Valerio Scanu, il giovane “talento”
di Amici, con il brano “Per Tutte Le Volte Che”, sbaraglia tutti e si aggiudica
la sessantesima edizione della gara canora più ambita del panorama nazionale.
Il verso della sua canzone “a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in
tutti i laghi” è già un tormentone sul web, in particolare su Facebook, dove
gli sono stati dedicati diversi gruppi sia pro, sia contro…
L’artista era stato eliminato
dalla giuria demoscopica durante la seconda serata ma, complice il televoto, è
rientrato in gara durante la terza serata aggiudicandosi la vittoria. Il
percorso musicale di Valerio non è cominciato nella scuola di Amici, bensì
molto tempo prima. Partecipò infatti a “Bravo Bravissimo” di Mike Bongiorno nel
2002, vincendo il programma e dove viene notato per le sue doti vocali dal
maestro Peppe Vessicchio, che lo richiama anche per la trasmissione “Notte di
Natale”. Si presenta a vari provini, tra cui la versione francese di “American
Idol”, il musical di Riccardo Cocciante “Romeo e Giulietta”, e anche
“X-Factor”. In tutte queste occasioni, però, viene respinto per questioni
anagrafiche: la sua minore età non gli permette di partecipare. Solo durante la
stagione televisiva 2008 -2009 il suo sogno si realizza appieno, riuscendo ad
entrare nella scuola di “Amici” di Maria De Filippi, superando otto selezioni e
scelto proprio da Peppe Vessicchio (che pare lo riconobbe solo in seconda
battuta).
Uscito dalla scuola di “Amici”, ha
firmato un contratto discografico con la
EMI ed ha iniziato un percorso professionale, che lo ha
portato ad esibirsi in band, durante un tour estivo con più di 60 date. Dopo
l’estate ha iniziato a lavorare subito al secondo disco, alla promozione e al tour
invernale. “Tutto questo – afferma
Valerio Scanu – mi ha fatto crescere
anche umanamente. Il contatto con il pubblico, mi ha dato la possibilità di testare le reazioni, percepire quello che il
pubblico a sua volta trasmette. Amici e il Festival – continua il vincitore
del Festival – sono due mondi
completamente diversi. “Amici” ti prepara a salire sul palco di “Amici”.
All’Ariston ci devi arrivare con la tua esperienza”.
Al secondo posto si sono piazzati
il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici e al terzo Marco Mengoni. Proprio con
il piazzamento del trio sul podio sono
arrivate le prime polemiche, sia in sala stampa (che si è divisa tra chi gridava:
“Vergogna!” e chi “Buffoni!”), sia tra gli orchestrali che, per protesta o per
show, hanno accartocciato e lanciato gli spartiti. Mai, in sessant’anni di
Festival, l’imbarazzo di tutti è stato così palese. E quando in conferenza
stampa gli viene chiesto se fossero preparati ad una simile reazioni, risponde
Pupo: “Non credevo di creare questa reazione all’Ariston. Sapevo che
avremmo spaccato l’opinione pubblica in due, così come il pubblico del teatro.
Ma quanto spendono questi per venire a pagare e fischiare? Ho a che fare con
un’entità che mi sfugge”. Ci ritroviamo insospettabilmente d’accordo con
Pupo, quando però afferma: “Non ci voleva
il Festival di Sanremo per dimostrare che il televoto avrebbe fatto vincere i
cantanti dei talent show. Cambiate le regole, con la demoscopica noi siamo
usciti – si riferisce anche a Scanu, NdR – fate giudicare le canzoni agli esperti”. Quindi parzialmente
d’accordo con Pupo, io proporrei per ogni sera, di far votare la demoscopica,
l’orchestra, i rappresentanti delle radio e della stampa (come giuria di
qualità) e il televoto; solo così si potrebbe avere un giudizio equo. Anche
perché, come ogni anno, le polemiche sul televoto sono il consueto strascico
del festival. E quest’anno, contro il televoto, si scaglia anche il Codacons.
Al terzo posto Marco Mengoni,
visibilmente stanco, ha dichiarato con molta umiltà che il suo percorso è
ancora lungo e che non sarebbe stata giusta una sua vittoria al festival: “Sono in questo ambiente da poco e non
conosco bene i meccanismi, ma conosco i miei limiti. Durante l’esibizione ho
visto l’orchestra piangere ed è stata una grande emozione.
A Malika Ayane è stato assegnato
sia il Premio della Critica “Mia Martini” sia il Premio della Critica sala
stampa radio e tv.
La Clerici ha così commentato
la classifica: “Mi dispiace che tra voi
non ci sia una donna. Ma sono comunque felice per voi”. Ma forse, oltre al
verdetto finale, il momento più imbarazzante della serata sono stati i tre
minuti dedicati al brano “Le tagliatelle
di nonna Pina”.
Per dovere di cronaca lo
spettacolo ha raggiunto uno share del 53,21% registrando 12 milioni 462mila telespettatori.
Da ricordare, per gli effetti speciali, la presentazione del musical “Pianeta proibito” che vede protagonista
a teatro Lorella Cuccarini, presentatasi solo di “chitarra vestita”. Il teatro
rimane il luogo ideale per la sperimentazione di una “nuova” televisione che
dovrebbe offrire, con l’apporto delle nuove tecnologie, degli spettacoli che
vadano ben oltre a quello che siamo abituati a vedere…
Ma una buona notizia
all’orizzonte è arrivata nel corso della conferenza stampa di chiusura di domenica
22 febbraio. Infatti, il Direttore Artistico del Festival, Gianmarco Mazzi ha
dichiarato: “Non credo di avere la forza
per fare un altro Sanremo. Per farlo bene bisogna mettersi a lavorare fra
pochissimo. Poi all'orizzonte ho altri impegni. Purtroppo – ha poi spiegato
– ho persino litigato con Caterina
Caselli, con cui mi lega un grande rapporto di amicizia. Ho alzato la voce su
una cosa sulla quale aveva ragione lei. Mi scuso pubblicamente”.
Di Emanuela e Stefania Schintu
Quarta serata: www.lisolachenoncera.it/speciali/?id=277