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Peppe Licciardi

Da Vico Paradiso al paradiso e ritorno

La vita è fatta di storie. Le storie sono impastate di persone. Le persone sono impregnate di sentimenti. Tutto ciò è il vero miracolo dell’umanità. Quando si ascolta o si legge una storia di vita, ci si sente più ricchi. Quando questa è una storia di vita in arte, c’è da meravigliarsi, ancor di più quando è condivisa da un fratello e una sorella. La storia di Peppe e Consiglia Licciardi, fratelli in musica nel ventre di Napoli – come recita il sottotitolo del libro Da Vico Paradiso al paradiso e ritorno – si legge tutta d’un fiato ed emoziona. Una biografia che è il racconto preciso, semplice e sincero di Peppe, musicista e chitarrista, e di sua sorella Consiglia, cantante e interprete della Canzone Napoletana più bella. Una biografia scritta dal primo ma che sembra essere sgorgata dalla mente e soprattutto dall’animo di entrambi, quasi un “viaggio sonoro e visivo” – cuore a cuore e occhi negli occhi – nei suoni e nei luoghi di Napoli. 

La storia parte da Vico Paradiso alla Salute, rione Materdei, dove i due protagonisti sono nati, popolato da personaggi come la vecchia fetosa (gattara che abitava con una cinquantina di gatti randagi) o Aitano ‘o pazzo (un ex marinaio un po’ fuori dalle righe sopravvissuto alla guerra del ‘15/‘18) ma anche da amici cari come Salvatore “Totore” Esposito e Lello Totore o da un certo “Pinotto” Daniele, che negli Anni Settanta rivoluzionerà il mondo della Canzone Napoletana e non solo. Passo dopo passo, si arriva alla prima chitarra classica regalata dalla mamma («di quelle economiche di cinquemila lire»), alle prime esperienze musicali, ai primi gruppi (New Devil, Gli Scugnizzi del Cerriglio, Lo Cuntu de li Cunti, Zi Pecula Virzu, Ventotene Folk) e soprattutto alla presa di consapevolezza di quel fuoco ardente dentro se stesso e in Consiglia, grazie anche al prezioso consiglio del Professor Emilio Nitti: «Tua sorella ha un vero talento… coltivalo, Peppe!». E così è stato. Dalla seconda metà degli Anni Settanta, Peppe e Consiglia diventarono (e sempre lo saranno) “due fratelli in musica”.

Negli Anni Ottanta, dopo molteplici esperienze soprattutto dal vivo, la rinascita della Canzone Napoletana e dunque l’ascesa dei fratelli Licciardi. Un provino fatto per caso, l’incontro cruciale con Mimma Gasparri, ex dipendente della RCA e talent scout, il debutto e il successo televisivo in RAI (correva l’anno 1988 e il programma era Il piacere dell’estate), la grande idea di riportare in scena un Maestro come Roberto Murolo attraverso splendidi duetti con Consiglia che hanno regalato altissimi e impareggiabili momenti di musica nella televisione degli ultimi trent’anni. E come se tutto ciò non bastasse, l’interesse di Caterina Caselli, il contratto firmato con la Sugar, due dischi pubblicati (Passione nel 1989 e Reginella nel 1990), cartoline e manifesti pubblicitari ovunque in tutta Italia, tantissimi passaggi radiofonici e articoli sui giornali, moltissime partecipazioni televisive tra cui International DOC Club di Renzo Arbore (la definì «una voce nuova ma antica»), Serata d’onore di Pippo Baudo, Domenica in, Roxy Bar, Tappeto volante e via dicendo. 

In mezzo a tanta euforia e gioia anche qualche delusione e amarezza ma sempre la voglia grande di andare avanti e di abbracciare nuove esperienze: la collaborazione con i Gispy Kings in Alma latina (1994), un album prodotto dalla Compagnia Nuove Indye di Paolo Dossena (Ariammore del 1997), un cd di classici napoletani con la Polosud (Torna maggio del 2003) e un trittico di gioielli incisi per la storica Phonotype Record: Emigrante (2011, omaggio a Gilda Mignonette), Melos antique (2013) e Sud (2016), quest’ultimo interamente composto da canzoni scritte da Peppe, alcune interpretate con ospiti d’eccezione come Fausto Cigliano, Enzo Gragnaniello e Giovanni Mauriello.  

Il racconto è condito sapientemente e simpaticamente da aneddoti inediti: l’audizione di fronte a Sergio Bruni che sentenziò «’A guagliona ha dda studià ancora!»; il brano registrato da Roberto Murolo e Consiglia mai pubblicato, ovvero la famosa Cu mme poi affidata a Mia Martini; il duetto all’ambasciata americana di Roma con The Voice, alias Frank Sinatra, in ‘O sole mio che ripeteva in continuazione «Beatiful!». Una storia bellissima quella dei fratelli Licciardi, una storia per cui scrivere alla fine «io sono stato molto fortunato», una storia che rappresenta una sorta di parabola di ciò che è il rutilante ed effimero mondo dello spettacolo («al paradiso e ritorno») e che rappresenta una valida testimonianza per chiunque voglia intraprendere la strada della musica. Una storia che, nonostante tutto, è piena di passione, dignità, umiltà, verità, sacrificio e silenzio, quel silenzio che – come nel caso di Peppe definito dalla Nonna Cunsigliella «martelluccio senza rummore» – rappresenta una qualità, un bene, un dono. Quel silenzio attivo e instancabile che continua a scavare, quel silenzio cantatore che continua a generare arte e bellezza come pochi in giro.  

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In dettaglio

  • Artista: Peppe Licciardi
  • Editore: Zona Music Box
  • Pagine: 120
  • Anno: 2017
  • Prezzo: 14.00 €

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