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Robbè

Vecchie cicatrici

Vecchie cicatrici è l’album di debutto di Roberto Doto - in arte Robbè - pubblicato da Beta produzioni nel mese di settembre dello scorso anno e disponibile in formato fisico e su tutti i digital stores. Cantautore classe 1994, Robbè è nato a Deliceto (Foggia), un piccolo paese tra la Puglia e l’Irpinia, e dal 2013 vive e lavora a Bologna. Nel corso del 2019 è stato opener dei Folkabbestia. Nel 2020 ha partecipato agli show case finali per Trasporti Eccezionali Music e alle finali di Sanremo Rock. L’album Vecchie Cicatrici è come un viaggio di scoperta che si snoda in 12 tappe e ci conduce a riscoprire atmosfere, tradizioni e suggestioni di un mondo antico e, nonostante tutto, ancora vivo attraverso le parole di un giovane cantautore ipocoristico – termine che deriva dal greco e significa “chiamare con voce carezzevole” con cui il cantautore motiva la scelta della doppia b presente nel suo nome d’arte.

L’amore per il cantautorato italiano – genere a cui Robbè si è avvicinato fin da bambino – e per il folk-rock irlandese sono ben riconoscibili in questo lavoro artistico di debutto. Già da un primo ascolto, istintivamente vengono alla mente nomi come Modena City Ramblers e Guccini. Sfumatura che si avverte, in particolar modo, ascoltando il brano Ancora una sera. L’Irlanda e l’Emilia in un certo senso sono accomunate da una forza e dal medesimo ascolto della vita. Panorami e paesaggi che si nutrono di evocative atmosfere malinconiche, tra lunghe e interminabili strade dritte e a tratti noiose, bagnate da dense e umide nebbie, intervallate da verdi distese collinari, ritratte anche nell’artwork realizzato da Serena De Carolis utilizzato come cover dell’album.

Le Vecchie cicatrici di Robbè attingono da queste sensazioni e sono presenti anche il calore e i colori che dipingono ritratti  più caratteristici del mezzogiorno presenti, ad esempio, nel brano dialettale Criatur. Restando sempre a sud Ilenia, traccia numero 4, stilisticamente ricorda particolarmente Rino Gaetano con un tocco che richiama, nella lirica, anche la famosa Alice che guarda i gatti, cantata da Francesco De Gregori. Questo brano è stato premiato nell’ambito del concorso FUIS “Va in scena lo scrittore: autori di testi di canzoni” e si è aggiudicato le semifinali del Gazzetta Music Contest, organizzato dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Man mano che si approfondisce l’ascolto, è possibile anche spostarsi oltre i confini nazionali con l’immaginazione e visualizzare riferimenti di artisti irlandesi come i The Chieftains e The Pogues - anche se la voce di Robbè risulta più elegante e meno “scasciata” rispetto a quella del leader del gruppo anglo-irlandese Shane MacGowan. L’ispirazione cantautoriale folk traccia l’ordito della trama sonora che fa da sfondo a questo album anche se il risultato finale non sfocia, fortunatamente, in un ”effetto clone”. Principalmente il violino con il suo caratteristico suono è lo strumento predominante della struttura musicale, presente assieme a fisarmonica, chitarra elettrica, basso e batteria. Robbè - voce e chitarra acustica - mantiene uno stile e una identità propria nei testi e soprattutto nel cantato. È un moderno troubadour, un cantastorie, un Artigiano della musica per dirla con il titolo del brano numero 5. Uno dei punti di forza di Vecchie Cicatrici, risiede anche nella consapevolezza di quanto si avverta un bel lavoro dietro, soprattutto di ricerca e non è un dettaglio da poco.

Vecchie cicatrici è un album fresco e “colto”. Si muove come una piccola barca che viaggia nel mare magnum della modernità liquida e punta alla riscoperta dell’importanza dell’eredità culturale, delle tradizioni popolari. Naviga assecondando le onde, tra alti e bassi e risalendo in superficie, ci restituisce suoni, colori e istantanee di un mondo che rischia di restare sempre più sommerso e che solo grazie a cantautori genuini, che hanno ancora voglia di raccontare e avere cura della bellezza del passato, ci fa ben sperare che le nostre radici e il nostro futuro siano ancora una bella scommessa tutta da giocare, anche musicalmente parlando. In fondo le cicatrici cosa sono se non i segni tangibili, i racconti e i ricordi indelebili di una vita vissuta pienamente?


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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Etichetta: Artist First / Beta Pproduzioni

Elenco delle tracce

01. Gli animi, i sensi e la pelle
02. Lontano
03. Vecchie cicatrici
04. Ilenia
05. Artigiano della musica
06. Ancora una sera
07. Canzone per me
08. Venerdì santo
09. Vorrei vivere al mare
10. Bucolica
11. Criatur
12. La fine del mondo

Brani migliori

  1. Vecchie cicatrici
  2. Artigiano della musica
  3. Ancora una sera

Musicisti

Robbè: voce e chitarra acustica - Simone Lamusta: fisarmonica - Elena Mirandola: violino - Francesco Praino: batteria -  Fausto De Bellis: chitarra elettrica e basso, supervisione tecnica e artistica