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Gang

Sotto un cielo di Ombre Rosse

È un viaggio in tanti anni di lotte e di speranze, di gioie e delusioni, di fedele attaccamento ai propri ideali: musicali, sociali, etici, politici. Il video-Dvd Sotto un cielo di Ombre Rosse è uno dei racconti possibili intorno all’esperienza dei Gang, la band di “rock popolare” dei fratelli Marino e Sandro Severini. Una band che ha saputo coniugare l’urgenza del punk con la missione della canzone popolare. Impresa quasi impossibile, a ben pensarci, ed anche molto azzardata, ma l’incoscienza è parte del mondo dei fratelli Severini, che nel corso di quasi quarant’anni di onorata carriera hanno sempre mantenuto la schiena dritta con mille storie da raccontare.

Un gruppo antagonista? Si, certamente, ma anche un gruppo che ha a cuore la storia e la cultura del nostro Paese. Una cultura, come spiega Marino Severini, che è cristiana, socialista e di “minoranze”, orientata alla ricerca di una Comunità. Un concetto, questo, che nasce dal luogo in cui la famiglia Severini ha vissuto, l’Imbrecciata, un angolo di case in quel di Filottrano, Ancona. Si parla molto e si ascolta molta musica in questi 75 minuti di visione (55 minuti il video ed altro minutaggio per le versioni complete ed acustiche di Bandito senza tempo, La pianura dei sette fratelli, Non finisce qui, Sesto San Giovanni) a sottolineare che ogni canzone ha senso solo se inserita in un contesto storico, politico, ideale. Interessante la chiacchierata di Marino con Alessandro Portelli, un punto di riferimento per la crescita del percorso culturale dei Gang, laddove si giunge a prendere coscienza del fatto che mentre in Italia e in Gran Bretagna il tema del lavoro fa parte del vissuto artistico, in America questo tema è praticamente sconosciuto ai grandi del rock, mentre è parte attiva e vivificante di tutta la cultura musicale degli afroamericani.

Una sorta di linea di demarcazione di classe che deve fare pensare rispetto alle modalità dell’esperienza musicale ai diversi lati dell’Atlantico. Per la presa di coscienza della classe di appartenenza certamente la famiglia è stato l’elemento fondamentale, ma dal punto di vista artistico è la figura di Joe Strummer ad avere avuto il ruolo di vate al punto di rendere l’assioma dell’invincibilità del rock e dei suoi eroi. Un’invincibilità forse più nei desideri che nei fatti ma, certamente, un desiderio, un obbiettivo, un’utopia concreta da perseguire con la voglia del riscatto. Mentre Sandro Severini è sempre con la testa china ad armeggiare con la sua chitarra e i vari pedali e distorsori (da rivalutare il ruolo musicale di Sandro nell’economia sonora dei brani dei Gang…), Marino ricorda con nostalgia il tempo in cui il mondo della campagna era avvolto dalla neve considerando quel tempo come “il tempo dell’essere”. Un’esperienza che rende possibile la lettura del mondo da un'altra prospettiva perché la neve cancella i confini, porta il silenzio, rende ogni cosa con uno sguardo differente e tutto si manifesta con un afflato di mistero dove ciascuno si può interrogare sul senso della vita. C’è anche il tempo per le immagini della visita al Museo della Famiglia Cervi, dove la loro storia viene trasformata non in una sconfitta e in una storia di solo lutto, bensì nella presa di coscienza che in quella tragedia vennero piantati semi di futuro perché quella lotta e quel sacrificio non fossero vani. Anche in questa visione è presente il concetto di Comunità tanto caro ai fratelli Severini. Una Comunità che si incontra nei tanti concerti che ogni anno vengono proposti sui palchi italiani; una Comunità che racconta e vuole ascoltare storie, che non è mai contenta del presente e vuole raggiungere il cielo… Una citazione particolare merita la canzone Mare Nostro che, come ben si può immaginare, parla del dramma dei migranti alla deriva nel Mar Mediterraneo. Una canzone che ha saputo leggere, in maniera perfetta una (dieci, cento, mille…) storia di dolore e di speranza che, da anni, ci interroga non tanto e non solo su quel dramma così vicino a noi, bensì sul futuro dell’umanità, sempre più rinchiusa nelle sue paure e nei suoi rancori. Recita Marino Severini che i momenti storici, “di liberazione”, più importanti del secolo scorso sono stati i Soviet nel 1917 e la Teologia della Liberazione. Non sono in grado di giudicare se sia vero o meno ma, certamente, sono le gambe del Cristianesimo e del Socialismo a rendere concrete le note e le liriche del gruppo marchigiano. E la storia continua…     

Video del trailer: https://vimeo.com/363392078

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: Dvd 55+20
  • Etichetta: Blue Velvet

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