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Candreva

Supermercati

Se volessimo paragonare la musica dei Candreva ad un oggetto, si potrebbe indicare un pullover realizzato all’uncinetto: un lavoro di classe, fatto su misura ma che non esclude condivisibilità. I brani del disco si intrecciano come fili di lana e rendono in espressività se indossati tutti insieme; in caso contrario si avrebbe il pancione scoperto in pieno inverno, con un filo spezzato che pende. E nessuno indosserebbe un pullover a mezzo busto. Ritornando alla realtà dei fatti, ciò che colpisce davvero è che il disco ha un’anima a cui ci si può affezionare, che si percepisce comoda ma che si può rivelare pungente per quel che racconta. Inoltre è pensabile come un pullover per via dell’intimità e della vestibilità di cui si caratterizza: evidenziando i difetti del fuoco passionale, si concentra sulla presentazione dell’amore usa e getta, fatto di desideri e sentimenti discordanti, conflitti interiori e da un forte slancio individuale.

 

Esiste un concetto di fondo che si percepisce anche senza voler approfondire troppo il disco. La possibilità di sentire l’organicità del primo progetto ufficiale di questo gruppo toscano è data già solamente dalle scelte musicali. Fin da subito è coinvolgente e man mano che si procede nell’ascolto cattura ancor di più l’attenzione, perché graduale è l’andamento musicale e graduali sono gli arrangiamenti vocali e musicali in continuo crescendo.

Musicalmente è figlio della comunione tra cantautorato indie, con motivi pop evidenti, e l’elettronica degli 80s svecchiata e rinfrescata con l’utilizzo di sonorità provenienti dai synth moderni. Il ché risulta particolarmente gradevole all’ascolto per il buon bilanciamento tra voce-musica e per l’attenta cura del suono che mantiene il filo del racconto. Supermercati non è un album leggero (nell’accezione comune del termine), sia dal punto di vista delle tematiche che da quella musicale. Si presenta fin da subito come un contenitore di ‘democrazia’, in cui synth dai suoni stellari e linee di basso di notevole bellezza cominciano ad inseguirsi dopo una domanda che sa molto di regia di Woody Allen: “Ma che pretendi dall’amore?”. La musica parte e i nervi rispondono, involontariamente, infatti qualche parte del corpo si muove; occhio perché è solo l’inizio. Nei brani Ostriche, Deriva e Tuffi a bomba si concentra l’essenza dell’album e si sentono gli echi del matrimonio tra indie-pop e musica elettronica in cui l’orchestra è composta da synth, tastiere elettroniche agrodolci, ritmi incalzanti sotto la direzione di profonde linee di basso che si abissano lungo le fratture del cuore spezzato in cerca di dimora. Sul finire dell’album la tensione musicale si distende lasciando ampio spazio al racconto che prende talvolta risvolti cupi, benché gli sia conferita brillantezza dalla musica.

Supermercati potrebbe essere considerato come un idillio teocriteo moderno, in cui l’attenzione è rivolta verso la quotidianità e l’analisi dei sentimenti risiede nelle loro sfumature, nelle pene e nella tristezza amorosa, mentre la musica non è solo cornice ma detta l’andamento del racconto. Il risultato, che non è artificioso ma sicuramente spontaneo, permette di godere a pieno di quest’album e di poterlo indossare con assoluta leggerezza (nell’accezione poco comune di questo straordinario termine) per la grande versatilità che possiede.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Candreva
  • Anno: 2020
  • Durata: 25:02
  • Etichetta: Costello’s / La Clinica Dischi

Elenco delle tracce

01. Sbagli
02. Ostriche
03. Deriva
04. Tuffi a bomba
05. Ci giri intorno
06. Distanze emotive
07. Bollicine
08. Natale a colori

Brani migliori

  1. Ostriche
  2. Deriva
  3. Tuffi a bomba

Musicisti

Nicola Donati (voce, basso, chitarra)  -  Michele Ciaffarafà (tastiere, synth)