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Mica Altrove

Spazio, tempo e sale

Michele Marchesani, cioè il cuore di questo progetto partito solista al colpo di pistola e arrivato al traguardo band, è un singolarissimo uomo caleidoscopico dalle mille vite: autore, chitarrista e ukulelista, per restare alla musica, ma anche massaggiatore shiatsu professionista, insegnante di danza contact, appassionato di informatica e va a sapere cos’altro. Quest’uomo rinascimentale trapiantato nel XXI secolo, dicevamo, ha un percorso musicale altrettanto labirintico: partito nei furenti anni 90 bolognesi con gli Scrima di Quarto, incendiario gruppo tra punk e hard core, ha percorso poi altre rotte tuffando la sua àncora nelle acque di un cantautorato indie, speziato però dai sapori di tutti i mari precedentemente aperti dalla sua prua. Oddìo, non è che nella verde Umbria, dove da anni Michele Marchesani risiede, ci sia tutto questo gran mare, ma insomma, la metafora era per capirci…

E insomma, dopo una serie di brani messi in rete a vedere l’effetto che fa, e dopo una lunga fila di live, ecco che finalmente, a compimento di anni di progressivo assestamento della mira, arriva il suo primo album ufficiale, questo Spazio, tempo e sale che programmaticamente, come il “Signor Jones” degli Estra, già detta le priorità. Ebbene, diciamo subito che valeva la pena aspettare tutto questo tempo, perché siamo di fronte a un album che si staglia sul panorama odierno con una sua personalità ben definita. Difficile, una volta inserito il CD nel lettore (concedeteci questa prassi assai vintage) trovare il coraggio per strozzarlo a metà. Le dodici canzoni si tengono per mano, e non perché si sia di fronte a un album concept, ma semplicemente perché tra di esse scorre una medesima linfa, una circolarità di struttura, di temi e di rimandi, che le lega indissolubilmente.

Cantautorato indie, dicevamo troppo genericamente poco sopra, e un po’ qua facciamo ammenda perché per molti aspetti Mica Altrove si allontana da buona parte della scena attuale, vuoi per i testi (tra cui una poesia di Alice Sforza), spesso riflessivi e filosofici, che sfuggono alla tentazione del verso facile ad effetto, buono per i clic, vuoi per una veste sonora che bascula tra suggestioni Nineties, delay psichedelici, pulsazioni in levare. E’ giusto qui rendere anche merito, oltre al mixing e mastering di Luca Pellegrini, agli altri Mica Altrove, cioè alla batteria di Lorenzo Nencini, con i suoi giochi di anticipi e la sua musicalità, e alla chitarra di Andrea Sargentini, che impreziosisce l’album di suoni liquidamente immaginifici e di una perizia e dedizione al senso della canzone che ci ricordano il modus operandi del buon Lorenzo “Musical Buzzino” Corti, per fare il nome di un pittore di suoni che possa fare da pietra di paragone.

Dicevamo che le dodici canzoni si tengono per mano, tuttavia qualcuna, per vezzo o per invitarvi ad avvicinarvi alle altre sorelle, viene a voi con rara grazia e bellezza. Prendete Ballata con il suo dolce incedere, o l’iniziale Come la bellezza, con quel refrain e quel riff entrambi micidiali, oppure quella che potrebbe essere, in un mondo parallelo alla Philip K. Dick, l’hit  intelligente dell’estate 2018. Parliamo di Restare come il mare, un incanto ammaliante che non dovreste lasciarvi sfuggire, in tutto il suo mistero, in tutto quell’inesorabile refrain che con il suo ostinato “A parte lei/ qui si sta bene” ci inchioda una volta per tutte, definitivamente, come solo certi racconti di Carver.

E che un disco così debba uscire in autoproduzione è una pazzia cui speriamo qualcuno possa presto rimediare.

Foto di Luca Pellegrini
Foto della cover di Sofia Sguerri

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Mica Altrove
  • Anno: 2018
  • Durata: 55:00
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Come la bellezza
02. Due passi
03. Restare come il mare
04. La ruga
05. Un uomo
06. Ballata
07. Seminarsi al vento
08. Rient del mòn (Ridere del mondo)
09. Ossessione
10. L’albero
11. Amica mia
12. Certi momenti

Brani migliori

  1. Ballata
  2. Come la bellezza
  3. Restare come il mare

Musicisti

Michele Marchesani: chitarra, voce - Lorenzo Nencini: batteria, vibrafono, cori - Andrea Sargentini: chitarra elettrica, cori - Martina Sciucchino: voce in “Seminarsi al vento” -  Alice Sforza: voce recitante su “Ossessione”.