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Alessandro Lepore

The Long Silence

Album colto e raffinato, ma nello stesso tempo rude e coinvolgente questo The Long Silence di Alessandro Lepore, polistrumentista di matrice flokblues. Sono passati parecchi anni dall’ultimo lavoro di inediti, 24/7 Twentyfourseven, ma questo non significa che Lepore sia stato fermo, anzi. Nel mezzo live, cambi di città, nuove collaborazioni e anche la vittoria de L’Artista che non c’era (sezione Internazionale) nella finale al CPM di Milano nel 2014, il concorso organizzato dalla testata L’Isola che non c’era. Ed ora eccolo qui, deciso più che mai ad imbracciare la sua chitarra e a farci ascoltare un pugno di canzoni racchiuse in un’emblematico titolo, The Long Silence. ‘Un lungo silenzio’, come ci scherza su lui stesso, un ritardo che potrebbe sembrare un eternità per un artista, ma come dicevamo la mancanza di un prodotto “discografico” fisico non gli ha impedito di plasmare e affinare la sua arte di performer e ‘songwriter’ (termine che preferisce a cantautore).”The Long Silence è un progetto che ha occupato gli ultimi due anni della mia vita, l'ho prodotto e registrato, ed ho suonato praticamente tutti gli strumenti, fatta eccezione della pedal steel guitar, suonata dallo straordinario Roby Colella.”

Un lavoro quindi curato, specie nei testi e nella ricerca del suono che più lo rappresenta e possiamo dire che l’attesa viene ricompensata con dieci brani di forte impatto. Fin dalla prima traccia, l’intensa So Alone And Missin’ Home, dove si percepisce immediatamente in che territorio musicale ci si trova : ballate cantautorali metropolitane, blues abrasivi e folk elettrico, in un sincero atto d’amore verso l’american music, quella musica straordinaria in cui le mille tradizioni popolari statunitensi si fondono armoniosamente insieme. Difficile trovare qualcosa che non seduca nell’essenzialità delle dieci tracce: dalla già citata So Alone And Missin’ Home alla (splendida) chiusura con Wrong Side Of The Road, e nel mezzo pagine musicali dove ogni cosa è calibrata, dall’armonia dei suoni  (per lo più acustici) alla padronanza con cui Lepore usa la voce, che stupisce oltre che per la profonda intensità anche per la padronanza di un cantato in inglese veramente valido (complice alcuni anni passati negli States a suonare in solo o con “colleghi” bluesman). E poi ci troviamo anche una certa dose di malinconia, di luci e ombre, un po’ di necessaria disperazione che alla fin fine umanizza e rende più sottile lo spazio tra chi suona e chi ascolta, aggiungendo un che di poetico al progetto nel suo complesso. Un disco di frontiera per questi tempi di “italian style” che di italiano ha sempre meno, così come di stile, capace solo di inseguire un mainstream che vira ogni produzione al pop, appiattendo tutto e (quasi) tutti. Lepore non ci consegna nulla di innovativo, sia chiaro, ma dieci racconti dal taglio aspro e nevrotico, un viaggio diretto sulle polverose blu highways alla ricerca degli ultimi sogni disponibili. Il tutto mediato da un profondo e sincero rispetto per la nostra storia più cantautorale. The Long Silence è un lavoro da cercare ed amare perché la musica di cui è permeato è pura, artigianale, rassicurante anche nei suoi luoghi comuni. Canzoni da vivere con intimità per scoprire che siamo ancora capaci di emozionarci.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Alessandro Lepore
  • Anno: 2018
  • Etichetta: Autoprodotto / IRD

Elenco delle tracce

01. So Alone And Missin’ Home
02. Come Home To You
03. Broken Soul
04. Marry Him In june
05. Weary Man
06. So Gone
07. Lazy Days
08. You
09. The Long Silence
10. Wrong Side Of The Road

Brani migliori

  1. So Alone And Missin’ Home
  2. Broken Soul
  3. The Long Silence

Musicisti

Alessandro Lepore (voce, chitarre, percussioni, batteria, basso, tastiere, armonica)  -  Roby Colella (pedal steel guitar)