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Donato Zoppo

Lucio Battisti. Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale

Donato Zoppo torna in libreria con un nuovo libro su Lucio Battisti (lui dice che sarà l’ultimo, ma c’è da sperare che stia mentendo). Dopo essersi occupato dell’ultima canzone della coppia Mogol-Battisti (Con il nastro rosa. L’ultima canzone di Mogol e Battisti e la fine di un sogno), Zoppo dedica questo Lucio Battisti. Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale - edito da Aliberti - alla genesi del primo lavoro post Mogol del cantautore di Poggio Bustone: E già. Insomma, se fosse un film (o una serie televisiva) ci troveremmo di fronte a un sequel.

E già è il grande disco rimosso e negletto di Lucio Battisti. Lontano anni luce dall’epos del periodo Mogol e ancora inconsapevole dell’istrionismo sperimentale del periodo Panella, E già rischia continuamente di essere dimenticato, schiacciato. Ed è un vero peccato. Non solo perché è in qualche modo un disco storico - il primo appunto senza il nume tutelare Mogol -, ma perché è l’unico album in cui Battisti si mette a nudo, parlando di se stesso (a proposito, ma chi scrisse i testi: davvero la moglie Grazia Letizia Veronese o lo stesso Battisti? Chissà…). Probabilmente E già è il disco meno riuscito del cantautore, eppure paradossalmente è anche il più importante. Per la prima volta, infatti, Lucio Battisti si è sentito totalmente libero di sperimentale a livello musicale (nessun strumentista in studio e, grazie al sapiente lavoro di Greg Walsh in sede di arrangiamento e produzione, tutto suona elettronico), senza neppure troppo pensare al suo pubblico, al successo o all’insuccesso commerciale. Senza E già, verosimilmente non avremmo avuto i successivi dischi “bianchi”, perché Lucio Battisti sarebbe rimasto intrappolato nella gabbia “Lucio Battisti”.
Zoppo da vero esperto battistiano si muove ovviamente con grande sicurezza. E costruisce un testo davvero interessante e intrigante, alternando - ma sarebbe meglio dire amalgamando - elementi saggistici e inserti narrativi. Il suo è insomma un saggio narrativo - o una narrazione saggistica - che permette al lettore di non abbassare mai la guardia. Zoppo lo tiene continuamente sveglio. E ho l’impressione che egli si sia divertito un mondo a ricostruire scene di vita quotidiana e, soprattutto, dialoghi di Lucio del tutto immaginari. Facciamo un esempio. Nel primo capitolo troviamo Battisti in una libreria di Rimini (in via IV Novembre) mentre sceglie dei volumi. Lo vediamo aggirarsi tra gli scaffali, mentre il povero librario continua a chiedersi se quello che ha di fronte è davvero Battisti. Così facendo e in un colpo solo, Zoppo ci parla dell’amore della famiglia Battisti per Rimini e dell’amore di Battisti per una certa editoria. Non solo, Zoppo così fa anche il punto delle opere narrative e saggistiche maggiormente in voga in quell’anno in Italia (Introduzione all’Illuminismo. Da Newton a Rousseau edito da Laterza, l’ultima edizione del Manuale di Scienza delle Finanze, Dopo l’architettura moderna di Paolo Portoghesi, Il Re del Mondo di René Guenon). E non finisce qui. Zoppo immagina Battisti prendere un volume di Gurdjieff e poi riporlo, perché autore amato da Battiato (in testa in quel periodo nelle classifiche di vendite in Italia con La voce del padrone). Insomma: come dire che Battisti non amava molto Battiato (per invidia, visto il successo commerciale?), senza dirlo troppo apertamente.

Spassoso è poi il finto - chissà poi fino a quanto - scambio tra Battisti e Adriano Pappalardo a Ponte Milvio. Il punto di partenza è un comunicato stampa, scritto da Battisti per l’uscita del disco dello stesso Pappalardo Immersione del 1982.
Da quello spunto Zoppo ricava - come detto - un dialogo per certi aspetti esilaranti: 

“«Ah Pappafico!»
«Chi sei?»
«Ma come chi so’? Aò, solo uno te chiama così».
«No! Lucio!»
«Come stai Pappafi’? Da quanto tempo nun te vedevo. C’hai ’a stessa maglia de baseball de la televisione…»
«Sfotti sempre, Lucio, però ti trovo in forma».
«Ma quale forma Pappafi’, dovrei fa’ un po’ de movimento, altro che porta’ le buste ar mercato».
«Allora vieni con me, dai! Pratico windsurf, immersione, corsa, parapendio, c’hai l’imbarazzo della scelta».
«Ah Pappafi’, tu stai minando un mio principio, stai minando una mia regola interiore, stai minando un mio modo di essere. Mini, mini, mini: ma che sei, un minatore?»”.

Certo questo è possibile anche grazie alla sfuggevolezza di Battisti che, come risaputo, da diversi anni si era ritirato dalla scena pubblica, lasciando parlare solo la sua musica. Una scelta che può ricordare quella, a livello letterario, di Salinger. Insomma, se Battisti non parla, ognuno può costruirsi il “suo” Battisti. Ma intendiamoci, Zoppo certo inventa, ma il tutto suono verosimile, perché il tutto è retto da un ottimo apparato documentario.
Ma non è questo l’unico espediente di scrittura adottato dal critico. Il suo è un procedere, infatti, per cerchi concentrici. In ogni capitolo il lettore si avvicina alla preda - E già - per poi perderla di vista. Senza accorgersi che nel capitolo successivo la preda si è di molto avvicinata. E così il nostro E già arriva ad essere analizzato nel dettaglio, canzone per canzone, solo alla fine del volume, ma di fatto ne conosciamo già ampiamente le fattezze!  
Altro pregio del volumetto è poi lo stile assolutamente chiaro e lineare di Zoppo che non cade mai in sterile accademismo, prediligendo un approccio molto più discorsivo.
Accennavo prima all’apparato documentario. Come in precedenti lavori, Zoppo dà spesso la voce a chi un disco lo ha visto nascere o vi ha partecipato. Ecco quindi le testimonianze preziose di Claudio Bonivento, Andrea Barbacane (nipote di Lucio), Pietruccio Montalbetti, Dario Massari, Susan Duncan Smith, Piero Mannucci e Gered, Mankowitz. Impreziosisce il tutto, poi la prefazione di Franco Zanetti

Un libro necessario, questo Lucio Battisti. Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale, perché, come nota nell'introduzione lo stesso Zoppo: “Negli oltre cinquanta testi che compongono la bibliografia battistiana si parla di E già senza particolari entusiasmi. Fanno eccezione alcuni titoli che, invece di menzionarlo en passant, si soffermano”. 
Zoppo colma questa lacuna. Ce n’era bisogno. 

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In dettaglio

  • Artista: Donato Zoppo
  • Editore: Aliberti Editore
  • Pagine: 144
  • Anno: 2023
  • Prezzo: 15.90 €

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