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Mè pèk e Barba

Vincanti

Bacco, tabacco e Venere riducon l'uomo in cenere? Non sempre. Anzi, se del primo se ne fa un'autentica venerazione (senza eccedere!), può trasformarsi in pura energia creativa come il sesto album dei Mè Pèk e Barba. Vincanti è un epinicio al vino, concettualizzato in tutte le 14 tracce dell'album, bevibili tutto d'un fiato, senza rischio di barcollare tra una "mesciata" e l'altra. Semmai, lo "spirito" che tira è quello del divertissment, dell'evasione totale, di bisboccia controllata, con degustazioni a marchio d.o.c., garantite dalla folta line-up della Bassa Parmense. Non serve che l'analisi proceda per ordine: anche ascoltandolo a "random" , l'opera interseca fluenti bivi veraci tra canzone popolare, pop, graffiatine rock e travasi di botti folk. 

Codice Cichero è carica di bollicine di banjo e fisarmonica, stappate dal duo vocale Sandro Pezzarossa e Michela Ollari, presenti  anche nella magnifica title-track, intrisa di sanguigno folk,  mentre Etichetta azzarda una venatura funky miscelata in dinamica narrazione. Invece, L'alchimista stimola assaggi cantautorati che risente l'influsso di De Andrè, arricchito da una bella divagazione strumentale. Si diceva del divertimento: ecco che Mi manca il bar e Vinificazione adempiono all'aspettativa, gettando in pista gaudenti saltarelli di violini e fisa, in un turbinio di immaginifici gonnelloni svolazzanti. La dispensa di Vincanti è valorizzata da presenze prestigiose come Omar Pedrini , lasciandogli l'onore di miscelarsi nei cori e di firmare la lirica dell'ottimo folk-reggae Sarà festa. Tra l'altro, troviamo Elisa Minari alla produzione e al basso, Puccia, Dario Canossi, Gigi Sanna e Davide Guiso: insomma, scorgere impronte di Nomadi, Apres la Classe, Luf e Istentales non è roba da poco. A dimostrazione che, quando una band non disdegna di dilatare gli orizzonti intrecciando collaborazioni, può trarne solo giovamento e ricchezza progettuale. D'altra parte, il combo emiliano lascia aperta sempre e volentieri una finestra a tutto tondo, in quanto troppo intelligente per non chiudersi in un ghetto compositivo sterile e presuntuoso.  Meritano di essere dischiuse anche tinozze dialettali come  Enoteca e Filastrocca, dal tocco intimamente raffinato con  moderate smosse ritmiche tali da caratterizzarle, ognuna, nel loro stilizzante perché. 

C'è un bel ventaglio di dialetti presenti: si va dal sardo al friulano, passando dal salentino fino alla estinta lingua camuna, parlata nelle zone delle Alpi centrali e mai decifrata.  In auge, anche un certo tribalismo in Peronospera, quasi ad esorcizzare il malocchio contro l'alea incerta che incombe sui vitigni. Spetta a Saudade decretare, ulteriormente, l'ampiezza compositiva del gruppo con una toccante ballata minimale con banjo ed armonica a spiluccare acini di Bertoli e Bennato. 

Tout-court: l'idea di un concept-album sul vino fa di Vincanti un torchio efficiente di "fermenti" musicali in continua maturazione, come se i Mè Pèk e Barba fossero l'alambicco ideale per finissime degustazioni pentagrammate. Distillazione riuscita? Per...bacco!


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In dettaglio

  • Anno: 2018
  • Durata: 52:21
  • Etichetta: New Model Label

Elenco delle tracce

01. Vitalia
02. Riempi la tua testa di vino
03. Filastrocca
04. Mi manca il bar
05. Codice Cichero
06. Vinificazione
07. Etichetta
08. Peronospera
09. L'Alchimista
10. Vite
11. Saudade
12. Enoteca
13. Sarà festa (Una storia nel bicchiere)
14. Ramezolfo

Brani migliori

  1. Saudade
  2. Vitalia
  3. L'Alchimista

Musicisti

Sandro Pezzarossa: voce, chitarra acustica  -  Michela Ollari: voce, cori  -  Elisa Minari: basso  -  Nicola Bolsi: batteria, percussioni  -  Davide Tonna: banjo, bouzouki  -  Federico Romano: fisarmonica  -  Federico Buffagni: flauti  -  Sandro Chierici: chitarra acustica ed elettrica  -  Lucio Stefani: violino  -  Domenico Di Donna: ghironda  -  Lorenzo Ferri: percussioni  -  Roberto Guerreschi: suoni e luci