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Polar For The Masses

Silence

Potrei raccontarvi un sacco di cose sui Polar For The Masses, trio vicentino giunto al suo terzo album per Black Nutria Records; ma vi basterà sapere che il precedente, Blended, aveva fatto drizzare le antenne a diversi addetti ai lavori, per la sua capacità di mescolare in modo convincente post-punk e stoner, indie rock e psichedelia di ritorno.

Forti di questo curriculum e di un nome che inizia a dire qualcosa agli appassionati, i P4TM mi arrivano direttamente nell’autoradio (o nell’iPod, o nell’ iPod inserito nell’autoradio) con questo ultimo Silence: anche di questo disco si è già parlato molto e potrei sciorinarvi un’altra quantità di informazioni... Ma mi interessano poco e la rete è grande, vi potete trovare sicuramente ciò che cercate, io mi limito a dirvi la mia sulle otto tracce di questo cd. Compattissime ed eterogenee, per cominciare... diciamola in soldoni, hanno un gran tiro, suoni eccellenti e riescono a saltare di palo in frasca senza perdere colpi. Basti confrontare l’apertura dell’album con Consequences, scuola Depeche Mode, con la chiusura Guilty, brano punk-noise senza dubbio fra le cose migliori di “Silence”. E ancora echi di Garbage in Rust, una spruzzata di Mark Lanegan (Dismembered) e un paio di puntatine in zona Franz Ferdinand (Saling Away, U.T.W.), che non si negano a nessuno.

Arrivati a questo punto, forse avrete già capito qual è il problema principale del disco. Chi risponde “manca una cifra unitaria” ha indovinato, vince un orsacchiotto di pezza. Un rischio, quello della dispersività, da mettere in conto anche per una band tecnica e matura come i Polar For The Masses, che qui finiscono per trovarsi in balìa delle proprie influenze, senza sviluppare una loro vera voce. Non aiuta certo a garantire omogeneità il timbro vocale di Simone Pass, tanto duttile quanto spesso impersonale. Eppure sembra un crimine bocciare un lavoro così, che ha dalla sua canzoni valide come Ignorance, le già citate Rust e Guilty, e infatti mi guardo bene dal dirvi che “Silence” è un album brutto. Solo, non riesco a immaginare come si riesca a costruirsi un pubblico senza dare alcun riferimento forte. Poi, se i Polar ci riescono, tanto di cappello, sarò il primo a ricredermi e farò penitenza in prima fila ai loro concerti per i prossimi anni... Parola di boy scout.

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In dettaglio

  • Anno: 2011
  • Durata: 32:50
  • Etichetta: Black Nutria Independent Label

Elenco delle tracce

01. Consequences

02. Rust

03. Dismembered

04. Sailing away

05. U.t.w.

06. The last man

07. Ignorance

08. Guilty

Brani migliori

  1. Guilty
  2. Rust
  3. Consequences

Musicisti

Simone Pass: voce,chitarre Davide Spia: voce, basso Jordan Brea: batteria