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Roberto Durkovic

Silenzio ascoltato

Roberto Durkovic è un songwriter che sa coniugare bene il passato - grazie ad una buona padronanza delle sonorità classiche del cantautorato - facendosi però apprezzare anche dalle nuove generazioni. Riprova ne sono i suoi live, dove un pubblico eterogeno riesce sempre a trovare suoni e atmosfere che riportano ora al mondo balcanico ora alla west coast americana, passando per il Sud e il Centro America, colorando tanghi e milonghe di una salsa latina che non lascia mai fermo nessuno sulla sedia. Ma in ogni viaggio c’è sempre un posto dove tornare e per Durkovic la “casa madre” rimane la scuola cantautorale più viscerale e profonda (italiana e americana), il porto sicuro in cui si è abbeverato in tutti questi anni.
Rispetto agli ultimi album del cantautore pavese, in questo “Silenzio ascoltato” possiamo dire che c’è proprio un ritorno forte alla composizione cantautorale, con una scrittura volutamente capace di mettere in evidenza il testo, mentre altre volte la struttura musicale, gli arrangiamenti, l’impeto trascinante dei suoi musicisti rischiava di nascondere un po’ “la parola”. Una passione, quella del contenuto, della lingua, della metrica, della parola appunto, che Durkovic coltiva da anni anche attraverso il rapporto con la poesia, frequentando poeti e circoli letterari, innamorandosi e lasciandosi attraversare dalla forza di una frase, a volte anche di un solo aggettivo.
Quest’album risente molto di questi input e seppure Roberto sia uno scrive molto in proprio, in questo ultimo lavoro ha voluto interagire in maniera concreta con alcuni amici-poeti. È il caso di Rossana Pessione, donna di cultura piemontese fortemente inserita nel magico mondo del linguaggio scritto, con cui firma Ora noi, oppure Candido Meardi che mette la sua preziosa penna su ben quattro brani (Il suono della vitaQuando nasce un amore, Ho trovato una rosa e Ah, le partite senza tempo) mentre due pezzi come Talismano dell’apocalisse e Tutte le città uguali sotto la pioggia sono scritte con Giusy Frisina. Tre figure che come Durkovic amano suono e poesia, che amano un ritmo non solo dettato da percussioni, chitarre o clarinetti ma da un respiro ancestrale che trova nella parola messa in musica il suo apice emotivo.

Ma attenzione, parlando di poesia non vorremmo confondere l’ascoltatore dando un’immagine di un album troppo cerebrale e poco fruibile. Facendo un discorso più generale, ‘Silenzio ascoltato’ è un lavoro dove i brani hanno comunque un suono aperto e cristallino, sia quelli più ritmati che le ballate d’atmosfera, grazie anche agli ottimi arrangiamenti di Massimiliano Alloisio (autore anche della strumentale Primera Callé) e Walter Lupi, due straordinari chitarristi acustici che da anni collaborano con Durkovic. Da segnalare anche che nell’album sono presenti buoni spunti melodici che ben si sposano su armonie tenui e rilassate, come nel caso della ballata Silenzio ascoltato, brano avvolgente che va dritto al cuore, ma non passa inosservata anche Ah, le partite senza tempo, dove Roberto Durkovic omaggia Francesco Guccini e Paolo Conte. Interessante è la rilettura in punta di piedi di Bene, scritta da Francesco De Gregori (inserita nell’album del 1974 Francesco De Gregori) rispettando l’arrangiamento originale e dandogli qui un suono trasognante. Due parole veloci anche per La stazione, ballata intensa e serena dal sapore agreste con fraseggi jazz e folk dettati dal violino e la viola, mentre tra i brani dal suono più frenetico e veloce spunta Tutte le città sono uguali sotto la pioggia, titolo romantico a cui è affidata anche l’apertura dell’album, con un intro dettato dal ticchettio della pioggia creato dal rullante e dalla chitarra acustica, per poi aprirsi con ritmi di world music evidenziati dal clarinetto. Andiamo a chiudere con Ho trovato una rosa, brano che si snoda su atmosfere argentine che rimandano anche a sonorità italiane anni ’50 e con il folk-rock di Talismano dell’Apocalisse, brano dal bel tiro che certamente diventerà ancora più coinvolgente nei live. A concludere Gioia latina (scritta da Walter Lupi, vedi il video) che assieme a Primera Callé (scritta da Alloisio, vedi il video) sono i due brani strumentali dell’album. Due tracce che ben si inseriscono tra le altre che invece sono cariche di parole, aggiungendo bellezza e armonia. Un album non da spiegare, non da raccontare, ma da ascoltare.

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In dettaglio

  • Produzione artistica:  
  • Anno: 2017
  • Etichetta: Azzurra Music

Elenco delle tracce

01. Tutte le città uguali sotto la pioggia
02. Talismano dell’Apocalisse
03. Silenzio ascoltato
04. Ah, le partite senza tempo
05. Ho trovato una rosa
06. Bene
07. Primera Callè (strumentale)
08. Il suono della vita
09. Quando nasce un amore
10. Ora noi
11. La stazione
12. Gioia latina (strumentale)

Brani migliori

  1. Silenzio ascoltato
  2. Talismano dell’apocalisse
  3. Bene

Musicisti

Roberto Durkovic: voce  -  Massimiliano Alloisio: chitarra classica  -  Walter Lupi: chitarra classica  -  Giacomo Lampugnani: basso, contrabbasso  -  Luigi Scuri: batteria  -  Nadio Marenco: fisarmonica  -  Ion Mitica Bosnea: clarinetto  -  Jacopo Bigi: viola, violino  -  Paola Anna Lo Pane: backing vocals