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Niccolò Fabi

Tradizione e Tradimento

Raccontare un disco a chi legge non è mai una cosa semplice, specie quando devi recensire l’album di un artista che da venticinque anni regala bellezza attraverso la musica. Viene in aiuto il ricordo della conferenza stampa di due mesi fa, quando lo stesso Niccolò Fabi offrì spunti di riflessione e condivisione sui nove pezzi che compongono Tradizione e Tradimento, il suo nuovo album. Lo spazio Eventi di Feltrinelli Milano, affollato di persone, si è rivelato occasione di un incontro/racconto con un pubblico che segue Fabi sempre con interesse e partecipazione, come dimostra l’attenzione riservata ai due brani scelti per il lancio, Io sono l’altro e Scotta, che avevano fatto pregustare quanto di buono poi l’album ha confermato.

Dopo l'attimo perfetto, cristallizzato e sospeso della raccolta Una somma di piccole cose (vincitore della Targa Tenco 2016 come ‘Album dell'anno’), per certi versi “irripetibile”, come afferma il Nostro, il momento successivo può generare un senso di smarrimento; mettere in discussione il percorso musicale fin lì compiuto, avvertire il bisogno di andare oltre, ok, ma come? E decidere e “riconoscere quale sia la (sua) metà del campo”, (Tradizione e Tradimento), il lato umano dell'artista si condivide con ciascuno di noi e ci appartiene nel sentirsi in bilico, come funamboli, sul filo della vita.

Ci accompagna nell’ascolto del disco l’osservazione della copertina e dei suoi colori: un blu declinante al verde si contrappone al rosso, come nella cromolitografia di Kolomon Moser ‘Ein dekorativer Fleck in Rot und Grün’ (Macchia decorativa in rosso e verde), che agli inizi del '900 sorprese non poco per quell'accostamento inusuale e azzardato operato dalla Secessione Viennese, un movimento culturale che rivoluzionava il concetto di pittura (tra gli esponenti più illustri anche Gustav Klimt ed Egon Schiele) e di arte in generale, una messe di incisioni e invenzioni decorative che fece scuola. Ma tornando alla nostra copertina, in questo caso i due colori hanno invece un altro significato e a spiegarlo è Fabi stesso, dicendo che la foto è parte di una serie di scatti effettuati durante un suo viaggio in Mozambico dove con un gruppo di amici - raggiungendo un faro posto in un luogo il cui paesaggio da lassù è oltremodo spettacolare – la sua attenzione si posò nel punto d'incontro tra il pavimento e la balaustra della balconata affacciata sull'Oceano. Un recente ciclone aveva prodotto sulla riva devastazione, lasciando ammutolito lo sguardo che da quel lato si posava ma, di contro, la sguardo di Niccolò fu rapito anche da quella cromia nata dal sole e dalla salsedine che avevano operato sul metallo e il legno di dove poggiava i piedi. E fotografò quell’insolita fascinazione. Un’ossidazione lenta e inesorabile aveva operato quel tipo di lavoro che solo il tempo sa fare, consumando i materiali, trasformandoli, creando improbabili cromie, rigonfiamenti e crateri, un ‘paesaggio’ sorprendente, lillipuzziano eppure potente e meraviglioso, capace di restituire un significato a ciò che è indicibile. La condizione dell'uomo è quella spesso di ergersi innanzi a ciò che è ineffabile, perché non può cominciare a vivere prima di sapere a quale senso della vita ancorarsi, proprio lì sul confine, nella giustapposizione di elementi, come spesso accade di emozioni, sentimenti, idee e direzioni, in quell'incontro inaspettato, è possibile in un guizzo avvertire il movimento, la necessità di un cambiamento, il cambio di prospettiva. Quel che resta di quel viaggio non è ordinario ed è testimonianza di un andare, di un guardare che certo è oltre il manifesto, è una Bellezza che si scopre nell'inatteso, talvolta nell'inattuale, ogni volta che ci si “allontana da qualcosa e avvicinando(si)a qualcos'altro/ avvicinando(si) a qualcuno e allontanando(si) da qualcun altro”, (Amori con le ali).

