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Valter Gatti

Southland

Southland è il disco d’esordio (uscito il 10 novembre) per il lodigiano Valter Gatti che prossimo ai sessant’anni ha deciso di buttarsi in questa splendida avventura. Nome noto agli appassionati di musica in Italia in quanto cronista di musica, giornalista in genere, autore radiofonico/televisivo e non ultimo grande appassionato di rock americano, proveniente dalla bassa padana quella terra che a suo modo rimanda i ricordi alle ampie pianure del Mississippi.

Nei suoi viaggi in lungo e largo per gli States ha coltivato amicizie importanti nel campo musicale e alcune di queste figurano proprio in questo suo album: Greg Martin (chitarra solista dei The Kentucky Headhunters), Chris Hicks (Marshall Tucker Band) e per finire il "virtuoso eclettico" Greg Koch; tutto questo entourage però non è bastato a Valter Gatti che ha voluto con sè anche Massimo Priviero (rocker nostrano) e non ultimo Michele Gazich (violinista, arrangiatore e produttore).

Il disco si compone di otto pezzi (quasi tutti in inglese ad esclusione di Raffiche di vento in coppia con Massimo Priviero e in chiusura Dove sei) quasi tutti a sua firma tranne le due cover: All along the watchtower (un classico del repertorio dylaniano, scritto dallo stesso Dylan per l'album John Wesley Harding del 1968) e The joker (presente nell'ottavo album della Steve Miller Band del 1973). Con un simile titolo non potevamo che trovarci dinanzi una esplicita dichiarazione d’amore per il sud degli States; si legge infatti nel libretto: “I grow up in Italy with the heart in the South of the States - Sono cresciuto in Italia con il cuore nel Sud degli Stati Uniti”. Un magico condensato di sonorità southern e atmosfere folk/blues.

Ad aprire l’album ci pensa l’intensa Southland con l’ipnotica viola a fare da contraltare all’arrangiamento di dobro e Hammond quasi a volerci portare alla memoria il Ry Cooder di Paris Texas; segue la personale rilettura in chiave acustica di All along the watchtower. Il terzo brano Raffiche di vento è, a parere di chi scrive, uno dei pezzi forte di questo album per il suo testo che ci ricorda che la vita ci dà (gratis) più di quello che in realtà ci meritiamo ([…] C’è stato un giorno tanto tempo fa / raffiche e vento fuori dal metro / lui ha scordato tutto ed ha scoperto che, Che follia! / Ti è stato dato gratis tutto quel che c’è […]), per il magnifico solo di chitarra di Hicks, per la sinergia con il violino di Gazich e infine per la voce di Priviero che dona quel tocco rock al pezzo come solo lui può fare. C’è spazio nel cd anche per il gospel blues e per il solo di Martin in Your town; rimanendo sulle tinte blues segue la ballata Lifelong blues che con il giocoso intreccio di violino e chitarra elettrica ci racconta del simbolico incontro tra l’uomo e Gesù; Take me as i am è una piacevole quanto delicata ballata al pianoforte che mette in evidenza la profonda voce del nostro. E’ il momento poi della seconda cover del cd The joker, brano volutamente ridotto all’osso rispetto l’originale della Steve Miller Band. In Gloomy witness è Koch a duettare con il violino di Gazich e a suo modo anche questo brano ci riporta alla memoria Dylan. Si torna al country blues con In my boots dove a farla da padrone è la chitarra di Martin mentre la chiusura del cd è demandata a Dove sei con i duetti di Gatti e Gazich e una sapiente spruzzata di sentimento (che non guasta mai).

Un disco decisamente ben riuscito che non tradisce le aspettative. Segue alla precisione le tappe prefissate da un immaginario viaggio attraverso l’America: la musica, il paesaggio, la spiritualità e i sentimenti in modo schietto e sincero. Molto curati anche la confezione del cd con il paesaggio in copertina che ancora una volta rimanda all’America e il “ricco” libretto interno con i testi delle canzoni, i ricordi (in foto) dei viaggi e delle sessioni di registrazione e per finire un saluto lasciato da ogni musicista (o meglio amico) che ha contribuito a questo bel disco.

Quasi in concomitanza con il cd è uscito anche il libro N COME NATALE 100 canzoni su Betlemme e dintorni (primo volume della collana “Le parole della musica” edito da ABEditore) di Valter Gatti in collaborazione con Alessandro Berni, Gabriele Gatto, Luca Franceschini e Fausto Leali. Il volume è un “divertente cocktail editoriale che ha l'obiettivo di censire e riassumere quel che la musica ha voluto dire del fatto natalizio e delle sue conseguenze umane e religiose”, al suo interno infatti  le 100 canzoni scelte che ruotano attorno al tema del Natale sono state suddivise all’interno di cinque capitoli: canzoni classiche e tradizionali, buoniste, problematiche, anti-natalizie ed evangeliche. C’è spazio ad esempio per le storie di Silent Night, la canzone che nel 1917 ha fermato per qualche ora la Prima Guerra Mondiale sul fronte francese, oppure Oh Happy Day, il più celebre gospel della tradizione americana ma anche incubi come The Priest They Called Him (di Kurt Cobain e William Barroughs) o per le canzoni violentemente anti-natalizie come Fuck Christmas (dei Fear).

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Valter Gatti, Michele Gazich, Paolo Costola
  • Anno: 2016
  • Durata: 39:13
  • Etichetta: IRD International Records Distribution

Elenco delle tracce

01. Southland
02. All along the watchtower
03. Raffiche di vento
04. Your town
05. Lifelong blues
06. Take me as i am
07. The joker
08. Gloomy witness
09. In my boots
10. Dove sei

Brani migliori

  1. Southland
  2. Take me as i am
  3. Raffiche di vento

Musicisti

Valter Gatti: chitarra acustica, voce - Michele Gazich: viola, violino, cori - Paolo Costola: dobro, chitarra slide, chitarra elettrica, banjo, cori - Valerio Gaffurini: hammond, rhodes, piano, cori - Larry Mancini: basso - Alberto Pavesi: batteria, percussioni - Raffaella Zago: cori - Massimo Priviero: cori - Chris Hicks: chitarra elettrica - Greg Martin: chitarra elettrica - Greg Koch: chitarra elettrica