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Patrizia Cirulli interpreta Achille Lauro

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Domino

Il loro primo concerto è del 2010. Nemmeno un anno dopo si sono presi la soddisfazione di cantare davanti agli Swingle Singers dopo lo stage che il gruppo inglese aveva tenuto a Firenze a cura di Solevoci. Giovanissimi, i componenti dei Domino sembrano avere le idee molto chiare e la voglia di continuare. Il canto a cappella per il gruppo cuneese è una vocazione, con una missione da compiere nel nome della voce. Anzi delle voci insieme.

Come è nata l'idea di un gruppo a cappella legato al pop o comunque a un incrocio tra i generi?

«L'idea è nata dopo anni passati insieme al liceo musicale di Cuneo cantando in giro per l'Italia e anche all'estero con il coro della scuola; abbiamo deciso di creare questo gruppo vista la passione che che ci accomunava per la musica corale e del canto a cappella. Arriviamo tutti dal mondo della classica e inizialmente prediligevamo un tipo di repertorio sacro. Con il passare del tempo ci siamo tutti appassionati molto alla musica moderna a cappella dal pop al jazz al folk, anche perchè, essendo molto giovani, preferiamo portare qualcosa di nuovo, originale e sicuramente più fresco».

Siete molto giovani e lo fate ovviamente spinti dalla passione. Vorreste trasformarlo nel vostro lavoro?

«Stiamo lavorando molto e ci stiamo impegnando duramente perchè questo avvenga. Nonostante l'attuale diversità di percorso musicale di ciascuno di noi, da chi studia canto jazz e moderno, a chi didattica del canto, a chi violino o composizione, puntiamo a raggiungere determinati obiettivi, consapevoli di quello che può essere il futuro da musicisti professionisti».

Avete mai pensato di scrivere brani vostri?

«Si, stiamo lavorando molto anche su quello, proprio per portare qualcosa di originale e non rifare solo arrangiamenti di altri. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare e collaborare con Giuseppe Cappotto, pianista compositore e direttore di coro, che sta arrangiando per noi diversi brani classici, da Bach a Debussy a Skrjabin, in versione jazz, in modo da avere un repertorio nuovo e che esplora il mondo della musica a 360 gradi. Contemporaneamente il nostro baritono, Lorenzo Subrizi, sta invece arrangiando brani moderni, proposti da tutti i componenti del gruppo, ricercando nuove ed interessanti sonorità che si adattano alla nostra vocalità».

Vi sentite legati al repertorio anglosassone o pensate di affrontare anche brani in italiano?

«Non siamo necessariamente legati a quel tipo di repertorio, ma in questo momento vi siamo sicuramente più affini, dato che si adatta meglio al nostro tipo di sonorità. Siamo convinti, comunque, che ci siano ottimi spunti sui quali lavorare riguardo al repertorio italiano che sicuramente affronteremo in futuro».

Secondo voi che futuro ha la musica a cappella nel nostro paese?

«Pensiamo e siamo fiduciosi sul fatto che si possano, e che si debbano fare grossi passi avanti. Uno dei nostri obiettivi, nonché dei motivi della nascita del gruppo, è proprio di far conoscere diversi tipi di musica in uno stile rinnovato, originale e talvolta anche ironico, quale la musica a cappella. Brani che rimangono gradevoli e interessanti all'ascolto e soprattutto, sono adatti a qualsiasi tipo di pubblico dai bambini ai giovani alle persone più in là con gli anni. Secondo noi l'ambiente della musica a cappella ha bisogno di trovare una propria identità ed una propria collocazione nel nostro paese. Speriamo comunque che questo avvenga e che sia maggiormente riconosciuto questo genere che è ormai parte integrante della nostra vita».

 

Domino

Giulia Viada

Giulia Cavallera

Guido Giordana

Giacomo Siciliani

Lorenzo Subrizi

Amos Cappuccio

Paolo Signorile

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