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Ivana Gatti

Stereocosmica

Fare dischi oggi è solo apparentemente più facile di un tempo. Certo, le possibilità sono decisamente superiori rispetto ad alcuni decenni fa, i musicisti sono più numerosi, le tecniche migliori e gli studi di registrazione più snelli e duttili. La costruzione di una canzone però non è cambiata. Ci vogliono sempre delle idee per i testi, delle intuizioni per le musiche e soprattutto grande capacità di equilibrio, per far sì che le idee diano corpo ad un “prodotto” che suoni bene, che abbia non solo dei testi adeguati e delle belle musiche ma soprattutto un bel suono e uno stile ben definito. È quello che avviene e che colpisce immediatamente in questo disco di Ivana Gatti, cantante e musicista bresciana che ha già fatto parlare di sé anche grazie alla sua intensa collaborazione con Gianni Maroccolo, fondatore dei Litfiba e protagonista di diverse band post new wave (CCCP-CSI- Marlene Kuntz e diverse altre) oltre che nume tutelare del rock indipendente italiano.

Dopo alcuni EP e diverse partecipazioni a compilation Ivana giunge con questo Stereocosmica al suo terzo album, che è, come avviene anche in questo caso, quello della definitiva consacrazione, il disco più maturo finora realizzato dalla cantante bresciana. Se nei precedenti lavori Ivana aveva lasciato numerose tracce della sua bravura, in Stereocosmica riesce a tenere alta l’asticella per tutta la durata dell’album. La sequenza iniziale (Sole, Io rimango, L’oggetto oscuro) è eccellente e mette in mostra notevoli doti canore e compositive, oltre ad una cura particolare negli arrangiamenti. Il sound scelto ondeggia tra il rock e l’elettropop e a volte pare di riascoltare la francese Lio, mentre in alcune situazioni la voce di Ivana ricorda quella di Alice. Del resto la passione di Ivana Gatti per Battiato e affini è nota, ed è inevitabile che la conclusione di Stereocosmica sia affidata, in una versione particolare, ad uno degli ultimi successi del cantautore catanese, Tra sesso e castità.

Rispetto al passato Ivana ha anche ammorbidito alcuni suoi atteggiamenti vagamente snob, la ricerca talvolta quasi forzata di stupire, di essere eccentrica o alternativa, a livello musicale naturalmente. In Stereocosmica trova invece una splendida “semplicità”, l’album si ascolta piacevolmente anche partendo da approcci diversi. Può essere una bella compagnia nelle serate estive ma anche lo spunto per approfondire i testi e apprezzare, ci ripetiamo, gli arrangiamenti, che vestono con grande stile questo disco. “Tra il dire e il fare c’è tensione tra il dire il fare c’è il mio nome”, questo il ritornello di Confusione, canzone scritta con Gianni Maroccolo, una ballad moderatamente dolce, ma non sdolcinata. Bello l’incipit del basso di Arya cosmica, che si dipana tra sferzate di chitarra, elettronica ben dosata e coretti pop. La voce filtrata di Ivana Gatti apre Postumano, canzone basata sul ritmo incalzante di basso e batteria, attorno al quale si aggrovigliano i vocalizzi di Ivana Gatti. Un mix che la avvicina a Giuni Russo, le cui corde vocali rimangono comunque inarrivabili nel mondo del pop d’autore. Segue T(h)ree meteos, bella traccia strumentale di Maroccolo, con pennellate vocali di Ivana Gatti. La cover di Tra sesso e castità è un omaggio originale a Franco Battiato e Manlio Sgalambro, pacata, oscura, quasi metallica, pulsante, fino all’esplosione finale, in un crescendo ritmico e vocale ben dosato. Degna conclusione di un disco che conferma la bravura di Ivana Gatti, ormai pronta per platee sempre più prestigiose.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Andrea  Pettinelli, Lo ZOO di Berlino, Gianni Maroccolo    
  • Anno: 2017
  • Durata: 44:57
  • Etichetta: ZdB/Godfellas

Elenco delle tracce

01. Sole
02. Io rimango
03. L’oggetto oscuro
04. Rosso  
05. Cadono i miracoli
06. Lionne
07. Fotografo pessimo
08. Confusione
09. Arya cosmica
10. Postumano
11. T(h)ree meteos
Bonus track
12. Tra sesso e castità

 

 

Brani migliori

  1. Sole
  2. Io rimango
  3. Confusione

Musicisti

Ivana “Contessa” Gatti: voce, theremin, organo e strumenti giocattolo  -  Andrea “Shelving” Pettinelli: piano rhodes, hammond, synth, synth bass, orchestrazioni  -  Diego “Echo” Pettinelli: basso, chitarre, programmazioni, elettronica, synth, orchestrazioni  -  Mauro “Volpe” Mastracci: batteria, percussioni, elettronica, programmazioni  - Gianni “Marok” Maroccolo: basso, synth, programmazioni -  Marco Ricci: corno e fiati