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Attribution

Why not

Un classico trio, con l’intervento di alcuni ospiti ai fiati ed al pianoforte che rendono l’esecuzione più elaborata e completa per un altrettanto classico rock blues, essenziale, molto ben eseguito, cui si aggiunge l’interessante riproposizione della lennoniana Cold turkey: qui in una versione leggermente più “tirata” e dilatata rispetto all’originale ma, sostanzialmente, non un vero e proprio stravolgimento del pezzo. 

I bergamaschi Attribution realizzano un lavoro di esordio granitico, coerente e tuttavia sufficientemente sfaccettato, in cui riescono ad interpretare buona parte delle tendenze che hanno caratterizzato il rock blues dagli anni ’70 ad oggi: da quello più swingante e leggero di Sleet a quello più quadrato e roccioso, ad esempio di Woman, non senza qualche deciso accenno al funk, come in Sexy tired o nella brillante Scofunk, introdotta e chiusa da un rapido accenno alla sigla del telefilm La Signora in giallo. E, ovviamente, non può mancare il “bluesone” classico, quello di Worried life blues, con la sua atmosfera sospesa fra lunghe pause e fughe improvvise.

Così è Why not: non certo un album innovativo ma sicuramente un compendio ed un omaggio davvero completo ed articolato ad un genere che, negli anni, si è suddiviso in mille rivoli assorbendo le caratteristiche di molti generi limitrofi ma anche andando ad interpolarsi con suggestioni sonore considerate distanti. La chitarra, certo, con Marco Pasinetti, è senza dubbio la protagonista delle dieci tracce dell’album, ma va sottolineata anche l’eccellente prova di Sebastiano Pezzoli al basso il cui timbro, finalmente, si lascia alle spalle anni di produzioni in cui il suono risultava impastato, spesso inintelligibile, e comunque confuso con quello della batteria; peraltro anche Stefano Guidi ci mette del suo dietro le pelli, variando parecchio l’approccio ritmico a seconda dei brani e contribuendo non poco a sviluppare una dinamica la cui assenza, altrimenti, rischierebbe di appiattire le esecuzioni.

C’è sicuramente quel qualcosa di stradaiolo, di fumoso, di alcoolico, che permea tutto il lavoro, ed è il suo marchio inconfondibile, eppure se lo si ascolta bene si scovano, e neppure troppo nascoste, tracce di psichedelia ed anche qualche eco di progressive e di fusion, come in  Take me, Who said e Mal di schiena; questo per dire che Why not non è un cd realizzato di getto bensì un album meditato e ricercato, all’interno del quale le influenze, anche quelle che non balzano immediatamente all’orecchio, sono numerose, ben sedimentate e danno sicuramente quel qualcosa in più alle esecuzioni.

Un debutto di questo tipo è sicuramente rassicurante: i ragazzi hanno assorbito e fatto proprie influenze importanti e dunque la base è solida; d’ora in poi toccherà a loro decidere quali, fra quei sopraindicati “rivoli”, percorrere, oppure optare per cambiare del tutto direzione ed avventurarsi verso obiettivi ancora differenti. Le possibilità sono davvero numerose, e sicuramente molto intriganti.


 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Attribution
  • Anno: 2015
  • Durata: 55:06
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Sleet
02. Woman
03. Cold turkey
04. Sexy tired
05. Fast
06. Scofunk
07. Worried life blues
08. Take me
09. Who said
10. Mal di schiena

Brani migliori

  1. Sexy tired
  2. Take me
  3. Mal di schiena

Musicisti

Marco Pasinetti: guitars, vocals  -  Sebastiano Pezzoli: bass  -  Stefano Guidi: drums, vocals, percussion  -  Fidel Fogaroli: piano elettrico  -  Guido Bombardieri: horns  -  Alessio Palmieri: horns  -  Maurizio Bazzana: horns  -  Alessandro Bottichiari: horns  -  Andrés Pasinetti: flute  -  Andy Brevi: vocals