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Rosalia De Souza

Tempo

Strane storie quelle che a volte la musica riesce a raccontare: c’è chi sogna, per anni, di partire per terre lontane, esotiche, in cui raccogliere sensazioni e suggestioni per poi trasformarle in musica, oppure per andare quasi ad abbeverarsi presso culture differenti ed ampliare il proprio bagaglio culturale, di cui la musica è parte integrante. E poi c’è chi, invece, in queste terre ci nasce proprio, ne assorbe l’essenza fin da ragazzino, e ad un certo punto decide di partire. Questa è, in estrema sintesi, la vicenda umana di Rosalia de Souza, nata a Rio De Janeiro nel quartiere di Nilopolis, famoso per la scuola di samba Beija-Flor, e che a ventidue anni decide di attraversare l’oceano e di venire in Italia, dove studia teoria musicale, percussioni cubane, canto jazz e storia del jazz alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma. Da questo innesto fra animo sudamericano e studi in Italia nasce una carriera davvero brillante, che la porta letteralmente a girare il mondo, mantenendo però l’Italia come luogo elettivo di vita. E con tanti musicisti italiani Rosalia si trova a collaborare nell’arco di trent’anni di carriera, modificando attraverso una continua ricerca ed un continuo scambio di esperienze il proprio approccio alla musica del suo paese, con particolare predilezione per la bossa.


Tempo è il suo ultimo lavoro, all’interno del quale la parola chiave, per capirne la genesi e lo sviluppo, è “rilettura”; e ciò non vale solo per il brano O que serà di Chico Buarque, arrangiato dal pianista Umberto Petrin, che viene davvero fortemente personalizzato dal punto di vista interpretativo: la De Souza riprende si un repertorio brasiliano ma lo rilegge attraverso l’esperienza maturata in questi anni, offrendone un’interpretazione vivace, vibrante ma non, diciamo così, consueta. C’è, di fortemente brasiliano, il senso della “saudade”, e questo si percepisce sin dall’intro strumentale del primo brano, Io e te, brano in cui, fra le altre cose, ad una parte strumentale soft di ispirazione brasiliana ma con forti innervature jazz e fusion, fa da contraltare un cantato “parlato”, sicuramente inusuale nella tradizione sudamericana.

Sono passati ben nove anni dalla sua precedente uscita discografica, nove anni di musica in cui si sono accumulate esperienze fra cui, fondamentale, il recupero di una tradizione brasiliana messa in ombra, in un certo senso, dalla numerose produzioni mainstream che hanno davvero modificato, in buona parte, la percezione di quell’area musicale da parte degli ascoltatori, soprattutto quelli esterni ad essa. Antonio de Luise, Aldo Vigorito, Sandro Deidda e Dario Congedo sono gli “strumenti” attraverso i quali Rosalia De Souza ha rivisitato la tradizione del suo paese, e lo ha fatto fidandosi, e lasciando loro lo spazio per aiutarla ad immaginare, ex-novo, una memoria così dilatata nel tempo. Aver condiviso con questi musicisti, che da anni la accompagnano, questo percorso, ed aver inserito nell’organico il pianista Umberto Petrin, riferendosi al quale l’artista brasiliana afferma, in un’intervista: “Il suo piano mi ha «bucato» il petto! Principalmente per il ruolo di compositore delle musiche per i miei testi. Lui è stato il più grande regalo che mi potevano fare”, è stato una sorta di viaggio di riscoperta: lo scambio, artistico ed umano, ha prodotto le undici tracce di questo lavoro, che non è solo un album “brasiliano”, ma interpreta davvero un concetto di world music, di ispirazione sì sudamericana, ma di assai più ampio respiro, e che tiene conto delle tante ispirazioni colte  in giro per il mondo.

Foto di Damiano Malorzo

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Gianni Barone, Peppino Ciraci, Daniele Chiarello
  • Anno: 2018
  • Durata: 42:40
  • Etichetta: Nau Music Company

Elenco delle tracce

01. Io e te
02. Nao tem mais carnaval
03. La città del nulla
04. So para voce
05. O que serà
06. Quantos anos
07. A tela
08. Vivi in me
09. Chovendo no molhado
10. Como um dia
11. Tropical

Brani migliori

  1. Io e te
  2. So para voce
  3. A tela

Musicisti

Rosalia De Souza: vocals  -  Antonio De Luise: piano  -  Sandro Deidda: flute, tenor saxophone, piccolo  -  Aldo Vigorito: double bass  -  Dario Congedo: drums  -  Umberto Petrin: pia