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Enrico Cipollini

Stubborn will

[…] Glanton fermò il cavallo e contemplò a lungo il panorama. Sparse sulla mesa, le erbacce secche ondeggiavano al vento come una lunga eco, tramandata dalla terra, di lance e aste agitate in antiche battaglie di cui mai nulla si è saputo. Tutto il cielo sembrava turbato, e la notte scese in fretta sulla distesa crepuscolare, e piccoli uccelli grigi si alzarono a inseguire il sole scomparso con sommessi richiami […] (da Meridiano di sangue di Cormac McCarthy)

Enrico Cipollini, chitarrista e songwriter (e molto altro visto che in questo cd lo troviamo anche al basso e alla batteria) di Ferrara, ha militato negli Underground Railroad, Free Jam (con queste due formazioni si è esibito per ben due volte al rinomato Pistoia Blues Festival) e Violassenzio.
Nel tempo ha ottenuto svariati riscontri positivi aprendo diversi concerti tra cui quelli di Paolo Bonfanti, la cantautrice americana Laura Crisci e gli statunitensi Hollis Brown. Con il disco  Stubborn will, anticipato dall’ep Songs from the Shelter con cui ha dato il via alla sua carriera da solista, Cipollini non solo approda alla maturità artistica ma ci regala anche un interessante lavoro con un sound prettamente acustico ricco di spunti e con testi spesso intimisti. Insomma un prodotto ben piantato nella tradizione folk, blues e country.

L’album si apre con lo strumentale Choirs con un Cipollini che suona magicamente il dobro mentre è delicatamente accompagnato dal violino di Chiara Giacobbe (la ritroveremo spesso nel cd e non solo in questa veste); segue l’acustica  No going back che è il giusto fil rouge verso Nobody, un pezzo dagli evidenti connotati country. La delicata Found con il suo picking ci conduce per mano a quello che, secondo chi scrive, è il pezzo forte dell’album Evelyne: il brano è interamente suonato dal nostro che, oltre alla chitarra e alla voce, si destreggia con maestria anche con lap steel, basso e foot drum (una scatola di legno microfonata che permette di riprendere il battito del piede e amplificarlo). Corre via come un treno sulle distese americane Late night train (nota di merito per la parte di batteria suonata da Iarin Munari che in questo pezzo riprende molto bene l’idea del rumore del treno). Il pezzo strumentale Old days è impreziosito dal magico suono del violino mentre non c’è nulla da aggiungere su You think you do se non di suggerirvi di  ascoltarla lasciandovi trasportare…

Altro pezzo tra i meglio riusciti dell’album e che ci lascia intendere che il solco tracciato fin qui è sicuramente quello giusto è la delicata One way street (con Chiara Giacobbe nei panni della backing vocals). Non poteva mancare il pezzo blues dell’album Do what you can, grazie al quale ci ritroviamo catapultati lungo le acque fangose del Mississippi. Where the band plays rappresenta l’unica piccola sbavatura in quanto un pochino scontata (ma ci può stare all’interno di un simile concentrato di gemme). C’è spazio anche per il pianoforte, suonato dallo stesso Cipollini, in A dream and a girl che insieme a tutta la band presente (Cattani al basso, Munari alla batteria, Franchi al cello e Benvenuti alla viola) omaggia un certo cantautorato westcoastiano.

Il consiglio è quello di ascoltare Enrico Cipollini dal vivo, dimensione che maggiormente gli si addice, e di godersi il suo Stubborn will, un lavoro che fa ben sperare in un certo tipo di musicisti che strizzano l’occhio alle radici della musica americana.

 

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Enrico Cipollini
  • Anno: 2016
  • Durata: 40:04
  • Etichetta: Over Studio

Elenco delle tracce

01. Choirs
02. No going back
03. Nobody
04. Found
05. Evelyne
06. Run alone
07. Late night train
08. Old days
09. You think you do
10. One way street
11. Do what you can
12. Where the band plays
13. A dream and a girl

 

 

Brani migliori

  1. Evelyne
  2. You think you do
  3. One way street

Musicisti

Enrico Cipollini: dobro, chitarra, voce, basso, foot drum, harp, lap steel, piano - Chiara Giacobbe: violino, cori - Roberto Catani: basso - Iarin Munari: batteria - Andrea Franchi: cello - Filippo Benvenuti: viola