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Sulle labbra di un altro

Può sembrare un’anomalia, un progetto come Sulle labbra di un altro. E forse lo è. Un doppio album, nell’era dei brani scaricabili monouso, è già di per sé un’ambiziosa provocazione: soprattutto quando il primo disco raccoglie ventuno versioni del medesimo brano, e il secondo sedici artisti che interpretano il medesimo autore. E non basta nemmeno dire che l’autore in questione è Luigi Tenco, perché non siamo qui a far cassetta su un classico. Tutto è chiarito in una frase che sigilla il booklet interno:

«Grazie a Luigi Tenco per aver indicato una strada».

Una strada espandibile e cangiante, percorribile su un solo binario o con più strumenti: sicuramente in molteplici direzioni. Per questo l’ultima fatica del Club Tenco, in collaborazione con la coraggiosa Lilium Edizioni di Enzo Onorato, ha deciso di omaggiare la propria genesi sentimentale e poetica su una doppia corsia. Il primo disco, di vera golosità filologica, ripercorre tutte le interpretazioni di “Lontano lontano” che hanno aperto, come sorta di raffinata sigla, le edizioni del Premio Tenco dal 1989 al 2010. Un “motivo” che ha contrassegnato e ricordato, anno dopo anno, una rassegna dedicata a un ragazzo scomparso proprio dopo aver solcato l’Ariston: quel palco su cui gli interpreti di queste registrazioni sono stati chiamati a rievocare il dramma e la magia dell’artista piemontese.

Una certezza diventa palese al primo ascolto: Lontano lontano, come altri brani di Tenco, ha la caratura dello standard d’autore, una composizione che nella sua ascendente immediatezza diviene un saggio per studiare la storia della musica, permettendo ad ogni voce, ad ogni arrangiamento, di saggiare su di essa il proprio timbro. Succede così che dopo l’uno-due Vanoni-Paoli delle prime esibizioni si procede per omaggi commossi (la voce emozionata di Venditti e Bennato, l’esaltazione speziata di Finardi), sperimentazioni ardite (la versione punk della Nannini anni ’90, o quella onirica e circense di Capossela), fino ad episodi d’eccezione, come l’interpretazione italo-brasiliana di un superbo Gilberto Gil, o il duetto Bersani-Paoli del 2006. Chiude Renzo Arbore, scelta atipica e perfetta, in quanto amico intimo di Tenco, e uno dei primi ad aver ascoltato quel brano, innamorandosene subito. 

A questo punto il secondo disco Come i fiori del mare (oltretutto volume II di un ciclo di riletture su Tenco) diventa una scelta ideale, quasi la ricompensa dopo l’appetito storico della prima raccolta. Qui entra in gioco l’arte, misurata nella propria contemporaneità: la qualità semantica delle liriche e dell’impianto melodico di Tenco viene indossato da una folta e illustre schiera di artisti contemporanei, scelti sapientemente dalla direzione artistica di gianCarlo Onorato. Non degli eredi, ma dei pensatori paralleli, che hanno fatto scorrere su di sé i brani, trovando ognuno un nido in cui immedesimarsi, in cui ritrovare valori senza tempo.

La disincantata denuncia sociale, la garbata e irriverente satira del conformismo, le struggenti metriche d’amore sofferto e pulsante, tutto risulta non solo abitabile, ma migliorabile. Perché Tenco, nel suo talento interrotto, si rivela in ogni traccia un formidabile creatore di prototipi. Un genio rimasto “in potenza”, perché ibernato nel momento in cui le intuizioni si accompagnavano alle sbavature, le ingenuità ai colpi da maestro. Per questo il suo repertorio, ripreso in quattordici pezzi, diviene una scuola costruttiva per ogni artista del futuro.

Dai classici di protesta a quelli sentimentali, una schiera di prestigiosi compositori di oggi, tra cui Gianmaria Testa, Ettore Giuradei, Carlot-ta, Iosonouncane, Mauro Ermanno Giovanardi, Alessandro Grazian, Zibba, fino allo stesso Onorato, hanno potuto disporre di capolavori non completi, ma completabili. Ed ogni intonazione più levigata, gli accenti più individuali, non si sono limitati a repliche più o meno fantasiose, ma hanno contribuito a modellare una creazione.

A proseguire una strada, che quel giovane maestro aveva indicato.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: CD 1: Enrico De Angelis CD 2: gianCarlo Onorato
  • Anno: 2011
  • Durata: 118:00
  • Etichetta: Lilium

Elenco delle tracce

CD1

01. 1989: Ornella Vanoni
02. 1990: Gino Paoli
03. 1991: Milva
04. 1993: Roberto Vecchioni
05. 1994: Eugenio Finardi
06. 1995: Fiorella Mannoia
07. 1996: Gianna Nannini
08. 1997: Francesco Guccini
09. 1998: Patty Pravo
10. 1999: Vinicio Capossela
11. 2000: Edoardo Bennato
12. 2001: Teresa De Sio
13. 2002: Gilberto Gil
14. 2003: Enzo Jannacci
15. 2004: Antonello Venditti
16. 2005: Massimo Ranieri
17. 2006: Samuele Bersani & Gino Paoli
18. 2007: Simone Cristicchi
19. 2008: Sergio Cammariere
20. 2009: Alice
21. 2010: Renzo Arbore

CD2

01. Gianmaria Testa – Mi sono innamorato di te
02. Stefano Amen – Se sapessi come fai
03. Carlot-ta – Quello che conta
04. Ettore Giuradei – Ballata della moda
05. Cesare Basile – Io vorrei essere là
06. Alessandro Grazian – Ballata dell’arte
07. Mariposa – Prete in automobile
08. Mauro Ermanno Giovanardi – Vedrai, vedrai
09. Giulia Villari – La ballata dell’amore
10. Evasio Muraro – E se ci diranno
11. Zibba – Cara maestra
12. Alessandro Fiori - Isy
13. Guida Maria Grillo – Più mi innamoro di te
14. Alberto Patrucco – Vita sociale
15. Iosonouncane – Ciao amore, ciao
16. Onorato – Se potessi amore mio

Brani migliori

  1. Mi sono innamorato di te
  2. Ballata dell’arte
  3. Se potessi amore mio