ultime notizie

Nuovo disco per gli Acustimantico

Sabato 14 gennaio grande ritorno live degli Acustimantico, la band romana che dopo aver segnato positivamente la nuova scena italiana di inizio anni Duemila aveva scelto di spargere creatività artistica ...

Intervista a Simone Cristicchi

di Emanuela e Stefania Schintu

 

In gara al Festival nella categoria Big, presenta il brano “Meno male” inserito nell’album “Grande Hotel Cristicchi” in uscita (come la stragrande maggioranza degli album collegati agli artisti sanremesi di questa edizione) venerdì 19 febbraio, su etichetta Rca/Sony. Ritorna al Festival dopo la sua partecipazione nel 2006 tra i giovani con “Che bella gente” e dopo la sua vittoria alla 57° edizione tra i big con “Ti regalerò una rosa”.

Negli ultimi due anni Simone Cristicchi approfondisce l’affascinante mondo della musica popolare grazie all’incontro con Ambrogio Sparagna: nasce così il tour “Canti di vino, amore ed anarchia” che vede la stimolante collaborazione con il Coro dei Minatori di Santa Fiora. Un tour che ha toccato 40 città e importanti teatri.

 





Oggi esce il tuo nuovo album Grand Hotel Cristicchi.

È il terzo disco che ho fatto ed è il disco più bello… si dice sempre così, no? È un grappolo di canzoni mature, piene di sostanza. Stupefacente ed anestetizzante allo stesso tempo. È’ un lavoro che è stato creato in tre anni con un grande disappunto della mia casa discografica. Sono un po’ diventato la loro disgrazia, perché nel frattempo oltre alla musica mi sono perso in mille altri deragliamenti, che vanno dal teatro al documentario, ai libri, a spettacoli di teatro canzone. Quindi la musica non dico che passa in secondo piano, ma è uno dei tanti modi per poter comunicare. Questo disco racchiude tutte le esperienze che ho fatto in 3 anni di assenza dalla discografia e ci sono anche degli ospiti, dei featuring. Come ad esempio i Gnu Quartet che sono un quartetto d’archi di Genova, che saranno poi il gruppo che mi accompagnerà dal vivo nella presentazione del disco. La tournée partirà ad aprile. E c’è anche la presenza gioiosa del Coro dei Minatori di Santa Fiora, che canta con me “Volemo le Bambole”. Una canzone che ormai è diventata un simbolo del repertorio amiatino.

 

Sappiamo anche ti un tuo interesse verso il mondo del cinema. Parlaci del film Santa Fiora Social Club

Ripercorre la nostra avventura che è partita un anno fa e che ci ha portato inaspettatamente in giro per tutta Italia. La nostra tournée non potevamo finire in un posto migliore come il Festival di Sanremo!

 

Quando uscirà?

Uscirà presto, probabilmente allegato ad un giornale.

 

Come hai conosciuto il Coro dei Minatori?

Gli ho incontrati grazie ad un amico, Antonio Pascuzzo, che è diventato anche un membro del coro dei minatori. Hanno fatto un concerto al The Place (Roma), dove Antonio è direttore artistico, e mi ha invitato a vederli. Mi sono innamorato immediatamente di loro come persone e del loro repertorio. Così ho cominciato insieme a loro a fare un lavoro di ricerca per costruire un vero e proprio spettacolo, in cui ci fosse l’elemento musicale, il loro repertorio, la tradizione popolare toscana, e in particolare del Monte Amiata, e una parte dedicata alla narrazione e alle storie di miniera di quel posto. Che poi girando per l’Italia abbiamo capito che sono un po’ le storie di tutti i minatori.

 



Ancora una domanda, qualche telefonata dalla Francia? Carla Bruni ti ha chiamato?

No, per mia sfortuna no…però in compenso ho ricevuto un messaggio da parte della persona  alla quale ho dedicato la canzone, Marco Travaglio. Un grandissimo giornalista che apprezzo molto. La canzone nasce anche grazie ai suoi libri e al lavoro che ha fatto in questi ultimi anni. È una bella soddisfazione ricevere il suo supporto morale e anche il suo in bocca al lupo. E la canzone gli è anche piaciuta.

Share |

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento