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Max Dedo

Un posto vero

Una fuga dalla realtà stereotipata alla ricerca di un luogo migliore

"Cerco soluzioni per andare via da qui/ non riesco neanche più a sognare…" (Un posto vero).

Più che un viaggio, è una fuga. Anzi, un tentativo di fuga, pensato, desiderato, progettato con scrupolo nei particolari, che grazie alla musica si fa concreto. Il terzo album solista di Massimo De Domenico, polistrumentista eclettico e dal 2014 anche cantautore, noto al pubblico come Max Dedo, o semplicemente Dedo, è un vagabondare cosciente alla ricerca di un’uscita di sicurezza, di una spiaggia incontaminata, di un’ancora di salvezza.

Un posto vero, anticipato dal singolo Inverno maledetto nel cui video recitano Max Gazzè e Asia Argento in un’atmosfera pulp che capovolge il significato di un’apparente romantica ballata “alla Julio Iglesias” (qui il video) , è composto da 11 tracce piuttosto variegate per sonorità che evocano differenti colori, odori, costumi, voci e stati d’animo. È un bel caleidoscopio di situazioni, tra l’onirico, l’ironico e il tragicamente reale, che ci rapiscono per condurci alla ricerca, a nostra volta, del luogo ideale dove – ognuno secondo le proprie esigenze o ambizioni – si possa stare meglio.

Cerco un posto vero/dove le illusioni sono brevi e fragili/ e senza odore di miracoli/e di persone che idolatrano l’immagine” (sempre citando il brano che dà il titolo all’album).

Il disco si apre con un brano effervescente proprio come un’aspirina, dato che si parla, in chiave elettronica, di precauzioni farmacologiche in caso di ipotetica partenza, Ipocondria asintomatica, uno di quei brani in cui la melodia ti cattura e non ti lascia più. Il tema del viaggio è quello che in fondo lega tutti i brani del disco, dal primo all’ultimo, e si trasforma anche in un viaggio musicale che intreccia ritmi e linguaggi differenti tra loro, legati ai “luoghi del cuore” del musicista: un viaggio nel Mediterraneo, che tocca le sponde del Nord Africa e della Spagna, partendo naturalmente dalla sua Sicilia. La canzone che dà il titolo all’album è appunto la chiave di ascolto dell’intero lavoro: Un posto vero non è solo un luogo reale da raggiungere, ma soprattutto una situazione dell’anima, un traguardo interiore, la liberazione dai falsi miti e dalla tecnologia prepotente e spesso fintamente necessaria che inquina la nostra vita. 

Max Dedo ha una formazione musicale classica e come trombonista nell’Orchestra Sinfonica della Rai ha accompagnato sul palco di Sanremo, e non solo, artisti di calibro internazionale come Sting, James Taylor, Michael Boublè e Caetano Veloso, per citarne solo alcuni. Inevitabile quindi per lui avere un modo di vivere la musica ampio e non legato ad un unico stile. Come musicista pop ha inoltre alle spalle una lunga e prestigiosa carriera di collaborazioni con importanti artisti italiani tra cui Max Gazzè, Carmen Consoli, Elio, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Nicola Piovani, i Nomadi, Cristiano De André e la Bandabardò. Alcuni di questi amici e colleghi li ritroviamo anche nell’album, perfettamente a loro agio e naturalmente in grande sintonia con Dedo. Grazie quindi anche alla collaborazione con i musicisti legati ad Astralmusic, nasce nel 2018 il progetto di questo terzo lavoro da solista, distribuito Universal. Tutti i brani del disco sono scritti da Max Dedo con i suoi collaboratori storici: Puccio Panettieri, Matteo Pezzolet e Nicola Costa.

Tra gli episodi particolarmente riusciti ed interessanti dell’album segnaliamo i brani: Non ne posso più e ‘O piscaturi. Nel primo, la voce di Max Gazzè alternata a quella di Dedo si sposa in modo perfetto con i sintetizzatori dando vita a un piacevolissimo “tormentone” che, attraverso un’accurata ricerca del “suono” della parola, ci porta a riflettere sulle nostre abitudini, sull’eccesso di regole, sui pensieri stabiliti dai luoghi comuni che ci impediscono di approdare veramente ad una nostra reale e cosciente visione del mondo. “E quindi non ne posso più/ dei tuoi discorsi cosmogonici/ delle tue urla cacofoniche/ e delle uova biodinamiche./ E non ne posso proprio più/ delle vacanze senza musica/ di affermazioni anapodittiche/ persino dei dodecafonici.”

Nell’altro brano, dal significato più forte e purtroppo di sconcertante attualità, il dialogo in dialetto siciliano con Carmen Consoli assume colori intensi e grande espressività. Qui, un Dedo pescatore dialoga con la consorte intorno al destino dei “cristiani” fuggiti dalla fame e morti in mezzo al mare. Un grido di dolore e insieme un atto d’accusa quasi urlato a due voci (l’ultima strofa è in italiano): “mentre tutti quanti sono concentrati/ a fare i conti con l’Europa e con i folli capi” per ribadire sul finale: “e intanto il mare è rosso e sporco delle loro mani.”

Molto interessante è anche la presenza della voce profonda e colorita del polistrumentista e cantante cubano Ramon Josè Caraballo, anima latina che duetta nella propria lingua con la voce quasi sintetizzata di Dedo, in Agli occhi della gente, brano elettronico e ritmato che gioca proprio sul divario tra il calore dei sentimenti e la realtà rigidamente asettica. E ancora, segnaliamo la presenza di Erriquez in due brani molto differenti fra loro: I papaveri di Monet, viaggio poetico e quasi onirico attraverso la natura dipinta dal celebre pittore impressionista, e il pezzo che chiude l’album, Otto di Catania, interamente recitato dal leader della Bandabardò su una musica circense nostalgica in cui i fiati la fanno da padrone.

È un lavoro ricco, questo di Max Dedo, intenso e dalle mille sfaccettature; un album apparentemente “leggero e orecchiabile” che ad ogni ascolto si fa più intrigante nel solleticare i nostri pensieri su temi affatto lievi, come l’ecologia (Terra non temere), i migranti (nella già citata ‘O piscaturi), gli affetti più cari (Dear Mama, brano in inglese dedicato alla madre), il pregiudizio e la necessità urgente di introspezione. Un album a tinte forti, ben riuscito, che non può lasciare indifferenti perché arriva nel profondo in modo diretto, schietto e senza mezzi termini.

 

Foto dal sito ufficiale

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Max Dedo
  • Anno: 2018
  • Durata: 38:00
  • Etichetta: Astralmusic

Elenco delle tracce

01. Ipocondria asintomatica
02. Un posto vero
03. Non ne posso più (feat. Max Gazzè)
04. Agli occhi della gente (feat. Ramon Caraballo)
05. I papaveri di Monet (feat. Erriquez)
06. Inverno maledetto
07. U piscaturi (feat. Carmen Consoli)
08. Ballata 432
09. Dear Mama
10. Terra non temere
11. Otto di Catania (feat. Erriquez)

Brani migliori

  1. Non ne posso più
  2. Agli occhi della gente
  3. U piscaturi

Musicisti

Max Dedo: trombone, chitarra acustica, basso, voce  -  Nicola Costa, Massim D’Arrigo: chitarra elettrica  -  Matteo Pezzolet, Andrea Rosatelli: basso  -  Cristiano Micalizzi, Puccio Panettieri: batteria  - Arnaldo Vacca: percussioni  -  Roberto Procaccini: hammond