Della Cura: sax tenore (3) Tatiana Valle: voce macchina fototessere (3), voce (4), chitarre classiche (4), cori (4), percussioni (5) Marco Pellegrini: chitarra resofonica (5) Roberto Siverii: richiamo ad acqua per uccelli (5) Lorenzo Lord Theremin Giorda: theremin (5) Umberto Ciralli: basso elettrico (6, 8) Dino Bucciante: fisarmonica (7) Daniele Delle Fave: trombone tenore (8) Michele Maiorano: trombone tenore (8) Rocco Iocolo: sax soprano (8) Antonio Cariglia: sax baritono (8) Michele Paolino: batteria (8)