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Andrea Chimenti

Tempesta di fiori

Il titolo dell’album che segna il ritorno di Andrea Chimenti, dopo quasi sei anni da Vietato morire, dovrebbe indicare l’apparente violenza e la reale lunga gestazione che dà vita all’apparir del nuovo, ma può dirsi quasi un ossimoro che ben sigla la musica del cantautore emiliano. La sua cifra stilistica sembra infatti una “delicatezza d’assalto”, una raffinatezza di grande intensità e lirismo che l’impeto del rock, con l’incedere tormentato delle chitarre, squarcia e sparge come diffusa, travolgente pioggia di bellezza.

 

Questo disco non è imbevuto dell’aria notturna in cui galleggiavano le canzoni di Vietato morire, ma pare aggirarsi tra le pareti evanescenti o i baluginii stellari entro cui si muove un pensiero («Siediti qui, chiudi gli occhi / e intensamente pensa», Il cielo che si avvicina) o un sogno. Anche il dolore infatti, nelle canzoni del disco, si fa seme nascosto di una speranza, persino quando è sospesa in un futuro improbabile (v. Era di notte).

 

Nelle dodici tracce si respira un’atmosfera irreale, ovattata e struggente tra violini, vibrafono e sintetizzatori, tra violoncello, clavicembalo e seduzioni di fiati, tra «lezioni di volo» e paesaggi innevati che danno alla città la parvenza di «un cinema all’aperto in pieno inverno» (Qualcosa cambierà). Il pianoforte spalanca infiniti cieli all’ebbrezza della rinascita e ai colori tenui e soffici di una malinconia che è nostalgia e desiderio vivo di gioia.

 

Quando però la quiete, seppur effusa in limpide rock ballad che conservano la loro enfasi naturale, si fa respiro prevalente della musica (come ad esempio in Bellissima) l’impatto sognante del disco smorza un po’ la sua potenza. Il Chimenti più ispirato traspare piuttosto tra i ricami acustici e nell’intrecciarsi delle voci (grazie alla partecipazione di Valentina Cidda) che cercano di toccare il «cielo che si avvicina» o negli arpeggi di Qualcosa cambierà; lo si ritrova ancora nella tesa ascesa guidata da linee di chitarra e distorsioni laceranti (v. Feroce e inerme, che contiene un breve estratto del film L’australiano, tratto da un racconto di Robert Graves e diretto da Jerzy Skolimowski) o percorsa su per mille scalini di piano, che congiungono profondità ed estasi di note acute, Amore e Morte (v. Sangue).

 

Una piccola gemma inattesa è anche la cover di Vorrei incontrarti di Alan Sorrenti, che conduce tra vertigini di organo e sferzate di chitarra, tra lirismo e veemenza rock. Tra tempeste e fiori.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Stefano Cerisoli, Guglielmo R. Gagliano
  • Anno: 2010
  • Durata: 40:15
  • Etichetta: Soffici Dischi/Santeria/Audioglobe

Elenco delle tracce

01. Era di notte

02. Il cielo che si avvicina

03. Bellissima

04. Feroce e inerme

05. Stupido

06. Sangue

07. Delicato guerriero

08. Tempesta di fiori

09. Perduto

10. Qualcosa cambierà

11. Vorrei incontrarti

12. Lezioni pratiche di volo

Brani migliori

  1. Il cielo si avvicina
  2. Feroce e inerme
  3. Sangue

Musicisti

Andrea Chimenti: voce, cori, chitarra acustica, elettrica, pianoforte, programmazioni, clavicembalo, metallofoni, risate in 09, speaker in 12 Alberto Serafini “Gumo”: batteria, percussioni Stefano Cerisoli: chitarra acustica, elettrica, 12 corde, percussioni, organo in 11 Guglielmo R. Gagliano: basso, basso slide, chitarra classica, acustica, elettrica, lap steel guitar, 12 corde, pianoforte, synt, violoncello, violoncello elettrico, accordion, diamonica, cumbus, vibrafono, archi, cori, programmazioni Umberto “Rumble” Bartolini: batteria   Ospiti:   Simon Chiappelli: trombone in 01, 03, 07 e 12 Andrea Allulli: pianoforte in 01, 05, 10 Mariel Tahiraj: violino in 02, 06, 07 Cesare Chiodo: basso in 03, 04, 06 Francesco Chimenti: cori, violoncello in 06, 07, 08, ispirazione di 07, chitarra acustica in 09 Giovanni Dall’Orto: basso in 10 e 11 Spinella Dell’Avanzato: cori in 04 e 10, flauto traverso in 08 Valentina Cidda: voce in 02 Giovanna Strivieri: voce e cori in 11 Manuel Schicchi: chitarra acustica in 01 Matteo Badii: tromba in 03 Nicola Alesini: sax in 06 Igor Cardeti, Gabriele Polverini, Francesco Prosperi, Damiano Salis, Lorenzo Salvini: cori