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Dante Roberto

The Circle

Docente al Conservatorio Paisiello di Taranto, musicista, compositore, concertista, autore di testi di didattica musicale, insomma una carriera votata indubbiamente alla musica classica ma, e non certo casualmente, innamorato del progressive, appassionato e curioso indagatore dei rapporti esistenti fra musica classica e musica rock; la vicenda artistica di Dante Roberto, però, non si ferma certamente qui, e neppure ad una quantomeno comprensibile vicinanza con il prog degli anni ’70. Il pianista pugliese va decisamente oltre, non negando fra l’altro una profonda fascinazione nei confronti del cosiddetto prog-metal, cosicchè il panorama dei suoi interessi musicali si muove da Keith Emerson a Jordan Rudess, dagli E.L&P ai Dream Theater transitando attraverso il jazz e la fusion di Chick Corea.

La musica, dunque, considerata come concetto in continua evoluzione, un’evoluzione appunto di tipo “progressivo”, ovvero dettata dalla volontà di andare sempre oltre gli schemi esistenti, di indagare, di sperimentare, di vedere, parafrasando Jannacci, l’effetto che fa. Dal prog più “classico” ha desunto lo schema utilizzato per realizzare The Circle, ovvero quello del concept-album basato sullo sviluppo del concetto di tempo, sul prima e sul dopo e sulle influenze reciproche: il viaggio, nato in realtà in maniera unidirezionale, si è via via trasformato in una sequenza continua in cui coesistono nascite e rinascite, ed in cui al tempo, diciamo così, “lineare” si è sostituito il tempo, appunto, “circolare”. Anche strumentalmente questo lavoro risente, in maniera chiara, di quanto l’artista ha assorbito nel tempo non solo durante la propria attività di musicista, ma anche nel ruolo di ascoltatore: un power trio tastiere/basso/batteria, a cui si uniscono tre chitarristi che offrono, ognuno in maniera differente, il loro contributo nel caratterizzare i sette brani che compongono l’album che, fra l’altro, segna il debutto di Roberto oltre i confini della musica classica.

Il trittico iniziale, Dante Suite: Preludio; Processionale; Speedy è ragionevolmente la summa di questa attitudine in cui musica classica e prog/prog-metal in effetti si mescolano ma non si confondono mai, e riescono ad essere omogenei pur non perdendo le proprie peculiarità. Contrariamente ad altri musicisti, ad esempio Malmsteen, che realizzano brani di ispirazione classicheggiante utilizzando approcci strumentali di ispirazione metal, i brani contenuti in The Circle hanno caratteristiche ben precise: i passaggi classici vengono resi, in quanto tali, con timbriche e scelte sonore coerenti, quelli più vicini alla fusion si giovano di un approccio strumentale che si rifà al periodo ‘80/’90, mentre quando ci si sposta verso il prog-metal tecnica e scelta dei suoni sono in linea con gli stilemi tipici del genere. Questo approccio sicuramente rigoroso e, se vogliamo, anche schematico, ottiene però il pregevole risultato di non impastare ed “omogeneizzare” i brani, ma fa si che ognuno di essi abbia una personalità precisa ed un sound inconfondibile.

La facilità e l’agilità con cui la band, assemblata dal pianista e tastierista tarantino, si muove attraverso generi non sempre limitrofi fra loro (esemplare è la scioltezza con cui affrontano un brano come Funky disco, teoricamente fuori contesto, ma in realtà capace di legarsi assai bene con i passaggi più fusion…), e la capacità di modificare l’approccio anche all’interno del medesimo brano, la dice lunga sul fatto che, quella per il prog, il prog-metal, e la fusion, sia molto più che una passione epidermica: ci sono uno studio meticoloso, un’attenzione ai dettagli, la capacità di costruire brani, anche di notevole durata, il tutto con una competenza ed una creatività davvero sorprendenti. All’interno di questo lavoro si trovano suggestioni armoniche, melodiche e strumentali assai stimolanti, e per palati fini; ma soprattutto ci si trova di fronte ad un lavoro vero, vissuto, non ad un esercizio di stile o di tecnica fini a se stessi, ma ad un vero e proprio tuffo, non tanto nel passato, quanto in quello che è stato finora lo sviluppo di un genere musicale le cui sfaccettature, possibilità, e possibili evoluzioni, sono ben lungi dall’essere state esplorate completamente. Roberto aggiunge un notevole tassello, ma la strada è, ragionevolmente, ancora lunghissima…


 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Dante Roberto, Antonio Parisi, Marco Rollo, Giuseppe Di Gioia
  • Anno: 2017
  • Durata: 42:59
  • Etichetta: Autoprodotto/Btf

Elenco delle tracce

01. Dante Suite: Preludio; Processionale; Speedy
02. All change
03. Tra fuoco e fiamme
04. Open your heart
05. Lisea
06. Funky disco
07. Toccata

Brani migliori

  1. Dante Suite
  2. Tra fuoco e fiamme
  3. Funky disco

Musicisti

Dante Roberto: piano, keyboards  -  Salvatore Amati: bass -  Alessandro Napolitano: drums, percussions  -  Luca Nappo: guitars  -  Salvatore Russo: guitars  -  Alex Milella: guitars