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Alpe Lusentino, Domodossola - 21 agosto 2021 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5 ...

De Mattia – Maier – Kaučič

The Jazz Hram Suite

Disco generosissimo, poco meno di un’ora e venti, del resto con le cinque parti della suite omonima svarianti fra i nove e i ventitre minuti, e il solo Intermezzo che non raggiunge i due. Eppure… Eppure la musica corre veloce, accogliente, ricca, grazie alla consuetudine dei tre coéqupiers con l’improvvisazione senza rete (nello specifico parliamo di un live sloveno del gennaio scorso), alla loro intelligenza globale di musicisti e al bellissimo impasto timbrico generato dai tre strumenti.

Già l’avvio è quanto mai promettente, libero e vitale, con un superbo De Mattia al flauto basso e un sempre esemplare Zlatko a sprigionare suoni, colori e dinamiche mai banali dal suo opulento drumset. L’ampia varietà di tracciati è una delle carte vincenti del lavoro, elemento del resto indispensabile nel momento in cui si trovino a interagire tre soli strumenti (in realtà sono ben di più, ma le famiglie sono appunto tre), come ci conferma prontamente la seconda parte della suite, al cui centro sta un sontuoso assolo archettato di Giovanni Maier (con gli altri due che non stanno certo con le mani in mano).

Un notevole duetto basso/batteria occupa invece il cuore del terzo segmento, col flauto che si unisce poco dopo nel segno di un’estrema fluidità (del resto tipica di De Mattia) di marca free che riporta alla mente certe sgroppate di un Sam Rivers (la cui formazione-base, del resto, è sempre stata proprio il trio con basso e batteria). Dopo il multiflautistico (ottavino compreso) Intermezzo, si giunge all’episodio più ampio del cd (poco meno di ventitre minuti, come si diceva), che parte pacato, ma con all’interno un serpeggiare di tribalità che dapprima si annusa appena, e poi si fa invece via via sempre più esplicito, fino al crescendo finale. E anche qui si fanno largo umori riversiani, non senza qualche digressione di marca dolphyana.

La quinta e conclusiva parte della suite si apre infine nel segno della vocalità sofficemente naïve di Kaučič (dovrebbe essere lui, benché non indicato), proseguendo col consueto, magistrale lavoro dei ritmi (chiamiamoli così) sul cui tappeto il flauto si distende con estrema felicità (e facilità), fino all’epilogo, di un neocamerismo quasi astratto. Disco per intenditori, quindi, ma più in generale adatto a chiunque volesse capire quanto l’avanguardia possa essere avvincente e comunicativa.     

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Giovanni Maier
  • Anno: 2011
  • Durata: 79:23
  • Etichetta: Palomar

Elenco delle tracce

01. Part 1

02. Part 2

03. Part 3

04. Intermezzo

05. Part 4

06. Part 5

Brani migliori

  1. Part 1
  2. Part 3
  3. Part 4

Musicisti

Massimo De Mattia: flauti, ottavino Giovanni Maier: contrabbasso Zlatko Kaučič: percussioni, voce