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ShiverFolk

Settembre

Settembre parla di esperienze forti, di momenti vissuti con anima e corpo. Proprio per questo segna un netto stacco rispetto ai lavori precedenti, più fanciulleschi, sia a livello di musica che di testi. La ricerca per la scrittura è durata circa un anno e ha portato ad un lavoro che ci ha soddisfatto pienamente. Settembre è il nostro punto di (ri)partenza verso il futuro”. Parafrasando, in parte, un noto film italiano di qualche anno fa, gli ShiverFolk ricominciano da quattro, perché proprio quattro sono i brani contenuti nell’EP Settembre che li vede protagonisti di un rientro discografico che fa seguito al tour, terminato da non molto tempo, nel quale hanno condiviso il palco con Davide van De Sfroos. Ed è proprio questo ritorno, diciamo così, alle origini, la caratteristica di questo lavoro: una band che nel giro di quattro anni è passata dai piccoli palchi della provincia allo stadio di San Siro, che nell’ambito di uno stile folk decisamente “stars and stripes oriented” ha proposto via via una musica sempre molto coinvolgente e capace di “tirare in mezzo” folle sempre più vaste, decide di effettuare una sorta di pit-stop, di prendersi molto tempo, quasi un anno, in cui lavorare su poche cose ma di spessore.

Non cambia la strumentazione, che si potrebbe definire elettroacustica; cambia forse l’approccio con la composizione, con gli arrangiamenti e con la scrittura dei testi che, a questo punto, pur mantenendo una radice narrativa tradizionale, non si occupano più di storie di altri luoghi, soggetti, situazioni, ma diventano espressione di incontri, diretti o indiretti ma comunque più vicini e vissuti, che acquistano almeno in determinati passaggi una connotazione quasi autobiografica. Il tutto senza mai dimenticare la propensione alla danza, vero marchio di fabbrica del gruppo che, a prescindere dall’argomento, dalle sensazioni, dagli stimoli espressi dai brani, mantiene intatta tutta la sua potenza, attraverso il coinvolgimento emotivo e fisico che è capace di generare. Non manca mai, ed è un’altra caratteristica dell’approccio compositivo del gruppo, una neppure troppo nascosta vis polemica, che non diventa mai invettiva o “comizio”, ma va a toccare con “punture” profonde e puntuali argomenti di vita comune, situazioni che possono essere considerate tipiche nella vita di qualsiasi persona, giovane o meno giovane che sia.

Malgrado, come già detto, la matrice della band sia di tipo chiaramente folk, all’interno delle quattro tracce ed in particolare di Settembre, si intravedono alcune possibili mutazioni di stile che potranno probabilmente essere più evidenti in un prossimo futuro: il brano in esame, eseguito ad esempio in forma elettrica, non sarebbe affatto distante da uno stile più assimilabile al grunge che non al country-folk più consueto. Storie di sospiri e di ginocchia sbucciate, invece, è in tutto e per tutto una ballad con vaghe reminiscenze celtic-folk, segnale inequivocabile del fatto che il quartetto non si rinchiude nei propri territori di origine, ma guarda anche verso altri luoghi, oltre confine.

Settembre rappresenta, dunque, una sorta di casello di uscita/entrata: gli ShiverFolk escono da un percorso ben conosciuto, consolidato e definito e, in questa sorta di rinascita musicale, entrano in una nuova dimensione, in parte simile, in parte differente, ma della quale peraltro non hanno ancora messo chiaramente a fuoco i confini; da un’avventura conclusa si passa ad una avventura da vivere, nell’ambito di un rinnovamento che, simile al mutare delle stagioni, sarà foriero di novità, di cose lasciate e di cose da trovare.

Foto dal sito ufficiale

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: ShiverFolk, Luigi Mandelli
  • Anno: 2017
  • Durata: 14:24
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Medicine per il morale
02. Settembre
03. Storie di sospiri e di ginocchia sbucciate
04. Oltre il tuo ritorno

Brani migliori

  1. Settembre
  2. Storie di sospiri e di ginocchia sbucciate
  3. Oltre il tuo ritorno

Musicisti

Lorenzo Bonfanti: lead vocal, acoustic guitar, drum, kick-drum, tambourine  -  Andrea Verga: backup voice, banjo, mandolin, electric guitar  -  Stefano Bigoni: backup voice, piano, lap steel, electric guitar, trumpet, harmonica  -  Stefano Fumagalli: double bass, electric bass  -  Luca Redaelli: fiddle, acoustic guitar.