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10-11-12 settembre: Musica da Bere 2020

  L’undicesimo appuntamento con “Musica da Bere” - che anch’essa ha dovuto fare i conti con il Covid19 - sarà una tre giorni, con un’anteprima e due serate finali con ...

Francesco De Gregori

Vivavoce

Vivavoce è il ventunesimo album registrato in studio di Francesco De Gregori. È stato immesso sul mercato il 10 novembre 2014 in due edizioni: la standard in 2 CD e l’edizione limitata e numerata (1000 copie), un box in 4 vinili, 2 CD e libro. Non è da considerarsi un’antologia a tutti gli effetti, perché non contiene tutti i successi, ma 28 canzoni – estratte dalla sua lunga produzione – che per l’occasione sono state incise con un nuovo vestito sonoro grazie anche alla band affiatata che lo accompagna da diversi anni. Unica nota dolente, è la mancanza dei crediti sul booklet dell’edizione standard dell’album, che si possono trovare solo sul sito ufficiale.

Quasi tutti gli arrangiamenti sono noti al pubblico perché presentati durante i tour precedenti all’uscita dell’album. De Gregori ha avuto sempre la capacità di reinventarsi, di cambiare continuamente senza mai essere scontato creando curiosità all’ascoltatore. Lo contraddistingue da sempre la sua voce, capace di cantare qualsiasi tipo di canzone, che lo fa rientrare tra i cantautori più importanti del panorama italiano.
La produzione è affidata quasi interamente a Guido Guglielminetti, nonché musicista accanto a De Gregori da tantissimi anni, il quale si è occupato anche degli arrangiamenti dei fiati e degli archi, mentre il chitarrista della band Paolo Giovenchi ha prodotto alcune canzoni: la bella e divertente Niente da capire, fischiettata da De Gregori, di cui pare che il riff nell’arrangiamento sia stato scritto da Lucio Dalla nel 1979 per il tour Banana Republic. Gambadilegno a Parigi molto diversa dall’originale del 2005 dal ritmo più rallentato, la jazzata, minimale e notturna Natale e la versione folk del compositore friulano Antonio Zardini, Stelutis Alpinis, introdotta dalla chitarra acustica.

I primi due singoli pubblicati sono stati Alice, che è anche il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, ha raggiunto la classifica delle vendite su i-Tunes (pare sia terminato il periodo in cui i singoli venivano pubblicati su compact disc), è stato arrangiato in chiave acustica per voci e chitarre. Una ballata dolente di stampo americano a tempo di valzer, quasi minimale e sognante. Una versione inaspettata dove Francesco De Gregori e Ligabue giocano a rincorrersi senza mai ritrovarsi. Una particolarità: anche in questa versione in studio, il famoso testo censurato tanti anni fa (storie antiche di un’Italia diversa da oggi): Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello non è cantato dal cantautore romano ma da Ligabue. Mentre nel secondo La donna cannone, l’orchestra è stata arrangiata da Nicola Piovani, che ha più volte collaborato con Francesco De Gregori. Un suono minimale - evidenziato dalla sezione archi - infonde un immaginario silenzio sonoro, mentre il cantautore romano racconta i suoi versi rompendo il tabù dove voce e musica si combinano tra loro in una mirabile sintesi di costruzione e lirismo.

La ragazza e la miniera, pubblicato originariamente sul Q.disc del 1983 La donna cannone, è eseguita da Ambrogio Sparagna, nome frequente nella produzione discografica di Francesco De Gregori, accompagnato dalla sua Orchestra Popolare Italiana. Rispetto all’originale, è diventata una interessante ballata di stampo folk. È un invito a sognare in ogni sua sfumatura, in ogni sua nota e in ogni verso che la costituisce.

Buonanotte fiorellino, il classico valse-musette del 1975 è presente nell’album nel secondo disco in due versioni differenti: la prima simile all’originale presente sull’album Rimmel e la seconda, l’ultima di tutta la scaletta, con un titolo differente Fiorellino #12&35, con chiaro riferimento e un omaggio a Bob Dylan con un arrangiamento che ricorda molto Rainy Day Women #12&35 dal doppio album Blonde On Blonde del 1966. L’inserimento di queste due versioni era già stata presentata nelle scalette dal vivo degli ultimi concerti con la differenza che la versione originale diventava invece un rock-blues in puro stile “americana” music: un ritmo divertito che crea allegria nota dopo nota.

Interessate, la versione – già nota perché presentata dal vivo – di Santa Lucia, in versione acustica con Francesco De Gregori al pianoforte. L’inizio è elegiaco costruito dal pianoforte, ma nel momento in cui la canzone prende corpo, entra il tappeto sonoro degli archi che infondono brividi a fior di pelle, mentre gli altri musicisti lo accompagnano. Lucio Dalla amava molto questa canzone e De Gregori l’omaggia con una citazione di Come è profondo il mare nel finale.

Il futuro (titolo originale The future) è una canzone, che dà anche il titolo all’album pubblicato nel 1992, di Leonard Cohen. De Gregori scrisse il testo in italiano per una versione cantata dal cantautore Mimmo Locasciulli, e da questi pubblicato nell’omonimo album del 1998. È stata presentata dal cantautore romano da un po’ di anni dal vivo, mentre la versione in studio, che a tutti gli effetti può essere considerato un inedito, ha la caratteristica di avere il testo stravolto rispetto all’originale, come il verso eclatante Tutti dicono: «Pentiti, pentiti» rispetto a Tutti chiedono «Pietà, pietà, pietà». L’arrangiamento è pop che vibra nell’intensità elettrica e prende spunto dalla versione originale di Leonard Cohen, con il coro tutto al femminile. Molto bella.

