«Non si pensi di me che io creda di avere qualche autorevolezza per parlare del Neri e della Gianna, perché non ne ho alcuna. Semplicemente, le loro esistenze mi sono cadute addosso dalle pagine di un libro e non sono riuscito a scansarmi. Mi hanno infradiciato il cuore e per asciugarlo ho scritto tredici canzoni» così ci racconta il giovane Filippo Andreani, di Valmorea (lo stesso paese di Luca Ghielmetti, circa 2. 500 abitanti ed almeno due cantautori).
E ringraziamo questo felice incontro tra Andreani ed i libri, libri che una volta tanto non hanno consegnato in maniera arida nozioni e numeri su guerre passate ma tragiche esistenze umane vittime come ingranaggi di una macchina più grande di loro, di una storia tanto feroce quanto assurda, come poi assurde sono tutte le guerre. I testimoni di quegli anni (siamo alla fine della seconda guerra mondiale) raccontano che i due protagonisti Luigi Canali “Capitano Neri” e Giuseppina Tuissi “Gianna”, entrambi partigiani, volevano che la fortuna requisita al duce in fuga verso la Svizzera (circa 230 miliardi di allora e oltre 42 kg di lingotti d’oro) fosse restituita all’erario italiano e per questo furono fatti eliminare dal PCI e non dalla Resistenza.
Indipendentemente da come si sono poi realmente svolti i fatti, soprattutto il misterioso epilogo finale che vide la misteriosa scomparsa dei corpi di entrambi, quel che conta è che Andreani ha svolto intorno all’intera vicenda un lavoro davvero pregevole, restituendo queste amare vicende umane attraverso le lenti della fantasia ma ancor più della poesia, senza stravolgere i reali accadimenti ma andando a riempire quei vuoti che i libri di storia ovviamente non ci hanno restituito.
Ne è uscito un bel disco, molto coeso, intriso delle chitarre suonate dallo stesso Andreani, da Davide Lasala che è anche il produttore artistico del progetto e da Michele Ferrari, il tutto tenuto insieme con notevole efficacia dal violino di Giulia Larghi.
Pregi dell’opera? Filippo Andreani ha un’ottima voce, calda e profonda dai colori scuri e si può dire che ha scritto un accorato e lirico poemetto (si presenta, in effetti, come un libro) per raccontarci il backstage o meglio il non raccontato di questa toccante vicenda. Difetti: un po’ gli stessi, la sua voce è si impeccabile ma molto deandreiana e i suoi versi sono, a tratti, sin troppo ricercati e ricchi di riferimenti letterari e non, per restare in mente sin dai primi ascolti, certo trattasi di peccati veniali, soprattutto il primo, certamente meglio ricordare De Andrè che altri, non voglio fare nomi, che però contribuisicono a rendere il lavoro non per tutti.
Filippo Andreani
Nodo Libri/I Suoni/Venus
01. Per amore di un sogno
02. Per un sogno d’amore
03. L’annuncio
04. A te che dormi
05. Buonanotte luce
06. Mi chiamo Nessuno
07. In fiero tacere
08. La sentenza
09. Dal cuore alle labbra
10. Sulle labbra
11. Il testamento di Neri
12. L’ultimo minuto di Gianna
Davide Lasala
Filippo Andreani: voce, chitarra acustica, organo, kazoo, arrangiamenti
Davide Lasala: chitarre acustiche, chitarre elettriche, cori, arrangiamenti
Fabio Andreani: batteria
Christian Tettamanti: pianoforte
Paolo Vullo: fisarmonica
Giulia Larghi: violino
Alberto Motta: basso
Francesco Chiapperini: clarinetto, sax soprano
Michele Ferrari: chitarre elettriche (6, 9)
Emil: arrangiamenti
2010
51:32
