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È un momento di assoluta grazia compositiva per Federico Sirianni: i suoi ultimi lavori ne sono testimonianza evidente. Da “Maqroll” (2021) a “La promessa della felicità” (2025), il suo livello qualitativo è rimasto molto alto e i due album citati ne hanno confermato il ruolo di prim’ordine nella discografia cantautorale italiana.

 

Tra questi due lavori, un momento decisamente importante è stato il lavoro a quattro mani con Michele Gazich (altro artista che gioca “nei campionati alti”) dedicato a Michele L. Straniero, “Domani si vive e si muore” (2023): un album basato su testi inediti del padre dei Cantacronache. La collaborazione tra Sirianni ed il nipote di Straniero, Giovanni, che ha trovato i testi perduti, ha riportato l’attenzione sulla storia dei Cantacronache e di conseguenza sulla nascita di quella che oggi chiamiamo “canzone d’autore”.

 

 

La “canzone popolare” italiana, se proprio dobbiamo trovarle una definizione, è un tesoro inestimabile che andrebbe riscoperto come gesto rivoluzionario e di rispetto verso coloro che ne sono attori protagonisti e Straniero è sicuramente tra questi.

 

Naturale evoluzione di questo binomio vincente, il libro racconta e testimonia la nascita e lo sviluppo di questo movimento. Un manipolo di artisti che scelse di portare la musica su percorsi meno battuti, lontana da rime facili e da festival superficiali, affinché anche la musica potesse rientrare nel grande patrimonio artistico che l’Italia ha da secoli. Musica al servizio della società, della gente, non semplice disimpegno, ma specchio, voce, cronaca.

 

L’esperienza dei Cantacronache è un pilastro della canzone d’autore; nata come reazione alla musica banale “da festival di Sanremo”, è diventata un collettivo di teste pensanti che hanno scritto e musicato un periodo cruciale per l’Italia, ossia il secondo dopoguerra, passando per il cosiddetto boom economico. Di questo collettivo fecero parte, oltre a Straniero, Sergio Liberovici, la moglie di quest’ultimo, Margot e Fausto Amodei; a loro si aggiunsero poi Umberto Eco, Italo Calvino, Gianni Rodari, Giorgio De Maria e Emilio Jona.

 

 

Il libro di Giovanni Straniero e Federico Sirianni (qui in alto durante un evento di qualche tempo fa) si struttura in momenti distinti.

 

Dopo la bella e fondamentale introduzione di Fausto Pellegrini, che ribadisce l’importanza di tale esperienza per definire con precisione tutto quello che, magari in modo non del tutto corretto, oggi chiamiamo appunto “canzone d’autore”, spetta proprio al nipote Giovanni raccontare chi fu Michele L. Straniero.

 

Incontri “clandestini”, unità di intenti e primi tentativi di scrittura, fino all’esordio pubblico, il Primo Maggio del 1958, durante la manifestazione della CGIL di Torino. Fondamentale contestualizzare storicamente, perché questa storia, va di pari passo con la Storia dell’Italia di quegli anni, in equilibrio tra memoria di ciò che era stato e voglia di lasciarselo alle spalle.

 

Segue poi una ampia sezione dedicata alle testimonianze, ai racconti, all’omaggio alla figura di Straniero, intellettuale, artista, Uomo Politico nel senso nobile del termine.

Ecco quindi gli scritti di Amodei, Carlo Rovello, Paolo Enrico Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi ed Alessio Lega (in prima fila tra i tanti “figli” di Straniero e dei Cantacronache), Sergio Sacchi, Chiara Ferrari, Fabio Di Stefano e Piero Carcano. Ne emerge una figura dalle diverse sfaccettature, ma imprescindibile se ci si voglia approcciare in modo puntuale al vasto tema della canzone popolare in Italia.

 

Tocca a Isabella De Silvestro, Grazia Di Michele e Maria Rosaria Omaggio invece raccontare come il talento di Italo Calvino andò ad amalgamarsi in quel collettivo, producendo risultati meravigliosi, basati sull’amicizia, come spiega il nipote Giovanni.

 

Si chiude poi con una sezione dedicata ai testi e alle poesie ritrovate, magistralmente introdotta proprio da Sirianni e Gazich, che racchiudono in una semplice riga le motivazioni del loro lavoro:

“Riportare alla luce ed abbeverarsi alla fonte”. Null’altro da aggiungere in merito.

 

A conclusione di un volume fondamentale, una bella galleria di foto e cimeli storici.

 

Michele Straniero e Francesco Guccini

 

Bisognerebbe andare decisamente a fondo di questa storia, ma lo spazio, benché virtuale, non sarebbe sufficiente e forse toglierebbe il gusto della scoperta a chi leggendo il libro avesse voglia di andare a ritroso negli anni per saperne di più.

Sapere che alle nostre spalle esista una tale ricchezza, oltre ad essere motivo d’orgoglio, non può lasciarci indifferenti; perché nelle canzoni di quegli anni, in quel dopoguerra di paure e speranze, in quel tempo dove forse sembrava possibile costruire qualcosa di buono proprio per quel futuro che è l’oggi in cui viviamo, alberga la nostra società attuale, i suoi problemi, le sue cancrene già allora presenti anche se non ancora metastatiche, i suoi sogni.

 

I ragazzi che timidamente aprivano gli occhi sul dopoguerra hanno imbastito le fondamenta di un patrimonio che sarebbe delittuoso abbandonare come una “grande opera” qualunque.

 

Non a caso infatti, questa ritrovata attenzione verso Straniero e i Cantacronache, ha portato proprio Federico Sirianni ad ideare qualcosa che potesse gettare un ponte tra “ieri” e “l’oggi”.

 

 

È nato quindi il Premio Cantacronache, prima edizione di un concorso nazionale dedicato a chi scrive canzoni capaci di raccontare il presente (www.premiocantacronache.it ). Cantautrici e cantautori italiani dai 18 ai 35 anni hanno partecipato con un brano originale, per avere la possibilità di salire su palchi di varie rassegne dedicate alla musica d’autore.

La finale sarà il 26 settembre 2026 nella Sala Immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino, all’interno di Terra Madre.

 

Una storia che continua e che non smette di dare frutti.

 

(foto tratte dai social ufficiali di Giovanni Straniero e Federico Sirianni)

Artista:
Giovanni Straniero e Federico Sirianni
Editore:
Voglino Editore
Anno:
2025
n° Pagine:
295
Prezzo:
22