Nella scaletta rientrano una serie di canzoni più recenti, quali Finestre Rotte, dal sound già sentito, ma che permette un bel tuffo negli anni ’50 con l’era del rock’n’roll in America e lo skiffle music in Inghilterra. Vai in Africa, Celestino! ha un tocco epico con una versione rallentata e godibile, ma risulta tronfia soprattutto nel finale con un crescendo dettato dalla sezione fiati, sapientemente arrangiati, e dal coro femminile. Per le strade di Roma, dal suono elettrico duro, rimanda all’hard-rock.

È impossibile citarle tutte le canzoni, però la sensazione che si respira è la musica di un Francesco De Gregori divertito, che torna a vibrare nel nostro cuore. Restano sonorità americane fatte di rock, blues (vedasi l’album Pezzi), country e folk che non sono solo un ricordo, mentre è il pop (tra l’altro anche piacevole) a far da cornice: sensibile, duro, dove si riscontrano echi del passato, come ricordi di gioventù, ma visti oggi con gli occhi e la saggezza di un uomo maturo. Dà anche l’impressione di un album dove la continua transizione per un nuovo percorso è ben radicata nella visuale di De Gregori, che lo rende originale. Ma quando vedremo l’apertura degli archivi, con la pubblicazione di inediti del passato?

(Foto di Daniele Barraco)



Queste le date ad oggi confermate del “VIVAVOCE Tour”:

20 marzo: ROMA – PalaLottomatica
23 marzo: MILANO-ASSAGO – Mediolanum Forum
25 marzo: FIRENZE – Nelson Mandela Forum
27 marzo: PORDENONE – Pala Forum
28 marzo: BOLOGNA – Unipol Arena
3 aprile: NAPOLI – Pala Partenope
19 aprile: CESENA – Nuovo Teatro Carisport
20 aprile: ANCONA – Teatro Delle Muse
23 aprile: AVELLINO – Teatro Carlo Gesualdo
24 aprile: BARI – Teatro Team
27 aprile: PALERMO – Teatro Politeama
28 aprile: CATANIA – Teatro Metropolitan
30 aprile: CATANZARO – Pala Gallo
6 maggio: CREMONA – Teatro Ponchielli
9 maggio: MANTOVA – Gran Teatro Palabam
12 maggio: FERRARA – Teatro Comunale
13 maggio: BRESCIA – Pala Banco
14 maggio: BERGAMO – Teatro Creberg
16 maggio: PARMA – Teatro Regio
19 maggio: REGGIO EMILIA – Teatro Romolo Valli
20 maggio: TORINO – Teatro Colosseo
23 maggio: SANREMO (Imola) - Teatro Ariston
25 maggio: GENOVA – Teatro Carlo Felice
26 maggio: VARESE – Teatro di Varese
28 maggio: BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) – Palasport
29 maggio: BOLZANO
– Palasport Bolzano

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Guido Guglielminetti, Paolo Giovenchi
  • Anno: 2014
  • Etichetta: Caravan

Elenco delle tracce

01. Alice featuring Ligabue
02. Atlantide
03. Un guanto
04. La leva calcistica della classe ‘68
05. Niente da capre
06. Gambadilegno a Parigi
07. Fineste rotte
08. Generale
09. Il panorama di Betlemme
10. Renoir
11. Natale
12. Caterina
13. Vai in Africa, Celestino!
14. Battere e levare
15. Il futuro (The future)
16. Il ‘56
17. La ragazza e la miniera
18. Il bandito e il campione
19. Buonanotte fiorellino
20. Santa Lucia
21. Il canto delle sirene
22. Stelutis Alpinis
23. Titanic
24. La donna cannone
25. Viva l’Italia
26. La storia
27. Per le strade di Roma
28. Fiorellino #12&35

Brani migliori

  1. La donna cannone
  2. La ragazza e la miniera
  3. Il futuro (The future)

Musicisti

Francesco De Gregori: voce, chitarra acustica, armonica a bocca, batteria, tamburello  -  Paolo Giovenchi: chitarra acustica e elettrica  -  Lucio Bardi: chitarra acustica ritmica, chitarra elettrica  -   Guido Guglielminetti: basso, contrabbasso, Casio synth, keyboards  -  Stefano Parenti: batteria, percussioni, timpano, tamburello  -  Alessandro Arianti: Clavia Nord Electro 3, pianoforte verticale, synth Op-1, fisarmonica  -  Alessandro Valle: pedal steel guitar, lap steel guitar, mandolino, National Tricone, strings keyboard sample  -  Elena Cirillo: violino, voce  -  Stefano Ribecca: sassofono  -  Giorgio Tebaldi: trombone  -  Giancarlo Romani: tromba  -  Lola Feghaly: coro  -  Lalla Francia: coro  -  Vincenzo Chips Lombi: coro  -  Ligabue: voce  -  Band: coro, snaps  -  Adriana Sanchez: violoncello  -  Antonio Vasta: zampogna  -  Ambrogio Sparagna: organetto
Orchestra Popolare ItalianaAntonio Vasta: fisarmonica  -  Erasmo Treglia: armonica a bocca  -  Ottavio Saviano: batteria  -  Cristiano Califano: chitarra  -  Diego Micheli: contrabbasso  -  Lucia Cremonesi: viola  -  Raffaello Simeoni: mandoloncello  -  Antonello Di Matteo: clarinetto  -  Valentina Ferraiuolo: cucchiai