ultime notizie

Nuovo singolo de La Scelta, un ...

  Dopo due anni d’attesa dal loro ultimo lavoro, lo splendido Colore Alieno, ritorna il gruppo La Scelta, una delle formazioni più interessanti del nostro panorama musicale. Le aspettative erano ...

Superdownhome

Twenty-four days

L’Isola che non c’era ha già parlato di Enrico Sauda, cavallo di razza della musica bresciana, artefice di vari progetti che spaziano dal rock al blues alla canzone d’autore, capace di cantare in italiano e in inglese con grande dimestichezza. Senza dubbio una mente fervida, che dopo diversi tentativi (tutti interessanti) con questo suo ultimo progetto dei Superdownhome pare aver centrato l’obiettivo.

Si tratta di un duo, che nasce dall’incontro tra Henry Sauda, chitarrista e cantante già Grenny Says e The Scotch, oltre che solista col disco Stupore, e il batterista Beppe Facchetti, dalla solida e qualificata esperienza con diverse formazioni (Elizabeth Lee’s Cozmic Mojo, Louisiana RedRudy Rotta, e Slick Steve & The Gangsters). La formula del duo non è mai facile ed è gestibile solo se si ha una solida base musicale, che è proprio quello che non manca ai Superdownhome, abilissimi musicalmente nonché dotati di cultura musicale sconfinata. L’idea nasce circa due anni fa traendo ispirazione da un paio di musicisti bravissimi anche se poco conosciuti in Italia come Seasick Steve e Scott H. Biram. Questo si manifesta non solo nel sound ma anche nella scelta degli strumenti, con Henry Sauda che inserisce nella sua strumentazione la cigar box, il diddley bow e la lap steel guitar mentre Beppe Facchetti viaggia con cassa e rullante, low-boy e crash. Dopo un periodo di rodaggio, di prove e di consigli per mettere bene a fuoco il progetto, nell’aprile del 2017 esce il primo EP eponimo. Questo lavoro è anche lo spunto per cominciare a macinare concerti e a farsi conoscere nel circuito dei festival estivi. Le risposte live sono positive e convincono sempre di più i Superdownhome che la formula del duo rural blues, con influenze punk e rock funziona alla grande. Cominciano a girare su You Tube i primi video che sono molto cliccati, ulteriore conferma che piacciono. Tornano così in sala di incisione per registrare l’album Twenty-four days, che esce nel 2018 con marchio Slang Records e in digitale per Warner.

Un disco breve ma dall’impatto travolgente, che non concede un attimo di respiro durante i suoi trentacinque minuti di durata. I Superdownhome non sono un semplice duo ma sono un’autentica band, e ascoltando l’album se ne ha la prova. Apre la title track, Twenty-four days, puro blues, secco e diretto come nella miglior tradizione e con un riff malandrino, tra lap steel guitar e la voce ambrata di Henry Sauda. Un brano che apre splendidamente il disco, contenente tre cover e sette brani originali. La prima cover arriva subito dopo, Stop breaking down blues di Robert Johnson, interpretata con grande grinta dai due e con la partecipazione straordinaria di Popa Chubby, estimatore dei due artisti ai quali ha chiesto di aprire alcune date del suo tour italiano dello scorso anno. Grande pezzo è anche Over you, tra chitarre che volteggiano e tastiere (di Marco Franzoni) che regalano un senso di post punk. Il materiale del disco è tutto prezioso, la compattezza del suono è strepitosa ed è frutto dell’intesa e dell’affiatamento dei due. A volte i due rallentano, come se volessero preparare il terreno per scatti successivi e improvvisi. Oppure deviano verso il boogie prima di ripartire con il drumming incalzante di Beppe Facchetti, come nel brano Long time blues (anche questo con la partecipazione di Popa Chubby). Down in Mississippi è il classico di J.B.Lanoier, che i Superdownhome riescono a personalizzare in maniera brillante con la voce di Sauda assolutamente al centro del pezzo. La successiva Kick out the jams dei proto punk MC5 è autentico garage rock, e viaggia in corsia di sorpasso senza alcuna remora.  Chiude la dolce Goodbye girl, una ballad che scivola via morbida e lascia in bocca il sapore di un lavoro dal suono originale, fresco e con uno slancio internazionale.  

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Produzione artistica: Superdownhome
  • Anno: 2018
  • Durata: 35:01
  • Etichetta: Slang records

Elenco delle tracce

01. Twenty-four days
02. Stop breaking down blues  
03. Over you
04. Nobody knows
05. Disabuse boogie
06. Long time blues
07. Down in Mississippi  
08. Bad nature
09. Kick out the jams (MC5)
10. Goodbye girl

Brani migliori

  1. Twenty-four days
  2. Over you
  3. Kick out the jams

Musicisti

Henry Sauda: vocals, guitar, cigar box, diddley bow, lap steel guitar - Beppe Facchetti: backing vocals, drums, low-boy, crash - Popa Chobby: electric guitar on Stop breaking down blues and Long time blues - Ronnie Amighetti: backing vocals - Marco Franzoni: backing vocals, additional keys & guitars