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Isproject

The Archinauts

Prendere in considerazione elementi, ma soprattutto suggestioni, appartenenti all’architettura ed alla fotografia, relazionarli con la poesia e tradurre il tutto in musica: questo, in estrema sintesi, il percorso che vede protagonisti due giovanissimi musicisti pugliesi, Ivan Santovito ed Ilenia Salvemini, i quali da poco più di tre anni hanno dato vita ad un progetto musicale chiamandolo Isproject ( Is… le loro iniziali, forse…), e lo hanno fatto, diciamo così, “complicandosi la vita”. The Archinauts, il loro lavoro di esordio, è quanto di più lontano dal mainstream e soprattutto quanto di più differente dal pop abbastanza “dozzinale” realizzato da molti loro coetanei, ma è invece una sfida assai più avvincente e, per certi versi, rischiosa.

Che la musica progressive stia attraversando un periodo, ormai più che decennale, di grande ritorno e di notevole interesse, anche da parte di un pubblico più vasto di quello degli appassionati di stretta osservanza, è un dato di fatto inconfutabile; che, all’interno di questo fenomeno, ci siano giovani artisti desiderosi di raccogliere la sfida e di cimentarsi con proposte nuove, originali e, per certi versi, innovative, è decisamente molto meno scontato. Avere una storia alle spalle, in questo ambito, aiuta sicuramente parecchio, mentre doversela creare ex-novo richiede, non solo idee e capacità, ma anche un pizzico di incoscienza. Realizzare una serie di brani che invitino al viaggio, al sogno, che stimolino l’immaginazione, che catturino l’attenzione e che trasportino l’ascoltatore in dimensioni più eteree e meno “dirette” è, già di per sè, un’operazione che non presenta poche difficoltà: ancora più complesso è, soprattutto di questi tempi, “scovare” un pubblico disposto a lasciarsi trasportare all’interno di questo viaggio, mentale, spirituale ed emotivo. 

L’album, o meglio il concept album, si sviluppa dunque attraverso differenti dimensioni: in primis i brani, ricchi di passaggi strumentali, a cui si affiancano i videoclip, curati con la medesima attenzione, ed ancora le immagini del booklet ed i testi, densi ma anche musicalmente coerenti con le tracce musicali; una multidimensionalità che rappresenta il tentativo di catturare l’attenzione dell’ascoltatore attraverso sollecitazioni differenti ma, decisamente, strettamente legate l’una all’altra.

Il risultato è un album sognante, che esprime una musica sospesa nel tempo e nello spazio, all’interno della quale il lavoro dei musicisti chiamati a collaborare con il giovani duo, la Z-Band (Giovanni Pastorino, Simone Amodeo, Paolo Tixi e Martin Grice) ed il bassista Andrea Bottaro, non lesinano affatto nel trasformare in sequenze musicali le idee su cui si basa il lavoro.

Progetti come questo, in un certo senso, “nutrono l’anima”, prima ancora di sollecitare l’udito e questo perché, pur essendo privi di quelle, per certi versi, ampollosità, di cui il prog ha spesso sofferto, non sono immediati, non sfiorano l’interesse per poi scivolare via, ma penetrano sottopelle, richiedendo perciò attenzione ed una certa dedizione, e solo allora sviluppano la loro forza visionaria. Che una band così giovane decida quindi di intraprendere un percorso di questo tipo è, già di per sé, una notizia: che lo faccia con idee chiare, capacità tecniche e forza espressiva, senza scivolare nel banale/già sentito o nella sequenza di riff “acchiappaorecchi” è, non solo un fatto molto positivo, ma il segnale che, probabilmente, l’idea di costruire musica, invece di “metterla insieme e buttarla lì” per vedere che effetto fa, sta facendo breccia anche fra coloro che si presentano, da esordienti, nell’arena musicale odierna. E questo tipo di percorsi artistici va, non solo salutato con una certa speranza, ma soprattutto sostenuto e fatto conoscere.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Fabio Zuffanti, Roberto “Robbo” Vigo, Luca “Nash” Nasciuti
  • Anno: 2017
  • Durata: 50:03
  • Etichetta: AMS Records/BTF

Elenco delle tracce

01. Ouverture
02. The Architect
03. Mangialuce
04. The city and the sky
05. Lovers in the dream
06. The mountain of hope
07. Between the light and the stone

Brani migliori

  1. The Architect
  2. The city and the sky
  3. Between the light and the stone

Musicisti

Ivan Santovito: voices  -  Ilenia Salvemini: voices  -  Giovanni Pastorino: keyboards, programming  -  Simone Amodeo: guitars  -  Andrea Bottaro: bass guitar  - Paolo Tixi: drums  -  Martin Grice: flutes, saxophones