L'urgenza di rompere uno schema, il confronto con i propri limiti, quel senso di correre sul posto, ed “è tutta una salita fino a sera” (I giorni dello smarrimento), l'interesse verso la musica elettronica richiede il tempo di un incontro, con qualcosa che è altro da sé come proprio gusto e inclinazione musicale. Allentare e dilatare il tempo per riflettersi, “muto dentro i suoi richiami/ poi con cura ci siamo aperti come libri/ aiutandoci a ricordare i nomi di quelli che eravamo” (Nel blu). L'ascolto di questa manciata di canzoni conduce a interrogarsi sui contorni dell'ora, niente affatto scontati; chitarre acustiche scivolano verso l'arpeggiare di un synth, creando onde concentriche e ipnotiche come in Scotta che, nel video, tendono verso il suono a distesa delle campane, come fosse un magnete capace non solo di attrarre ma anche di restituire sonorità rinnovate, un modo per tradurre l'empatia. Quest'ultima, scrive il Nostro sul suo sito facebook, in  “un’espressione ‘In Lak’ech’, nella cultura Maya non è solo un saluto ma una visione della vita. Può essere tradotta come “io sono un altro te” o “tu sei un altro me” (…) Conoscere e praticare i punti di vista degli altri è una grammatica esistenziale, come riuscire ad indossare i loro vestiti, perché sono stati o saranno i nostri in un altro tempo della vita”. L'apertura a “ogni scelta o posizione che non si comprende” (Io sono l'altro), implica l'infrangere lo specchio della nostra riflessività e sempre più spesso autoreferenzialità, e andare in profondità, inseguire con pazienza, cercare di comprendere quello che l'altro è, smettendo di pensare di non essere all'altezza delle sue aspettative.

Riconosciamo Niccolò Fabi in quella sua scrittura sensibile e partecipe nel descrivere i paesaggi dell'animo umano e in quella ricerca costante di evolversi, che avviene ogni qualvolta si comprende che siamo nei crocevia, nelle commistioni e negli incontri, voluti o fortuiti che siano, quando si accendono scintille impreviste e potenti che si aprono a cammini impegnativi e intensi, capaci di portare più lontano rispetto a quelli intrapresi in solitudine. Scritto e registrato tra Roma e Ibiza, “Tradizione e tradimento” è il risultato di un lavoro corale che vede alla produzione artistica Niccolò Fabi insieme a Roberto Angelini e Pier Cortese, amici di lunga data e compagni di viaggio e di palco e, responsabile della svolta digitale del suono, una corrente fredda in un mare caldo, la collaborazione, dal suo studio di Ibiza, con Costanza Francavilla, musicista e produttrice romana, in particolare in Amori con le ali, Nel blu, A prescindere da me.

“Così ci siamo alzati contro il vento
e in pochi passi eravamo fino al bordo
con il coraggio che da soli non avremmo mai trovato
tu mi hai sorriso e io ho sentito di essere pronto
così il peso si è lasciato andare avanti
e i talloni si sono alzati dalla terra
tu avevi paura, io forse un po' di più
ma l'attimo dopo in un salto noi eravamo insieme, nel blu”
(Nel blu)

Nell'immaginario dell'artista, il nucleo della sua visione e costruzione del momento live sarà rappresentato nel tranquillizzare e sconvolgere il pubblico spettatore, togliendo alcune “ritualità” che sono proprie del concerto;  Roberto Angelini e Alberto Bianco, collaboratori storici,  saranno al centro del palco, per creare insieme un ponte con “Una somma di piccole cose”, Pier Cortese e Fabio Rondanini rappresenteranno invece il desiderio di pungolare chi verrà ad ascoltarlo, rendendolo attivo e reattivo: “una memoria e una prospettiva a prescindere dal tempo” (A prescindere da me).

Il tour di Niccolò Fabi, prodotto e organizzato da ‘Magellano Concerti’ e ‘Ovest’, è iniziato in Italia il 27 novembre a Cascina (PI) presso La città del teatro e prosegue fino alla fine di gennaio 2020, concludendosi a Parma al Teatro Regio. Biglietti già esauriti per diverse date tra cui Ravenna, Milano, Vicenza, Torino, Firenze e Palermo. Il cantautore romano ripartirà poi in Aprile 2020 questa volta scegliendo molti club Europei, tra cui Lugano, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi, Zurigo, Barcellona, Madrid e Lisbona.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Roberto Angelini, Pier Cortese, Niccolò Fabi, Costanza Francavilla (per A prescindere da me, Amori con le ali, Nel blu)
  • Anno: 2019
  • Durata: 37:27
  • Etichetta: Universal Music Italia

Elenco delle tracce

01. Scotta

02. A prescindere da me

03. Amori con le ali

04. Io sono l’altro

05. I giorni dello smarrimento

06. Nel blu

07. Prima della tempesta

08. Migrazioni

09. Tradizione e tradimento 

Brani migliori

  1. Scotta
  2. Amori con le ali
  3. Io sono l'altro

Musicisti

Niccolò Fabi (voce, pianoforte, basso, chitarra acustica)  -  Pier Cortese (sintetizzatori, iPad, chitarra classica, chitarra acustica, voce)  -  Roberto Angelini (chitarra slide, chitarra acustica, chitarra elettrica, pedal steel, programmazione elettronica, voce)  -  Daniele Rossi (sintetizzatori, piano, programmazione elettronica)  -  Fabio Rondanini (batteria)  -  Costanza Francavilla (sintetizzatori, drums machines, programmazione elettronica, voci)  -  Stefano Cabrera (violoncelli)  -  Yakamoto Kotzuga (programmazione elettronica)  -  Max Dedo (duduk, tromba, trombone, flicorno)