ultime notizie

Undicesima edizione del Premio Valentina Giovagnini

Pozzo della Chiana, Arezzo 14-15 Settembre 2019 Premio Valentina Giovagnini 2019  Per quanto ci si impegni a scrivere qualcosa a proposito del Premio Valentina Giovagnini, va subito detto che è un ...

Carlo Maver

Volver

Volver come il brano-simbolo di Carlos Gardel. Volver come uno dei capolavori di Pedro Almodovar (dove a un certo punto Penelope Cruz ci offre una magistrale versione appunto del pezzo di Gardel). Volver come svariati album, a cominciare da quello firmato una trentina d’anni fa da Dino Saluzzi ed Enrico Rava. Dino Saluzzi bandoneonista, come colui che con quella magica parola (che significa “tornare”) ha appena intitolato un nuovo, bellissimo lavoro discografico, fatalmente solitario, come non di rado capita (dallo stesso Saluzzi, argentino della provincia di Salta, con cui Carlo Maver ha studiato rimanendone irrimediabilmente segnato, a Daniele Di Bonaventura) a chi ama poggiarsi sulle ginocchia il “piccolo organo” totem del tango. Qui oltre tutto, a insaporire ulteriormente la pietanza, Maver si produce qua e là anche al flauto, in diverse accezioni, concertistiche o più squisitamente etniche. La cosa più singolare, se vogliamo, è che nel disco l’omonimo pezzo di Gardel non c’è, e pur tuttavia l’unico tema non a firma del bandoneonista bolognese, Soledad, è appunto del grande tanguero curiosamente nato in Francia (Tolosa) e morto in Colombia (Medellin).

Volver – come ci viene esplicitamente detto – è musica che viene dal silenzio e dal silenzio è attratta. Lavora per sottrazione lasciando alle pause un ruolo quasi determinante.” Niente di più vero: il clima è magico e liturgico, suggestivo e aromatico. Senza una briciola di enfasi. Tutto si muove morbidamente, senza fretta. Ci vuole una certa disposizione, per apprezzarlo in toto, ma è una disposizione che ci auguriamo largamente che ogni fruitore di musica di sani appetiti possegga in giusta dose. Se così non fosse si priverebbe nello specifico di un’esperienza di ascolto assolutamente corroborante, quasi terapeutica.  

 

Foto di Daniele Franchi

       

 

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Produzione artistica: Stefano De Bonis
  • Anno: 2019
  • Durata: 61:50
  • Etichetta: Visage Music

Elenco delle tracce

01. Partenze

02. Da lontano / From afar

03. Soledad

04. Fino alla fine / Until the end

05. Llamada

06. C’era una volta / Once upon a time

07. Solo lunatica / Moody solo

08. Terre vaste / Vast lands

09. Preludio

11. Preghiera per Romualdi e Fabiani / Prayer for Romualdi e Fabiani

12. Shardana

13. Terre vaste ripresa / Vast lands reprise

14. Monodica / Monodic

15. L’abbandono / The Abandonment

16. L’ultimo dei Morlacchi / The last of the Morlacchi       

 

Brani migliori

  1. Fino alla fine
  2. Preghiera per Romualdi e Fabiani
  3. L’ultimo dei Morlacchi

Musicisti

Carlo Maver: bandoneon, flauti