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Ernesto Bassignano

Vita che torni

Ernesto Bassignano, classe 1946, cantautore e teatrante, politico e giornalista, conduttore radiofonico e tanto altro, il suo ottavo disco lo presenta al teatro Ambra Jovinelli a Garbatella, una sera di aprile, su di un palco fitto di musicisti e con gli amici di una vita David Riondino e Harold Bradley.
Non si spaventa il “grande vecchio” della nostra canzone d'autore nel mettersi alla prova. Non arretra di fronte a sonorità che non sempre appartenevano alle passate “scuole” dei cantautori, e si addentra con passo sicuro e leggero nelle raffinatezze dello swing e del jazz, senza mai rallentare l'andatura, fin da Vita che torni, brano di apertura e titolo del disco.

Certo, ha la saggezza di farsi accompagnare da artisti di grande levatura, e tanti ce ne sono, sul palco del teatro e in questo bel disco: Marco Adami (anche arrangiatore dell'album), Alessandro Papotto, Ezio Zaccagnini, Giuseppe Tortora, Luca Fiasco, Fabio Dolci, Daniele Bianchi, Ghita, per citarne alcuni. Non si preoccupa “Bax” della forza del legame che il suo nome ha con la gloriosa storia del Folkstudio romano, e anzi con naturalezza gli dedica una canzone delle più belle, Folkstudio dove sei?, rievocandone i personaggi e le atmosfere, facendoci vedere “Gabriella [allora compagna di Cesaroni, n.d.r.] che serve la sangrilla”, “Giancarlo [Cesaroni, n.d.r.] sigaretta, bicchiere sempre in mano”, Giovanna [Marini, n.d.r.] e le sue storie, Harold Bradley che presenta l'ormai mitica rassegna del martedì, I giovani del Folkstudio; “sempre accanto” a Sora Rosa (come dire Antonello Venditti) e Lella (Edoardo De Angelis)...

È un disco dal sapore nostalgico, non vi è dubbio, ma senza tristezza alcuna. Tutt'altro. L'umore è ottimo, ad ogni verso, e se pure c'è tanta vita passata da raccontare lo spirito resta colmo di meraviglia e di voglia di stupirsi ancora. È generoso e sincero, Bassignano, seppure intimo di tenerezza ed emozioni profonde tanto forti da non averlo abbandonato mai. Tutto è miniera di serenità e buonumore. Bello è esplorare il luogo d'incontro che è questo disco, e fidarsi, perché lui sa parlare di persone andate, di luoghi che non esistono più, e di suoni e odori perduti con un garbo e un'eleganza assai rari.
Smantellando pezzo per pezzo il pregiudizio di una canzone d'autore, soprattutto quella italiana più “classica”, che narra di una musica trascurata e asservita ai testi. Lasciamoci dunque accompagnare tra parole e suoni, dal primo già citato brano Vita che torni, delizioso e sorridente di vitalità, a Molto tempo fa, dal tratto quasi infantile; A Pasqua, con un bel violoncello a immaginare un reincontro, Al sole, densissima di atmosfere di antichi mercati romani, Il testamento, forse tra  i brani più belli, uno swing su cui si snoda un testo autoironico e tanto spiritoso da trasformare la morte in un'ulteriore occasione per sorridere ancora e a lungo; fino in fondo a La strada, che quasi in contrapposizione al primo brano è una sorta di commiato, dolce e un po' malinconico, ma ancora una volta capace di non perdere il sorriso. Perché tutto quel che accade continua a vivere in quelli che c'erano. E che sanno ricordare. È la filosofia di vita del nostro “Bax”: “Folkstudio mio amatissimo (...) nella memoria vivi per non morire mai!”.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Joe & Joe Edizioni Musicali
  • Anno: 2014
  • Durata: 31:42
  • Etichetta: Joe&Joe Edizioni Musicali

Elenco delle tracce

1. Vita che torni
2. Sotto il cemento
3. Molto tempo fa
4. Basterà una canzone
5. A Pasqua
6. Al sole
7. Folkstudio dove sei?
8. Il testamento
9. L'ombra
10. La strada

Brani migliori

  1. Vita che torni
  2. Folkstudio dove sei?
  3. Il testamento

Musicisti

Claudio “Junior” Nielli: piano, organo hammond, tastiere  -  Ezio Zaccagnini: batteria  -  Luca Fiasco: chitarre elettriche  -  Alessandro Papotto: sax, clarinetto, flauto  -  Giuseppe Tortora: violoncello  -  Mauro Chiari: armonica  -  Marco Adami: chitarre acustiche, chitarre elettriche, basso elettrico, piano, tastiere, cori  -  Daniele Bianchi: fisarmonica  -  Giulia Pratelli: cori  -  Ghita: cori  -  Special guest - Harold Bradley: voce