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Luca Guidi

Sudoku

Arriva al suo primo disco da solista Luca Guidi, autore e chitarrista (anzi, più corretto dire polistrumentista) livornese, che sceglie un titolo come Sudoku per racchiudere dieci tracce dal sapore fortemente introspettivo.
Dicevamo esordio, ma Luca arriva a questo album dopo una lunga gavetta (già, c’è ancora qualcuno che la gavetta la fa davvero) che gli aveva consentito di togliersi molte soddisfazioni, tra cui ricordiamo almeno la Targa Tenco ottenuta nel 2013 nella categoria “Miglior interprete”, che Guidi contribuisce a vincere con i Sinfonico Honolulu, un ensemble composto (quasi) solo da ukulele. Un gruppo di validissimi musicisti che con alla voce Mauro Ermanno Giovanardi confezionarono un album di cover di grandi artisti italiani più alcune canzoni di Giovanardi stesso e un paio di inediti. Una collaborazione feconda, che permette a Guidi di mettere in luce anche le sue capacità compositive, tanto che poi Giovanardi inserirà due suoi pezzi nell’album “Il mio stile”, con cui il cantautore milanese, sempre per rimanere in tema, vinse la Targa Tenco 2016. Ma prima ancora, sulla strada di Luca vale la pena ricordare l’esperienza vissuta con i Betta Blues Society, così come importante è stata la collaborazione con Luca Carotenuto, cantautore toscano già sodale nei Sinfonico Honolulu, con cui firma un album nel 2017.


Ed ora il suo Sudoku ha preso vita, un titolo eloquente che riesce ad indicarci la necessità quanto la difficoltà di far "quadrare i conti", in senso lato. Quello di Guidi è tutto tranne che un trattato di enigmistica ma, piuttosto, lo strumento che gli consente di mettere ordine tra le cose. Parliamo di un disco profondamente autobiografico in cui, come già la copertina e il booklet ci suggerisce, racconta di una donna e di una relazione finita. Le note e il tempo sono il percorso che il cantautore utilizza per districarsi nel labirinto dell'amore e riuscire finalmente ad uscirne. L'approccio non appare tormentato ma malinconico, elemento che non toglie intensità al sentimento ma che addirittura ce lo avvicina empaticamente.

Luca ci fa dono della sua intima quotidianità, porgendoci un piccolo scrigno da portare in viaggio con noi. Abbiamo di fronte un album musicale e fotografico perché, ascoltandone i brani, si ha la sensazione di guardare delle polaroid, dei bigliettini e degli scontrini conservati in un cassetto. Guidi ricorda l'eleganza dei cantautori della vecchia scuola proponendo con charme una scrittura che però è anche molto contemporanea, sia per la scelta dei suoni che per la tessitura dei testi. È un lavoro che accresce la sua potenza evocativa ed emotiva ad ogni ascolto, permettendo alle canzoni di diventare dei cortometraggi nella nostra testa. E a riprova che i suoi brani ben si sposano con le immagini, sono già usciti tre videoclip tratti dal disco (clicca qui per vedere L'equatore), tutti firmati dallo stesso regista (Guido Celli), che hanno sempre una figura femminile come protagonista. Devono uscirne altri due, che andranno così a comporre una pentalogia video.

I racconti di Luca, cantati con intrigante dolcezza, aprono uno spazio in cui le abitudini, i rituali, gli oggetti e le persone sono inserite in una dimensione peculiare a cui si aggiungono melodie che scandiscono alla perfezione i "frame" immaginati mentre la band fa sentire il suo amalgama senza ci sia mai nulla di troppo. Ma tra i punti di forza possiamo annoverare certamente anche la voce, calda, pastosa, incisiva mentre ti porta nei suoi racconti. Guidi ci carezza sul cuore, accoglie e rassicura. Si ha davvero l'impressione che abbia Una verità in tasca e che alla fine riesca ad uscire dal suo groviglio sentimentale. Una sensualità composta è quella che emerge... quella sensualità rara dei gentiluomini di un tempo. Ma non vorremmo che nel raccontare i punti di forza di questo disco ci dimenticassimo di dire che Luca Guidi è anche un ottimo chitarrista acustico e questo emerge in maniera chiara nei suoi live, quando al centro del palco imbraccia la sua sei corde e colpisce per la pulizia del suono e il tanto mestiere imparato negli anni. E proprio di questa sua capacità musicale e autorale si sono accorti quelli di ‘Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore’, un concorso anomalo che si tiene a Roma da qualche anno e che vede tra i curatori proprio due cantautori, Nico Maraja e Carlo Valente. Dicevano anomalo perché non è una gara vera e propria ma qui gli artisti si sfidano nello scrivere “su commissione” e – sui vari input dell’organizzazione – data dopo data i finalisti vengono giudicati sulle loro capacità compositive. E così Luca un paio d’anni fa viene notato e gli viene proposto di pubblicare il disco che aveva ormai quasi pronto. È la scintilla che farà nascere “Sudoku”.

Un album che subito riceve consensi, specie quando riesce a presentare i suoi brani dal vivo. Una conferma arriva con la vittoria ottenuta al ‘Premio Bindi’ 2020, che tra l’altro gli ha consentito di partecipare - e vincere - anche al MEI di Faenza, i primi di ottobre, il Premio riservato ai concorsi intitolati ad artisti scomparsi. E infine, tra i riconoscimenti più significativi aggiungiamo anche la finale raggiunta a ‘Corde & Voci”, concorso che si tiene tutti gli anni nella cornice della Fiera della Musica di Cremona a settembre e organizzata da Andrea Tarquini (quest’anno però saltata per via del Covid, ma che si disputerà nel 2021) e anche la splendida performance tenuta al CPM di Milano a metà luglio, nella finale de ‘L’Artista che non c’era’ (qui sotto in una foto di Luca Carcano mentre ritira la targa dalle mani di Daniele Sidonio).
Conclusione: Luca Guidi è un songwriter di razza, uno di quelli in cui rifugiarsi quando hai voglia di staccare dal rumore di fondo di tanta, troppa, musica plastificata.

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: 39:14
  • Etichetta: Noteum Srls

Elenco delle tracce

01. Mio zio Virgilio 

02. Una verità in tasca 

03. La lista della spesa 

04. Tutto quello che hai 

05. Portami via 

06. Preghiera 

07. La battaglia

08. Sudoku 

09. Monogamia

10. Equatore 

Brani migliori

  1. Tutto quello che hai
  2. Sudoku
  3. Portami via

Musicisti

Luca Guidi (voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, pianoforte, organo, synth, iPad, sequencer, cori)  -  Ernesto Fontanella (batteria, percussioni, sequencer, cori)  -  Daniele Catalucci (basso)  -  Fabrizio Balest (contrabbasso)  -  Ravi Di Tuccio (batteria)  -  Laura Marchionne (violino)  -  Asita Fathi (viola)  -  Ellie Young (violoncello)  -  Chiara Lazzerini (tromba, trombone)  -  Massimo Gemini (sax)  -  Tiziana Gallo (flauto)  -  Giulia Pratelli, Giorgio Mannucci, Luca Carotenuto, Leonardo Frangioni (cori)